ARTE e POESIA al CASTELLO NORMANNO di BITRITTO

Con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bitritto (BA) , oggi 12 dicembre , si è inaugurata la mostra intitolata “La stanza dei ricordi” del pittore Renato Sciolan , presso il Castello Normanno della città.

L’evento , che si concluderà il giorno 20 settembre , si abbina alla presentazione della silloge intitolata “Viandante del mare” di Cosimo Mattencini che avverrà , appunto , il giorno della chiusura della rassegna, a cura della Prof.ssa Luigia Cavone, ordinario di italiano e latino nei licei.

L’incontro fortuito ha permesso a questi due autori, di poter interpretare il passare del tempo e come esso possa influire sulla psiche nella fase di crescita, un grande contenitore di ricordi sempre vivo e presente creano confronti quotidiani tra l’antico ed il moderno.

RENATO SCIOLAN, con le sue opere, apre le stanze della sua anima, stanze per molto tempo rimaste chiuse; dietro quelle porte ritrova stanze ricolme di ricordi, di immagini fissate, in modo indelebile, nella memoria, di speranze, di sogni, di amore e rabbia, di gioia e di malinconia. Suo intento è contribuire con il suo operato al recupero della memoria individuale e collettiva affinchè possano congiungersi i destini di tanti sconosciuti. Una certa ossessiva ricerca della verità, il tormento e l’autoanalisi, a tratti impietosa ed esasperata, a tratti indulgente e struggente, creano il contesto , all’Artista per divenire colori dell’anima.

Note malinconiche intrise di passato, in molte delle sue opere nascono dal suo subconscio, quasi a voler testimoniare e concretizzare una esternazione dei suoi ricordi.

Una sorta di foga dell’emersione trascina con sé Renato Sciolan, una natura irrequieta lo sospinge, lo travolge gioiosamente, riconducendolo in percorsi itineranti dell’essere.

Pensiero, fisicità, sensibilità, atmosfera e solarità: questi i mezzi di cui si giova per dare alle sue opere un valore di apparizione, di scoperta, di sensibilità “plein-air” sentito con il vero slancio creativo e significativo, in un abbandono romantico che è tenerezza e poesia.


COSIMO MATTENCINI

Il linguaggio poetico di Cosimo Mattencini trova in se stesso una notevole forza poetica e carica espressiva nella sua nuova raccolta intitolata “ Viandante del mare.”

Una vena poetica che con il passare del tempo non ha perso la sua originale freschezza e si è arricchita di tonalità e motivi crepuscolari che la rendono ancora più affascinante.

Parole, le sue, che disegnano un panorama delle molteplici sfumature dell’anima, creando nuove melodie con un impasto di suoni e di colori mediterranei rubati alla vita quotidiana, a quella serie di incontri e di sensazioni che si accompagnano allo scorrere del tempo e si incidono nel profondo del cuore. Parole di vita che sanno di cielo, di terra e di mare.

La raccolta è suddivisa in due parti: la prima ha come filo conduttore il tempo presente (vedi citazione di Leonardo da Vinci: “L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quelle che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.”) come attimo del flusso che si colloca negli scenari della natura o anche nella quotidianità di cui si ritraggono efficaci bozzetti; la seconda, come preannuncia la citazione di sant’Agostino (“Andavo cercando l’origine del male, ma la cercavo male e non mi accorgevo del male che si annidava nella mia stessa indagine.”), ruota attorno a temi di più ampio respiro filosofico e religioso.

Un linguaggio poetico ricco di immagini e sinestesia, che a tratti si frantuma in versi brevi composti anche da una sola parola, a volte le immagini sorprendono per l’originalità delle associazioni (“Ho visto la luna / non è tonda come le cinque lire / con cui pensavo di comprare i sogni”) e anche i richiami alla natura, che diviene specchio dell’anima del poeta, aumentano la suggestione della poiesis.

…Così il Viandante se ne va per terra e per mare, sospinto dalla forza del vento, ammaliato dagli echi di suoni che, venendo da lontano, si rincorrono e si infrangono nell’aria, creando echi e riverberi nel cuore, attratto dai molteplici colori, preludio a nuove scoperte che nascondono meraviglie inattese.

…Ma il mare e la terra sono spaziosi e vasti e molti altri mondi bisogna scoprire. Ed anche le strade dell’anima si infittiscono in un groviglio, talora, inestricabile, il viaggio non si arresta, e riprende sempre nuovamente, e sospinge dolcemente il lettore a percorrere il difficile sentiero, a seguire la scia lasciata dalle onde per scoprire la segreta bellezza di sentirsi Viandante del mare.

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