I tesori nascosti dell’Ateneo di Bari

“L’arte – secondo Lev Tolstoj – è un’attività umana il cui fine è la trasmissione ad altri dei più eletti e migliori sentimenti a cui gli uomini abbiano saputo assurgere”.
Potrebbe essere questo il motivo ispiratore di Livia Semerari, docente di Storia dell’arte contemporanea nell’Università di Foggia, che qualche anno fa (2005) ha firmato il Catalogo delle opere d’arte contemporanea dell’Università degli Studi di Bari (Adriatica Editrice), pubblicato dallo stesso Ateneo in collaborazione con la Fondazione della Cassa di Risparmio di Puglia.

La collezione d’arte è nata sostanzialmente negli anni ’70 per iniziativa del rettore Ernesto Quagliariello, uomo di vastissimi interessi culturali e amico di molti artisti e storici dell’arte, al punto che molti di essi: Giò Pomodoro, Vito Stìfano ed altri, hanno donato loro opere al nostro Ateneo.
La raccolta, rappresenta un excursus dell’arte italiana del XX secolo: un percorso costituito e supervisionato da docenti del nostro Ateneo, che lavorando sulla base di un inventario apprestato dagli uffici competenti dell’amministrazione, presentano un patrimonio ormai assicurato alla conoscenza ed alla tutela.

“L’Università di Bari – scrive Giovanni Girone nella presentazione – pur non essendo un museo, ma custodendo una raccolta costituita nel passato più per un impeto di generosità che per organica progettualità, potrebbe rappresentare un esperimento valido in Italia per una modernizzazione delle collezioni pubbliche di arte contemporanea”.

Secondo l’autrice: “La ricognizione delle opere artistiche in possesso dell’Università di Bari ha messo in luce l’esistenza di un notevole patrimonio che comprende, al suo interno, la testimonianza di significative presenze della cultura artistica contemporanea”.

Il catalogo, di grande formato, comprende un profilo storico-amministrativo dei nuclei delle collezioni, curato dal prof. Vincenzo Caputi Jambrenghi, un quadro riassuntivo delle altre presenze di artisti che, negli anni passati, hanno donato le loro opere, ed anche le loro brevi biografie.
Nella storia dell’arte dell’Università di Bari le opere artistiche non si contano: dalle decorazioni della splendida Aula Magna, affrescata da Mario Prayer nel 1924, a quelle dei corridoi del rettorato, realizzati successivamente dal fratello dello stesso artista, Guido, alla sala riunioni del Senato accademico, al Salone degli affreschi. Per non parlare di mobili e arredi presenti in questa parte importante dell’Ateneo, nella quale si possono ammirare arredi del periodo fascista insieme ai monumentali mobili di un salone di una casa patrizia, donati alla nostra Università dalla famiglia Mininni, per finire ad altri arredi realizzati su disegno dello stesso Guido Prayer.

La collezione annovera i ritratti dei vari rettori che si sono succeduti alla guida del nostro Ateneo eseguiti da: Antonio Lanave, Roberto De Robertis, Filippo Alto e Giuseppe Van Westerhout. La cancellata della Facoltà di Giurisprudenza dello scultore Giuseppe Capogrossi (1983), rappresentata da 12 grandi pannelli in ghisa alternati ai pilastri dell’ingresso principale dell’edificio di piazza Cesare Battisti.

Gli artisti con le loro opere non si contano: dai disegni e litografie di Giò Pomodoro, agli oli di Vito Stìfano, alle sculture di Fara Di Cagno (busto femminile in bronzo), Franco Gentilini (incisione su lastra d’argento), Salvatore Fiume (incisione), Guido Gremigni (busto in bronzo prof. Sansone), Assen Pejkov, (sculture della Minerva e di alcuni busti di rettori), Mario Piergiovanni (cavallo morente, Cefalonia, bassorilievo in bronzo “La scuola di Atene” e busto bronzeo di Alberto De Blasi), R.A. Bally (busto in marmo dell’ammiraglio Nelson), Virgilio Guidi (incisione su lastra d’argento), Marino Marini (scultura triangolare), Raffaele Spizzico (forma astratta in bronzo dorato), disegno su lastra di alluminio), Adolf Vallazza (totem in legno), Umberto Mastroianni (apparizione fantastica in bronzo), Amerigo Tot (bassorilievo in ceramica), Pino Conte (testa di donna in bronzo).
Le pitture e le opere grafiche sono di Pietro Annigoni, Afro, Gino Severini, Giuseppe Ar, Domenico Cantatore, Bruno Cassinari, Pietro Consagra, Fernando Grandi, Emilio Greco, Giacomo Grosso, Virgilio Guidi, Carlo Levi, Umberto Mastroianni, Giorgio Morandi, Cipriano Efisio Oppo, Enrico Paulucci, Fausto Pirandello, Mario Prayer, Tony Prayer, Alberto Salietti, Mario Schifano, Luigi Schingo, Orfeo Tamburi, Fernando Troso. A queste opere vanno poi aggiunte quelle custodite nella sede del CUTAMC (Centro per il Teatro, le Arti visive, la Musica e il Cinema), firmate da Franco Batacchi, Manlio Chieppa, Ferruccio Ritossa, Michele Damiani, Mario Colonna, Roberto De Robertis, Matteo Masiello, Franco Menolascina, Erqua (pseudonimo di Ernesto Quagliariello), e di tanti altri artisti che lo spazio non consente di citare.
Ancora oggi l’Ateneo di Bari, guidato da Corrado Petrocelli, continua con grande interesse storico-artistico la raccolta di opere d’arte, finalizzata alla salvaguardia del notevole patrimonio culturale, allo scopo, soprattutto, di assicurare la divulgazione, la conoscenza e la fruizione nel tempo.

Vittorio Polito

Fonte Barisera.net

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