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The Originals

La G. Art Agency Llc. in collaborazione con Rossocinabro, presenta a Roma, dopo l’esposizione di New York ‘The Originals’, una selezione di opere provenienti da Europa, Stati Uniti, Canada, Norvegia, Israele, Turchia, Giappone e Australia dal 13 al 31 dicembre 2017. Tutti i lavori sono pezzi unici.

158_the_originalsL’evento dà una grande opportunità per investire in arte internazionale, ed è una vetrina per gli artisti ben consolidati e per i giovani talenti. I visitatori possono aspettarsi una varietà di dipinti, arte fotografica, arte urbana e sculture in diversi stili. La mostra è curata da Cristina Madini e Joe Hansen.

The New York based G. Art Agency, Llc. with Rossocinabro presents in a itinerary show ‘The Originals | December 13 -31, selectes works of artists from Europe, USA, Canada, Norway, Israel, Turkey, Japan and Australia.

The event gives a great opportunity to invest into international art, and is a showcase of the well-established artist as well as young talent. Visitors can expect a variety of paintings, photography art, urban art and sculptures in different styles. The exhibition is curated by Cristina Madini and Joe Hansen.

Artists: Valentina Achim, Dina Babay, Helga Borbás, Elda Calabrese, Laura Casini, Celina, Maria Emilov, Giovanna Fabretti, Francesca Guetta, Mikio Hasui, Lynn Jaanz, Osamu Jinguji, Agnieszka Konopka, Lady Yupiigold, Sybille Lampe, Lisa J Levasseur, Giacoma Lo Coco, Stjepko Mamic, Britt Merrylees, Vincenzo Messina, Elvio Miressi, Beatriz Moya, Päivyt Niemeläinen, Mirja Birgitta Nuutinen, Anja Stella Ólafsdóttir, Daniela Rebecchi, Elke Reis, Miriam Seville, Christina Steinwendtner, Gitana Vaicyte, Natasa Vladisavljevic, Boyan Yanev, Yalim Yildirim, Ziba Moasser

Sul sito ci sono pagine di approfondimento per ogni singolo artista

a cura di Joe Hansen e Cristina Madini
La mostra è aperta al pubblico 13 al 31 dicembre con orario 11:00-19:00

RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma Italia
info 06 60658125
Visitabile da lunedì a venerdì 11-19

http://www.rossocinabro.com/exhibitions/exhibitions_2017/158_the_originals_roma.htm

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Nasce il Centro Arti e Scienze Golinelli

Mercoledì 11 ottobre, a due anni dalla nascita di Opificio Golinelli, inaugura il CENTRO ARTI E SCIENZE GOLINELLI, una nuova iniziativa a vocazione sperimentale e internazionale, la cui progettazione architettonica è stata affidata a Mario Cucinella Architects.

mostra IMPREVEDIBILE-ph.OKNOstudio (10)L’Opificio Golinelli getta così le fondamenta per diventare una vera e propria infrastruttura per la conoscenza e la cultura, destinata a crescere ancora.
Infatti, a breve, dopo la grande opera del Centro Arti e Scienze, la Fondazione avvierà ulteriori lavori di ampliamento, che in un anno porteranno alla realizzazione di un altro spazio: si raggiungeranno così 14.000 metri quadrati complessivi e le superfici utili coperte per le attività saranno di quasi 10.000 metri quadrati.

In vista dei lavori di ampliamento previsti, il dato dell’attuale partecipazione (120.000 visite all’anno) è destinato a crescere esponenzialmente, con una stima di oltre 200.000 visite già dall’anno 2019.
Obiettivo di Opificio Golinelli è diventare una Città per la conoscenza e la cultura, un centro vocato in maniera integrata a educazione, formazione, cultura, ricerca e impresa, prima e unica esperienza di tal genere, nella sua interezza e complessità, in Italia e in Europa.

Il primo passo di questa scommessa di Fondazione Golinelli è rappresentato dal Centro Arti e Scienze Golinelli, uno spazio di “immaginazione e sperimentazione” pensato per offrire una sintesi fra arte e scienza – concepite da troppo tempo come due polarità distanti e tendenzialmente estranee – che costituisce invece uno dei terreni più fertili nei quali rappresentare il futuro.

Dal punto di vista architettonico, il Centro Arti e Scienze Golinelli coniuga funzionalità e valenza estetica. Progettato da Mario Cucinella Architects, è una costruzione di circa 700 metri quadrati, che vanno ad aggiungersi ai 9.000 dell’Opificio. Si tratta di un grande parallelepipedo di 30×20 metri, alto 8, composto da un volume chiuso che costituisce il “cuore” dell’architettura, una geometria pura semi-trasparente, che nelle ore diurne riflette ciò che ha attorno e nelle ore notturne è invece luminosa. Lo spazio è privo di partizioni o rigide organizzazioni planimetriche per garantire la massima flessibilità di utilizzo ed è avvolto da un involucro esterno leggero e vibrante, una griglia modulare metallica, in alcune sue parti percorribile dai visitatori.

Il nuovo Centro non sarà un semplice spazio espositivo: ospiterà infatti un programma pluriennale di iniziative culturali con l’obiettivo di immaginare il futuro e stimolare un insieme di azioni educative, formative e imprenditoriali per i giovani, in linea con il piano di sviluppo pluriennale di Fondazione Golinelli, Opus 2065, per supportare le giovani e giovanissime generazioni nel loro percorso di crescita, con l’idea che l’educazione sia il motore dello sviluppo economico e sociale.

«L’idea di futuro che abbiamo in mente» afferma Andrea Zanotti presidente di Fondazione Golinelli «è quella in cui non ci sarà più posto per una frammentazione che divida la parte ideativa, quella sperimentale e quella produttiva: i luoghi della conoscenza, della sperimentazione e della produzione dovranno necessariamente integrarsi per poter far fronte e sostenere la velocità del cambiamento nella quale siamo immersi. Con il Centro Arti e Scienze Golinelli la Fondazione Golinelli diventa l’ecosistema che si completerà nei mesi a venire con un incubatore riservato non solo ai laureati o a chi ha conseguito un master ma anche ai più giovani, la cui creatività costituisce una risorsa fondamentale. Per corroborarne la crescita, essa dovrà nutrirsi e contaminarsi di formazione, ricerca, capacità imprenditoriale ma anche di sensibilità estetica che da sempre costituisce il marchio distintivo del genio italiano».

L’offerta formativa di Opificio Golinelli ha da sempre come obiettivo quello di ricomporre la frattura, ancora oggi in essere, fra cultura umanistica e scienze. Le stagioni più alte della cultura umana si sono prodotte quando arti e scienze hanno dialogato in modo fecondo, come nel Rinascimento italiano, che ha prodotto una spinta innovatrice e, insieme, una cifra estetica destinate a condizionare i secoli futuri. Il rapporto tra arti e scienze è fortemente radicato nel passato del nostro Paese e Fondazione Golinelli promuove da sempre la cultura come risultato di un’educazione che sposa la tradizione di ricerca umanistica e le più nuove tecnologie.

mostra IMPREVEDIBILEIl nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli inaugura con la mostra di arte e scienza IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà in programma dal 13 ottobre 2017 al 4 febbraio 2018. Ispirata da un’idea di Marino Golinelli, è prodotta da Fondazione Golinelli e curata da Giovanni Carrada per la parte scientifica e da Cristiana Perrella per la parte artistica. Il progetto dell’allestimento è di Mario Cucinella Architects. Questa è l’ultima di sette esposizioni che hanno indagato temi forti della contemporaneità in modo innovativo, a partire dal 2010, intrecciando l’arte con la scienza. Dopo aver esplorato l’antroposfera, il rapporto tra uomo e tecnologia, le nuove età della vita, le energie della mente, la scienza del gusto, la libertà, è ora la volta del futuro.
Il percorso espositivo mette in dialogo opere di artisti contemporanei italiani e internazionali con una serie di exhibit di argomento scientifico, prevalentemente video, lasciando che le suggestioni dell’arte e della scienza aiutino il visitatore a farsi un’idea più ricca e complessa dell’argomento, sviluppando un proprio punto di vista sul futuro che ci aspetta.

In mostra opere di: Pablo Bronstein; Martin Creed; Flavio Favelli; Martino Gamper; Tue Greenfort; Ryoji Ikeda; Christian Jankowski; Elena Mazzi con Sara Tirelli; Tabor Robak; Nasan Tur; Tomas Saraceno; Yinka Shonibare MBE; Little Sun; Superflex; Joep Van Lieshout; Ai Weiwei.

Informazioni: http://www.artescienzaeconoscenza.it | http://www.fondazionegolinelli.it

Pop my bling bling

Con pop my bling bling il mondo dell’arte si tinge di rosa, emanando charme e ambiguità che uniscono le emozioni e i desideri proiettati da artisti, curatori e galleristi.

Un ambiente levigato e glitter che nasce all’intersezione tra mostra e pop-up store, in cui ogni opera è parte di un dialogo più ampio attorno al sistema dell’arte contemporanea. In un confronto aperto con i concetti e le estetiche dell’effimero, la mostra si propone di evocare il senso di illusione e disillusione di quando la bolla scoppia.

Pop my bling bling

Nel corso del ventesimo secolo, gli artisti e le loro esistenze si sono resi fondamentali per la creazione di valore in una new economy dove l’arte, sempre più permeata dal quotidiano, si è rivelata una “forma pietrificata della vita economica”, come afferma lo storico d’arte Michael Baxandall.

Un’autonomia dell’arte condizionale alla realtà periferica, che tralascia tuttavia una libertà residua. In un flusso convoluto che scorre dal prodotto al processo, dal materiale all’immateriale, dal vendibile al non vendibile, pop my bling bling celebra una nuova forma di convivenza nata dall’eterno matrimonio e divorzio tra arte e mercato, capace di svelare altri orizzonti possibili all’interno di questa cornice conflittuale.

Attraverso live, performance e screening – interventi come proiezione ulteriore di sé – gli artisti si confronteranno con le dinamiche del sistema dell’arte contemporanea, speculando anche il complesso paradosso del self-marketing, con un tono che oscilla tra il critico e l’irriverente.

Pop my bling bling
THE FLAT – MASSIMO CARASI
Milano – dal 17 al 19 maggio 2017
Via Paolo Frisi 3 (20129)
+390258313809 , +39 0258313809 (fax), +39 022155325
carasi-massimo@libero.it
http://www.carasi.it

Other Places

Intragallery presenta la doppia personale fotografica degli artisti Matteo Basilé e Corrado Sassi, “Other Places”, che inaugurerà a Napoli il 18 maggio 2017, alle ore 19, negli spazi di Via Cavallerizza a Chiaia 57, con la presenza degli artisti.

MATTEO-BASILE-CARRARA-1Il titolo scelto per la mostra, “Other Places”, invita lo spettatore verso luoghi altri, evocando visioni di realtà immaginate.

Entrambi gli artisti si esprimono attraverso la fotografia; Basilé progetta accuratamente la sua visione, prevedendo con esattezza gli elementi che restituiranno il suo racconto, mentre Sassi ha un approccio più istintivo: fotogrammi da lui raccolti in velocità, vengono poi sovrapposti, per creare una suo ideale luogo altro.

OTHER PLACES – Matteo Basilé / Corrado Sassi

18 maggio / 30 giugno 2017

OPENING

Giovedì 18 maggio 2017

dalle 19.00 alle 21.00

Orario galleria: dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.30, sabato dalle 10.30 alle 13.30

CORRADO-SASSI-NEBRASKA-2017

KOKODÉ KAMIGAMI ここで神々ovvero “Qui si incarnano gli dei”

Generali Italia apre al pubblico Palazzo Morosini a Venezia offrendo la possibilità di visitare gratuitamente lo storico edificio, che ospiterà KOKODÉ KAMIGAMI ここで神々, che letteralmente vuol dire “Qui si incarnano gli dei”. Una mostra che racconta, attraverso l’arte della fotografia unita alla pittura, la pratica più misteriosa delle arti marziali e la spiritualità che la contraddistingue: il Sumo.

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L’evento, promosso e organizzato da Generali Italia, in collaborazione con Arthemisia e contestualmente alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, rientra nel programma di Generali Italia Valore Cultura, che ha l’obiettivo di sostenere le migliori iniziative artistiche e culturali e promuovere lo sviluppo e la valorizzazione del territorio.

La mostra, che apre al pubblico dall’ 11 maggio al 16 luglio 2017, è curata da Xavier Martel, docente di storia dell’arte del XIX secolo all’Università Paris I.

Attraverso 33 opere l’artista giapponese Daimon Kinoshita – incisore di ukiyo-e – e il fotografo francese Philippe Marinig illustrano tramite la commistione della loro stessa arte il mondo della forza, dell’intelligenza e dell’accettazione di sé dei lottatori di sumo, i sumotori che diventano rikishi se professionisti.

Gli artisti, che lavorano entrambi sullo stesso tema, raccontano le origini di questa antica lotta che è lo sport nazionale del Giappone dove i contendenti, immortalati nella quotidianità dalla macchina fotografica di Marinig, si allenano nelle heya (le palestre dette anche scuderie) o si affrontano nel dohyo (la zona di combattimento), indossando il mawashi (il caratteristico perizoma) e acconciando i capelli con la oi-cho mage (la particolare crocchia).
Nelle opere in mostra anche la rappresentazione dello yokozuna, il grande campione per eccellenza distinguibile perché durante l’ingresso sul dohyo indossa la pesante corda annodata detta tsuna. E a questa figura è dedicata un’intera sezione che narra il successo del giapponese Kisenosato, il 72° yokozuna in tutta la storia del Sumo, lunga più di 400 anni. Kisenosato, dopo aver vinto il torneo Grand Sumo di Spring 2017, ha raggiunto l’apice del successo a distanza di 19 anni dall’ultimo yokozuna giapponese.

L’evento vede come sponsor tecnici Shoei, Awagami Factory e Fujifilm, media partner Billionaire e Gatehouse. Gli artisti sono rappresentati da Atelier Visconti. sposta presso Archivio di Stato – via Pietro Oreste 45, Bari – dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.30; sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Apertura straordinaria anche il 2 giugno. Ingresso euro 4,00 informazioni 080.541.48.13

Ivano Tomat – Tracce e Sedimenti

Inaugura martedì 16 maggio, ore 18.30, presso la galleria Rilievi Contemporary Art, la mostra Tracce e Sedimenti di Ivano Tomat, che si snoda su due registri: quello del colore, con poche variazioni, prediligendo una gamma polverosa e smorzata; la contrapposizione tra pieno e vuoto, dentro e fuori, l’aggetto della materia o la sua corrosione.

Ivano TomatL’esposizione è una panoramica sugli ultimi dieci anni del lavoro dell’artista: tre opere inedite del 2016-17, prive di riferimenti grafici, che indagano ritmo e geometrie insiti negli accostamenti di toni contrastanti, vengono messe a confronto con tavole o tele dove alfabeti magici affiorano dalla superficie, e con lastre “arrugginite” che contengono in nuce entrambe le direzioni, andando fino alle origini figurative dell’autore.

Ivano Tomat (Roma, 1957) comincia come disegnatore. Dopo l’Istituto d’Arte e gli studi di illustrazione presso l’Istituto Europeo di Design si specializza in incisione a puntasecca. Nel 1993 l’acquerello diventa il suo medium, astratto, dai timbri squillanti e i profili sinuosi. Poi torna alla tela e alla commistione di mezzi e generi. Che si esprima attraverso il gesso, l’acrilico o il legno l’intera ricerca verte sull’analisi delle dualità: della materia, del pensiero, della natura, della forma.

In un secondo momento compaiono simboli misteriosi, chiavi di accesso a mondi arcani, lettere indecifrabili e foglie stilizzate. I caratteri runici, primitivi; le continue cancellazioni, i graffi; la fascinazione per l’ignoto, l’oscuro, caratterizzano queste immagini e contaminano molte delle prove seguenti.

Ivano Tomat 2Oggi è focalizzato su dipinti che diventano bassorilievo. Una cadenza regolare, pieno-vuoto-pieno-vuoto, accompagna lo studio dell’incontro tra primari, secondari, complementari. Rosso, verde, viola, attutiti e mai strillati. «Il colore è emozione istantanea, non c’è un segno da leggere, basta uno sguardo, ti colpisce subito» (cit. l’artista).

Sebbene abbia cominciato a esporre nel 1995, è dal 2000 che le occasioni di presentare i propri lavori si fanno più frequenti. Sono da segnalare le collettive: Universo mare, I classificato nella sezione installazioni del Concorso Nazionale Romanatura organizzato dalla Regione Lazio al Porto di Ostia (2003); Sagome 547, a cura di Horti Lamiani Bettivò (2005); L’arte seduta, Vitarte, Viterbo (2006); Impronta Globale, a cura di Daniele Arzenta all’ISA Istituto Superiore Antincendi, Roma (2009); Marche d’acqua, Premio internazionale di acquerello, Fabriano (2010); Insieme, Banca d’Italia, col Patrocinio dell’Ambasciata del Guatemala (2011). Con la mostra Tracce e Sedimenti Ivano Tomat, a quasi dieci anni di distanza dall’ultima personale al Museo degli Strumenti Musicali di Roma, propone una visione completa degli sviluppi della propria indagine che, pur nelle diverse direzioni prese, rimane sempre fedele a determinati presupposti: la magia della pittura, l’azione che scava nella profondità del piano, il gusto per la qualità non sofisticata degli elementi.

Ivano Tomat, Tracce e Sedimenti
mostra personale di pittura

Inaugurazione: martedì 16 maggio 2017 ore 18.30
Dal 16 al 23 maggio 2017
Orari: dal lunedì al sabato 11.00-19.30

Florence Biennale – Mostra internazionale di arte contemporanea di Firenze

È in programma da sabato 6 fino a domenica 15 ottobre 2017, nel Padiglione Spadolini della Fortezza da Basso di Firenze, l’11° appuntamento con Florence Biennale – Mostra internazionale di arte contemporanea di Firenze.

XI Florence Biennale 2017

Nata nel 1997 dalla felice intuizione di Pasquale e Piero Celona – decisi a puntare su una nuova esperienza di incontro tra pubblico e artisti-espositori -, “Florence Biennale” si è sviluppata fino a diventare una delle manifestazioni di riferimento per l’arte contemporanea a livello mondiale, che in dieci edizioni ha condotto a Firenze oltre 5.500 artisti provenienti da tutto il mondo.

A “ARS AEVI” IL “PREMIO LORENZO IL MAGNIFICO” E IL SOSTEGNO PER IL NOBEL
Nel solco della collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali, la Direzione di Florence Biennale ha deciso di assegnare il “Premio Lorenzo il Magnifico” al Direttore del museo di arte contemporanea Ars Aevi di Sarajevo, Enver Hadziomerspahic, quale autore del progetto di pace ed espressione di una volontà collettiva internazionale; con l’occasione il 12 ottobre Hadziomerspahic presenzierà all’incontro dal titolo “Creatività e sostenibilità: exempla dai musei d’arte contemporanea”, ricevendo da Florence Biennale il sostegno ufficiale alla candidatura del museo della capitale bosniaca al Premio Nobel per la Pace 2018.

IL PATROCINIO DELL’ASSEMBLEA PARLAMENTARE DEL MEDITERRANEO

L’XI edizione di Florence Biennale potrà contare, tra gli altri, anche sul patrocinio dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (AMP), istituzione internazionale che dal 2005 raccoglie i membri di 26 paesi che si affacciano sull’omonimo bacino e che ha sede a

Malta. La concessione è giunta con una lettera a firma dell’ambasciatore Sergio Piazzi, Segretario Generale dell’AMP, il quale scrive: “A nome dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, ringrazio per l’invito rivolto alla nostra organizzazione a sostenere l’XI Edizione della Florence Biennale – eARTh: Creativity & Sustainability in programma per il mese di ottobre 2017. Con immenso piacere, comunico la concessione del patrocinio gratuito da parte della APM al summenzionato evento, che rientra nell’ambito dei lavori della 3° Commissione Permanente APM che si occupa di Dialogo tra le Civiltà e i Diritti Umani”.

L’IMMAGINE COORDINATA DELLA MOSTRA “FRUTTO” DI UN CONTEST PER STUDENTI

Due mani, che formano un tronco d’albero, nell’atto di abbracciare la frondosa chioma di un albero dai colori estremamente vivaci, su un fondo verde di diverse tonalità. È stata finalmente svelata l’immagine coordinata dell’XI Florence Biennale, l’edizione del ventennale. Nata grazie alla collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, la nuova immagine ha visto all’opera gli studenti dell’Accademia delle Arti Figurative e Digitali di Firenze, centro artistico e culturale di riferimento per tutti i giovani che decidono di acquisire una specializzazione professionale nel campo delle arti visive. Attraverso un contest i ragazzi sono stati invitati a sperimentare e a realizzare la loro personale visione del tema dell’XI Florence Biennale “eARTh: Creatività e Sostenibilità”.

Tra i progetti presentati è stato scelto l’elaborato della senese Chiara Bruni, classe 1988, la quale, attraverso la tecnica del fotomontaggio, ha voluto rendere la coesione dei due argomenti principali del tema: creatività e sostenibilità. Tutti gli elaborati presentati dai partecipanti al contest saranno visibili durante i giorni della Florence Biennale, in uno spazio dedicato alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze all’interno del Padiglione Spadolini della Fortezza da Basso.

IL TEMA E I LINGUAGGI DELL’XI EDIZIONE

Con il titolo tematico di “eARTh – Creatività e Sostenibilità”, l’XI edizione di Florence Biennale – si propone di contribuire a delineare una visione del futuro in cui creatività e sostenibilità siano principi fondanti di un “ecosistema” d’arte e cultura ove prevalga il rispetto della natura e di tutte le forme di vita sulla Terra. In questa prospettiva la differenza culturale e la biodiversità non sono intesi quali regni distinti e paralleli, ma sono invece parte di una sorta di processo evolutivo simbiotico da preservare e alimentare. In adesione al tema, saranno presenti in mostra opere d’arte digitale, video arte, fotografia, performance e installazione d’arte, nonché pittura, disegno e calligrafia, tecnica mista, scultura, arte ceramica, arte tessile e gioiello d’arte.

SELEZIONI APERTE E PROROGA DEL TERMINE DI ISCRIZIONE

Con la direzione organizzativa di Jacopo Celona e la curatela artistica di Melanie Zefferino, l’XI edizione di Florence Biennale continua a prender forma. E in considerazione delle numerose domande di partecipazione pervenute, la Direzione della mostra ha deciso di ampliare gli spazi espositivi e di estendere i termini di candidatura fino al 15 giugno.

Gli artisti interessati a presentare la propria candidatura presso il Comitato di Selezione Internazionale della Florence Biennale, che esaminerà il portfolio e il curriculum di ciascun candidato, sono invitati a visitare la sezione dedicata del sito ufficiale della manifestazione http://www.florencebiennale.org/  partecipare oppure a scrivere un’email all’indirizzo info@florencebiennale.org.

One day I broke a mirror a Villa Medici

L’Accademia di Francia a Roma apre Villa Medici a Yoko Ono e Claire Tabouret con la mostra “One day I broke a mirror“, dal 5 maggio al 2 luglio 2017. È il secondo momento del ciclo di esposizioni Une, ideato dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e curato da Chiara Parisi.

One day I broke a mirrorOne day I broke a mirror si annuncia come una tappa imperdibile nel ricco calendario internazionale di quest’anno, un’esposizione concepita dall’artista-icona Yoko Ono e da Claire Tabouret, classe 1981, rivelazione dell’ultima generazione.

One day I broke a mirror è il titolo dato da Yoko Ono a questa mostra, che esplora principalmente il decennio 1960-1970 della produzione di un’artista multidisciplinare, tanto attiva nella scena underground newyorkese da ridefinire e rappresentare assieme al movimento Fluxus – nel solco della ricerca di John Cage – l’arte di quel periodo. Tra “istruzioni”, coinvolgimento del “caso” ed esperienze sensoriali, le sue opere richiedono la partecipazione attiva del pubblico per essere complete e totali.

La critica verso ogni forma di guerra e l’armonia tra i popoli sono tematiche costanti nelle installazioni e nelle performance di Yoko Ono, così come il suo attivismo politico che si sublima in poesia, l’insofferenza per il convenzionale, l’adesione ai movimenti pacifici di protesta.

Questi e altri elementi risuonano nelle grandi tele di Claire Tabouret, nei suoi corpi imballati, corazzati, costretti. L’artista ha conquistato il riconoscimento della critica grazie alle sue tele dai colori acidi, stranianti e atemporali, le sue donne guerriere dallo sguardo risoluto, il suo esercito di bambini mascherati nell’atto di brandire lance luminose, a metà tra un quadro di Paolo Uccello e l’immaginario di Guerre stellari. Dopo la partecipazione alle mostre Shit and Die di Maurizio Cattelan e L’illusione della luce a Palazzo Grassi, nel 2014, Claire Tabouret torna in Italia con quaranta nuove produzioni realizzate nel suo atelier di Los Angeles, dove vive e lavora.

One day I broke a mirror_1

http://www.villamedici.it/it/programma-culturale/programma-culturale/2017/05/yoko-ono-e-claire-tabouret-one-day-i-broke-a-mirror/

Ricomposizioni – Mostra personale di Silvio Natali

Dal 22 aprile al 18 maggio 2017 ExpArt studio&gallery, in via Borghi 80 a Bibbiena (AR), presenta “Ricomposizioni”, personale di Silvio Natali a cura di Silvia Rossi.

Senza titolo-1L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al mercoledì con orario 15/19, dal giovedì al sabato con orari 9,30/12 e 15/19, o su appuntamento.

Sabato 22 aprile, dalle ore 17, l’inaugurazione in galleria con l’aperitivo offerto da Bar Le Logge.

LA MOSTRA:
“Ricomposizioni” è il titolo scelto da ExpArt per presentare la mostra personale di Silvio Natali, artista marchigiano dalla singolare cifra stilistica.
Un’opera che scompone, sforma, analizza e infine riassembla con uno sguardo che unisce e mescola una moltitudine di stili e correnti, interpretando in modo innovativo e singolare i soggetti.

Le dense pennellate espressioniste, così racchiuse in recinti di colore ben delineati, creano sgomento e interrogativi. L’approccio apparentemente naïf si contrappone alla sistematicità dell’analisi della forma e della composizione, raccontando con occhi diversi la quotidianità del paesaggio urbano e naturale.
I colori, a tratti acidi, controbattono alle tinte tenui, esaltandone la dimensione concettuale e riflessiva, astraendo il soggetto naturale a puro dinamismo.
La primavera nello spazio espositivo casentinese è dunque scandita da un autore apprezzato a livello nazionale e all’estero per il suo linguaggio distintivo, che attinge con sapienza al passato per dare vita a uno stile pienamente contemporaneo.

L’ARTISTA:
Silvio Natali, classe 1943, è originario di Corridonia (MC).
Autodidatta, espone per la prima volta nel 1986 nel suo paese natale, per poi espandere la propria attività in tutta Italia e in Europa, fino ad arrivare negli Stati Uniti e negli Emirati Arabi.
Presente in tutte le principali pubblicazioni del settore, la notorietà del suo lavoro si è espansa a macchia d’olio, imponendosi ben presto all’attenzione degli esperti del settore.
Le opere di Natali sono custodite in importanti collezioni pubbliche e private.

http://www.expartgallery.com
http://www.silvionatali.com

Martedì 18 aprile 2017

Ufficio Stampa – Marco Botti
tessera ODG 118843 – cell. 3475489038
marco.botti9@gmail.com – marco.botti@pec.giornalistitoscana.it

“OUT OF HERE “| MATTEO SANNA| Solo show | GALERIE 95, BIEL, SWITZERLAND

There is one thing that we do every day, every hour, every minute and every second almost without even realizing: breathing! On average are made to 13 breaths in a minute, and then multiplied by one hour is 780 breaths in a day are about 18720.

matteo-sanna-inviteLife begins with the first breath and ends with the last, in the middle is our life. The breath is closely linked to all levels of our being.

The breath is certainly the most important symbolic act and concrete and necessary, totally connected with the concept of independent living.

This new cycle of Sanna’s paintings, leaves from mature awareness of how important the breath has in our lives. Not only technical (the pictorial action is completed through the drafting of color on the canvas by means of breaths that create fluctuating images and in constant motion) In the breath we find everything we need for development; not only the opportunity to experience the opposite, but also how to unify them, how to enter to access were deeper and deeper.

Between one extreme of non figuration and its opposite of figuration, the painting of Matteo Sanna standing there in the middle, with a freedom, a freshness and a truly amazing vitality. Where “vitality” are not to be understood only of the sign and the color mobility, energy flows and the dynamics of the forms that are still among the strong points and qualifying, immediately perceptible, the figure of his way of thinking and doing painting.

What, in fact, more vital and essential perception of living and move? Or the time and space, that is the figure or landscape? Not described, not told. But sublimated, filtered and rendered the essence of light, rhythm, flow.

The breath is the rhythmic movement that animates.

Matteo Sanna

+39 3285469597
http://www.matteosanna.it

Matteo Sanna

“Out of Here”
21.04 – 3.06.2017
Galerie 95

Aarbergstrasse 95 Biel, Switzerland