Archivi categoria: Senza categoria

THEA DJORDJADZE – FAUSTO MELOTTI

Nata dall’incontro tra l’artista georgiana Thea Djordjadze e l’opera di Fausto Melotti, la mostra trasferisce sul piano visivo i principi drammaturgici del metateatro, gioca sulla sovrapposizione dei piani temporali e riattiva significati latenti attraverso il dialogo tra artisti di generazioni diverse.
A cura di Lorenzo Giusti
Direzione artistica: Edoardo Bonaspetti, Curatore Triennale Arte
Thea DjordjadzeAffascinata dai Teatrini di Melotti – piccole costruzioni polimateriche, in cui figure stilizzate mimano situazioni di incontro e stati d’animo – Djordjadze ha progettato un sistema architettonico flessibile, concepito allo stesso tempo come supporto per le opere del grande scultore italiano e come installazione autonoma, un ambiente immersivo in cui si mettono in relazione elementi dell’architettura, strutture portanti e sculture indipendenti. Palcoscenico per altri palcoscenici in scala ridotta, il lavoro di Thea Djordjadze costruisce un “metascenario” in cui il soggetto della rappresentazione è la rappresentazione stessa.
L’opera di Thea Djordjadze è sempre site specific: a guidare l’artista è un principio di adattamento che costituisce allo stesso tempo una modalità operativa e una ragione estetica. Le sue installazioni sono il risultato di assemblaggi di oggetti d’uso comune, privati di ogni possibile funzione, o materiali poveri: opere minimali che dialogano con i principi del design e con la tradizione della scultura astratta, senza appartenere, in realtà, a nessuna delle due categorie. Un lavoro che trova la sua forma finale nello spazio espositivo in cui si inserisce, come un organismo vivente, metamorfico, in cui il supporto si fa scultura e la scultura supporto, crescendo e integrandosi l’uno nell’altra.
Nell’installazione di Thea Djordjadze si innesta quindi, come una mostra nella mostra, il percorso dedicato ai Teatrini e, più in generale, al tema del teatro nell’opera di Melotti. Attraverso una selezione di venticinque preziosi lavori, tra i più rappresentativi della produzione dell’artista, realizzati tra gli anni Quaranta e la metà degli Ottanta, a cui si affianca un gruppo di disegni e schizzi preparatori, il progetto espositivo consente di ripercorrere le principali tappe di una ricerca a lungo considerata minore, circoscritta tra i vertici dell’astrattismo degli anni Trenta e le strutture filiformi degli ultimi due decenni, e oggi riconosciuta come uno dei momenti più alti e originali della vicenda artistica di Melotti.
Nati dall’interesse per il “luogo scenico” metafisico e da una riflessione sugli studi di Le Corbusier intorno al modulo architettonico – cui anche Thea Djordjadze ha sempre guardato con attenzione – i Teatrini sono sezioni di spazi abitabili, alveoli in cui prendono scena le più diverse situazioni umane. Non storie, poiché l’elemento narrativo è ridotto a pochi elementi essenziali, ma sequenze indefinite, camere incantate di un mondo sospeso in cui coabitano dimensioni liriche e drammatiche.
Credits
A cura di
Lorenzo Giusti
fino al 27 agosto 2017
Direzione artistica
Edoardo Bonaspetti, Curatore Triennale Arte
Palazzo della Triennale
Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

Enrico Baj: le macchine del tempo Tribù Guermantes Tuberie

La galleria ZetaEffe di Firenze ospiterà, dal 18 novembre 2017 al 15 gennaio 2018, la mostra ENRICO BAJ: LE MACCHINE DEL TEMPO – Tribù Guermantes Tuberie.

L’esposizione, dedicata a un protagonista indiscusso dell’arte italiana del secondo Novecento, è curata da Angela Sanna in stretta collaborazione con Roberta Cerini Baj. Questo evento porterà a Firenze, per la prima volta in assoluto, una ricca selezione di sculture e collages realizzati dall’artista durante l’ultimo decennio di attività.

baj

Studio Franca Pisani

Il colore dominante sarà il bianco, ispirato al candido marmo statuario delle Alpi Apuane. Si inaugurerà sabato 5 agosto, alle ore 18 in via del Marzocco 28 a Pietrasanta, lo Studio Franca Pisani, artista maremmana di nascita, ma versiliese d’adozione, e le cui opere attualmente si trovano in esposizione alla “57a Biennale d’arte” di Venezia.

Studio Franca Pisani 4

L’esigenza di aprire il nuovo spazio d’arte – che non sarà una galleria, ma un atelier-laboratorio d’artista – nasce dalla volontà della Pisani di mostrare le sue opere, sia finite, sia durante la loro lenta, inesorabile trasformazione, e dialogare direttamente con i visitatori del nuovo spazio d’artista.

A pochi passi dalla suggestiva Piazza Duomo, lo Studio Franca Pisani prenderà forma su tre livelli, nei locali di un’antica costruzione – con tanto di minuscolo balcone fiorito – che in passato ospitava uno spaccio alimentare molto conosciuto, dove si potevano trovare prelibatezze e primizie della zona e della Garfagnana.

Il nuovo Studio Franca Pisani al piano terra rivelerà una delle quattro versioni degli Alberi di pietra recentemente realizzati, costituenti un’istallazione del linguaggio e la ricerca dei temi antropologici che collegano mito e inconscio; l’albero in mostra è composto da un tronco di circa 2,20 metri di altezza, intorno al quale è inserito un cilindro di marmo bianco.

Spiega l’artista: “L’Albero di Pietra che caratterizzerà il mio Studio è composto da un frassino strappato dal vento che tre anni fa aggredì il Parco della Versiliana con violenza inaudita. Intorno a questo è inserito un cilindro di marmo bianco statuario proveniente da una cava del Monte Altissimo, sviluppo del progetto nato in pergamena con il pensiero inciso “Piccoli particolari” dei miei esordi giovanili nel movimento artistico denominato “Poesia Visiva, di Eugenio Miccini che ne è il caposcuola. La forza del suo lavoro – prosegue Pisani – è la capacità di penetrazione nelle strutture più profonde del fare, come processo creativo e la chiaroveggenza, la chiarezza della visione è un dono, quasi una capacità soprannaturale, un potere che lascia vibrare l’immediato dischiudersi di un’atmosfera, il carattere di un luogo, l’indole di una città”.

Quest’opera è la “gemella” di altre due che attualmente si trovano nel padiglione della Siria alla “57a Biennale d’arte” di Venezia, nella mostra-omaggio a Palmira. E proprio alla memoria dell’antica città oltraggiata dalla furia iconoclasta dei jihadisti è dedicata anche l’istallazione pittorica della Pisani che sarà collocata nel vano studio.

Al primo piano quindi troverà spazio il laboratorio dove si potrà vedere l’artista alle prese soprattutto con realizzazioni pittoriche.

Ancora una piccola rampa di scale e al secondo piano, infine, troverà spazio un ulteriore spazio espositivo per terrecotte, sculture in plexi e progetti in pergamena.

Lo Studio Franca Pisani sarà visitabile – con accesso libero e gratuito – solo su appuntamento chiamando il numero telefonico 338-6969019 oppure spedendo un’email all’indirizzo francapisani@alice.it.

 

CENNI BIOGRAFICI SULL’ARTISTA

Franca Pisani nasce a Grosseto nel 1956 da una famiglia di artiste. A nove anni frequenta lo studio dello scultore e pittore Alessio Sozzi. Dopo la maturità artistica si trasferisce a Bologna per approfondire gli studi d’arte alla facoltà di lettere D.A.M.S., diretta da Umberto Eco. Conosce e frequenta Ketty La Rocca, artista inserita nel panorama delle avanguardie artistiche internazionali, che la mette in contatto con Eugenio Miccini, fondatore del Movimento “Poesia Visiva”. Questi porta nei musei e nelle università di tutto il mondo la creazione di Franca Pisani del 1976 Album Operozio.

Nel 1977 viene invitata all’inaugurazione del Centre Pompidou dal direttore Pontus Hulten, all’interno del programma su larga scala di scambio artistico culturale, come esporre negli spazi del museo il Salotto di Geltrude Stein, film, poster, performance e Poesia Visiva cioè Album Operozio.

Da quel momento prenderà il via un lungo percorso di esposizioni, tuttora in continua evoluzione, sulla spinta dell’urgenza di sperimentare il suo coerente indirizzo concettuale.

Franca Pisani così espone nel Museo Marino Marini (2008), due volte alla Biennale di Venezia (2009 e 2011), nel Museo Hamburger Bahnhof di Berlino (2013), nella mostra “Dietrofront” alle Reali Poste degli Uffizi (2014), nella mostra “Archeofuturo” nel Museo d’Arte Contemporanea di Palazzo Collicola a Spoleto (2014), partecipa a “Settantotto Ritratti” in pergamena per il libro donnArchitettura (2014), dona il proprio Autoritratto alla Galleria degli Uffizi che entra a far parte della relativa, unica collezione (2015), espone all’Expo Milano nel padiglione della Toscana e nel padiglione del Principato di Monaco (2015), espone alla mostra “Desdemona” nel Palazzo di Giustizia di Firenze (2015). Nel 2017 espone alla Mostra dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, alla personale nella Palazzina storica di Peschiera del Garda e partecipa per la terza volta alla Biennale d’arte di Venezia nella mostra “Viva Arte Viva” nel Padiglione della Repubblica di Siria.

Dal 2016 vive e lavora a Pietrasanta.

Segnalato da Marco Ferri, giornalismo e relazioni con i media
marcoferri.press@gmail.com

Astrazioni parallele

La mostra Astrazioni parallele a cura di Erminia Turilli sarà inaugurata il 28 luglio alle ore 18.00 presso il museo archeologico La Civitella di Chieti e si chiuderà il 10 settembre 2017.

Astrazioni_paralleleSaranno esposte quaranta opere (quadri e istallazioni) di Achille Pace, maestro dell’Astrattismo storico, e degli artisti del gruppo Atomosfera.7, Alfredo Celli, Bruno Di Pietro, Rossano Di Cicco Morra, Massimo Pompeo, Anna Seccia, Franco Sinisi. Presenteranno l’evento: Lucia Arbace, Direttore del Polo museale dell’Abruzzo, Achille Pace artista, il critico Duccio Trombadori e la curatrice dell’evento Erminia Turilli. Coordinerà il giornalista Gino Di Tizio.

Il gruppo di Atomosfera.7, nato nel 2016, è caratterizzato da una forte componente sperimentale e da una marcata ricerca artistica. Ricerca che spazia dall’Astrattismo al Dadaismo, dall’Arte Concettuale all’Informale, al Minimalismo, all’Arte partecipata.

Il gruppo crede ostinatamente nella capacità dell’arte di comunicare all’uomo la sua bellezza e la sua forza vitale. E, per raggiungere un siffatto obiettivo, gli artisti hanno superato la naturale propensione all’individualità, per unirsi e confrontarsi. Insieme successivamente hanno elaborato un manifesto dedicato all’uomo, alle sue emozioni e ai suoi sentimenti, intendendo ricostruire con diversi linguaggi un rapporto etico e dinamico fra arte e società, fra artista e collettività. La piena accettazione della ‘solitudine creativa’ sollecita la tensione sperimentale degli artisti citati, che si specchiano nella qualità dei loro distinti elaborati, e navigano nelle acque agitate della cultura del tempo nostro, quando mettono in discussione codici, identità, ruoli istituzionali.

L’apertura a situazioni comunicative (ambiente, territorio, sociale) resta il punto fermo di una volontà d’arte che non riposa su certezze acquisite, ma predica la metamorfosi come valore. L’acquisito polimorfismo dei linguaggi (pittura, cinema, informatica, fotografia) si accompagna così all’ esigenza di intervenire laddove si formino esperienze culturali –scuole, musei, centri sociali- per captare le onde permanenti di energia creativa. Se la prepotenza invasiva della tecnologia tende ad omologare e irrigidire le diverse ‘concezioni visive’, solo una atmosfera nomade dell’avventura estetica può garantire la vitalità dello stile, come distintivo libertario e originale del gesto artistico.

Un’intenzione etica ed estetica fa muovere, al di là del consueto panorama culturale, questi sei artisti che hanno messo a confronto l’esito delle loro possibili ‘Astrazioni parallele’: non a caso è partecipe del progetto anche Achille Pace, maestro dell’Astrattismo storico, scelto a punto di riferimento morale ed artistico, per la coerenza di cui è stato interprete in una sempreverde ed originale stagione artistica. Fondatore del Premio Termoli nel 1960, con i critici: Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Nello Ponente, Filiberto Menna, Giuseppe Gatt, Italo Tomassoni e ideatore nel 1962 a Termoli del Gruppo Uno, con Biggi, Carrino, Frascà, Santoro e Uncini.

Astrazioni parallele
Museo Archeologico La Civitella
Chieti – dal 28 luglio al 10 settembre 2017
Via General Salvatore Pianell (66100)
+39 087163137
http://www.beniarcheologiciabruzzo.it

Moods

Dal 29 luglio al 3 settembre 2017 il Museo dell’Arte della Lana, in via Sartori 2, a Stia (Ar), presenta “Moods”, mostra personale di pittura di Elia Fiumicelli a cura di Silvia Rossi.

locandinaL’esposizione, in collaborazione con ExpArt studio&gallery e patrocinata da Fondazione “Luigi e Simonetta Lombard” e Comune di Pratovecchio Stia, sarà inaugurata sabato 29 luglio alle ore 16:30 e sarà visitabile nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13, giovedì e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato dalle 16 alle 19. Chiuso il lunedì.

Per tutto il mese di agosto l’apertura sarà dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

LA MOSTRA:
Con la fine di luglio la già ricca collezione del Museo dell’Arte della Lana si amplierà ulteriormente, accogliendo al suo interno le opere del giovane artista stiano Elia Fiumicelli.
Una raccolta di opere che ruotano intorno alla figura della donna si integrerà nel percorso museale, riservando a ogni angolo una sorpresa e un’emozione, raccontando gli stati dell’animo con il suo inconfondibile e raffinato stile. Una scelta eterogenea che accoglierà opere su carta e su tela, dove il gesto e il segno prevalgono e l’uso delicato del colore gioca con le forme.
Il visitatore potrà osservare da vicino il lavoro di questo talentuoso artista, che rimanendo sempre fedele a se stesso manifesta una costante e veloce evoluzione. Di opera in opera sarà possibile scoprire un mondo totalmente personale, fatto di piccoli gesti e segni nascosti, discreto e delicato come il suo autore.

L’ARTISTA:
foto Elia FiumicelliElia Fiumicelli nasce nel 1994 a Montevarchi (Ar) ma vive a Stia, in Casentino, vallata ricca di tradizioni storiche e culturali da cui prende spunto per indirizzare i suoi studi.
Frequenta la sezione “Design del tessuto” all’Istituto d’Arte “Piero della Francesca” di Arezzo. Già negli anni scolastici si distingue all’interno del suo percorso di studi e alcune sue opere vengono selezionate per arricchire le pareti dell’Ospedale San Donato e del Comune di Arezzo. In questo periodo comincia anche il suo percorso espositivo, grazie al sostegno dei suoi insegnanti che riconoscono nel giovane artista un talento da valorizzare.
Terminati gli studi si reca, in veste di stagista, a “La Mantero Seta” di Como. Qui, affiancato da personale altamente qualificato, lavora nella sezione “Divisione Donna”, dove comincia a mettere le basi del suo bagaglio conoscitivo attraverso un’esperienza unica e importante per la sua formazione professionale. A Como inizia a disegnare i suoi primi tessuti, selezionati e presentati dall’azienda a Parigi nell’ambito della prestigiosa “Fiera Premièr Vision”.
Il percorso con La Mantero prosegue con l’inserimento nella factory aziendale, dove si confronta con artisti e designer provenienti da Olanda e Russia. In questi anni in cui i suoi studi ottengono crescenti riconoscimenti e collaborazioni, intraprende un percorso artistico parallelo e più personale dedicandosi alla pittura, in cui sviluppa una cifra stilistica altamente personale e riconoscibile.
Dal 2016 collabora con la galleria ExpArt Studio&Gallery, con la quale ha organizzato la sua prima mostra personale, ha presenziato in collettive, ha partecipato all’AAF di Milano e alle seconda edizione de “La grande Bellezza”, presso il Castello di Obernberg Am Inn in Austria.

opera 1 Elia Fiumicelli

Per informazioni:
Museo dell’Arte della Lana – Lanificio di Stia della “Fondazione Luigi e Simonetta Lombard”
Via G. Sartori 2, Pratovecchio Stia (Ar)
Tel. 0575.582216 – Cell. 338.4184121
http://www.museodellartedellalana.it
info@museodellartedellalana.it
Facebook: Museo dell’Arte della Lana

Segnalato da Marco Botti
marco.botti9@gmail.com
marco.botti@pec.giornalistitoscana.it

La fauna umana

Il Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese) continua la stagione espositiva 2017 con una mostra personale del pittore Dietrich Bickler dal titolo “La fauna umana” che verrà inaugurata venerdì 21 luglio alle ore 18.30 con la presentazione del critico Ettore Ceriani.

locandina mostra BICKLERQuesta mostra, come le precedenti esposizioni di scultura e pittura che si sono alternate nei mesi scorsi presso sale per mostre temporanee di Palazzo Perabò, ha come leitmotiv l’umanità rappresentata con l’occhio attento dell’artista. Le opere esposte mostrano il genio ironico e il talento artistico naturale di Bickler .

Con i suoi ritratti ad olio e disegni satirici in tecnica mista Bickler indaga la figura umana con sorridente partecipazione alle sventure comuni, alle miserie, alle grandezze e ai limiti di ciascuno. La simpatia e la spontaneità dell’artista nel descrivere il quotidiano per immagini fa sorridere lo spettatore e al tempo stesso induce alla riflessione. In Bickler non c’è denuncia, ma solo una divertita constatazione di una umanità che vive di verità frammentate e contraddittorie.

I dipinti di Bickler sono una presa in giro, una satira su tutto l’universo umano, ed è lui stesso a dichiarare il suo intento poetico: “In particolare mi dedico al paesaggio mediterraneo, al ritratto e alla satira. Che campo straordinario è la fauna umana! Quant’è bello e brutto, simpatico e atroce, attraente e ripugnante, interessante e anche noiosissimo questo formicaio, dove ognuno è convinto di essere il centro dell’universo! Io ne faccio parte”.

L’artista di origine tedesca vive in Italia dal 1948. A Milano ha frequentato i corsi serali presso l’Accademia di Brera con il prof. Gino Moro e nel 1971 ha allestito la sua prima mostra personale a Milano. Da allora sono seguite circa 130 mostre in Italia, Germania, Svizzera. Nel 1982 l’Hessische Ladesmuseum di Darmstadt gli acquista tre oli.

Nel 1997 l’editore Nicolini pubblica il libro “Gente che si racconta” con 45 suoi disegni e storielle.
Nel 1999 Il Centro di Ricerche Europeo di Ispra lo invita per una personale in rappresentanza della Germania durante il semestre tedesco. I paesi di Orta San Giulio, San Zenone Po, Pogno e Crotta d’Adda gli commissionano dei murales che riscontrano vivo successo. Nel 2011 la Casa Editrice Albatros di Roma pubblica il suo romanzo “ L’ultimo ballo di Relkib”.

La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 24 settembre 2017

INFO: 0332/625551, segreteria@midec.org, http://www.midec.org
MUSEO INTERNAZIONALE DEL DESIGN CERAMICO
Via Lungolago Perabò 5, Cerro di Laveno Mombello (VA)

ORARIO: lunedì chiuso e 15 agosto chiuso
martedì 10.00 -12.30, da mercoledì a venerdì 10.00 – 12.30 e 14.30 -17.30,
sabato e Domenica 10.00-12.30 e 15-18
ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura
biglietto intero € 5 – ridotto € 3 bambini fino a 14 anni ingresso gratuito.
CARTELLA STAMPA E GALLERIA IMMAGINI:
http://www.pinterest.com/mideccerro/,
http://www.facebook.com/midec
https://www.instagram.com/museomidec/
http://www.bickler.de

CROSSOVER/S

CROSSOVER/S” è la prima retrospettiva italiana di Miroslaw Balka (Varsavia, 1958), artista tra i più rilevanti degli ultimi trent’anni che pone al centro del suo lavoro l’indagine sulla natura dell’uomo e sulla memoria individuale e collettiva. Attraverso una riflessione sulla storia dell’Europa e della Polonia, dove l’artista vive e lavora, Balka prende spunto da elementi ed eventi autobiografici per realizzare opere che affrontano temi universali con grande potenza evocativa.

CROSSOVER-S

La pratica artistica di Balka ruota attorno all’indagine sulla figura umana. Gli stessi titoli delle opere – generalmente costituiti da lunghe sequenze aritmetiche – riportano spesso l’altezza dell’artista. Dagli inizi degli anni Novanta, l’artista abbandona le forme antropomorfe, che avevano caratterizzato gli esordi del suo percorso di ricerca, per creare opere che rappresentano oggetti simbolici quali letti, pedane e fontane. Questi lavori vengono realizzati con l’uso di materiali comuni come legno, sale, cenere, sapone, cemento e acciaio.

La mostra in Pirelli HangarBicocca raccoglie diciotto lavori – sculture, installazioni e video – realizzati negli ultimi vent’anni ed è un percorso caratterizzato da incroci fisici, simbolici e temporali, dove anche la luce e il buio assumono un ruolo cruciale, creando un paesaggio nel quale lo spettatore è parte attiva nello spazio ed è invitato a fruire delle opere esposte attraverso il coinvolgimento di tutti i sensi.

«…Tratto sempre un’opera che sto creando come un processo di scambio, tra me stesso e gli altri. Quando realizzo un’opera e la porto nello spazio, è come un bagaglio smarrito – io ho portato il mio, lo lascio qui e qualcun altro può arrivare, prenderlo e usarlo, aprirlo dopo esserselo portato a casa o sulla panchina della stazione e guardarci dentro…»  (Miroslaw Balka, video intervista, Pirelli HangarBicocca, 2017)

Vai sul sito web per leggere il resto

 

 

 

Concorso MiBACT

Comunicato Stampa
Ufficio Stampa MiBACT del 07/07/2017
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Via del Collegio Romano, 27 – 00186 ROMA
Tel 06 6723.2341 06 6723.2261 06 6723.2262
Logo Newsletter

Cultura, proseguono le assunzioni Concorso MiBACT: è la volta degli archivisti. A oggi assunti 198 funzionari dei profili antropologo, bibliotecario, demoetnoantropologo e archivista

Pubblicato il 07 luglio 2017

Franceschini: ‘energie nuove per musei, soprintendenze, archivi e biblioteche’
“Terminate le procedure concorsuali, approvata la graduatoria finale di merito, trasmesso agli organi di controllo il decreto con l’autorizzazione a procedere alle assunzioni: 95 nuovi funzionari archivisti messi a bando con il concorso per professionisti per la cultura e ulteriori 32 idonei, per un totale di 127 persone, entreranno a far parte dell’organico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, portando energie nuove all’amministrazione di archivi, musei, soprintendenze e biblioteche”.
Così il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini,  annunciando la firma del provvedimento con le sedi di assegnazione che i candidati vincitori e idonei dovranno scegliere.
Questi gli istituti coinvolti: Polo Museale della Basilicata, Archivio di Stato di Matera, Archivio di Stato di Napoli, Archivio di Stato di Caserta, Archivio di Stato di Bologna, Archivio di Stato di Reggio Emilia, Archivio di Stato di Ravenna, Archivio di Stato di Piacenza, Archivio di Stato di Parma, Archivio di Stato di Modena, Archivio di Stato di Forlì e Cesena, Archivio di Stato di Ferrara, Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia, Archivio di Stato di Udine, Archivio di Stato di Pordenone, Archivio di Stato di Gorizia, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, Archivio di Stato di Roma, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, Istituto Centrale per gli Archivi, Archivio Centrale dello Stato, Archivio di Stato di Rieti, Archivio di Stato di Latina, Direzione Generale Archivi – Servizio II, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria, Archivio di Stato di Genova, Archivio di Stato di Savona, Archivio di Stato di Imperia, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, Archivio di Stato di Milano, Archivio di Stato di Varese, Archivio di Stato di Sondrio, Archivio di Stato di Pavia, Archivio di Stato di Mantova, Archivio di Stato di Cremona, Archivio di Stato di Brescia, Archivio di Stato di Bergamo, Archivio di Stato di Pesaro-Urbino, Archivio di Stato di Macerata, Archivio di Stato di Ancona, Archivio di Stato di Ascoli Piceno, Archivio di Stato di Torino, Archivio di Stato di Vercelli, Archivio di Stato di Verbania, Archivio di Stato di Novara, Archivio di Stato di Cuneo, Archivio di Stato di Biella, Archivio di Stato di Asti, Archivio di Stato di Alessandria, Soprintendenza Archivistica della Sardegna, Archivio di Stato di Sassari, Archivio di Stato di Nuoro, Archivio di Stato di Oristano, Soprintendenza Archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo, Archivio di Stato di Ragusa, Archivio di Stato di Messina, Archivio di Stato di Enna, Archivio di Stato di Trapani, Archivio di Stato di Caltanissetta, Archivio di Stato di Agrigento, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, Archivio di Stato di Firenze, Archivio di Stato di Siena, Archivio di Stato di Prato, Archivio di Stato di Pistoia, Archivio di Stato di Massa, Archivio di Stato di Lucca, Archivio di Stato di Grosseto, Archivio di Stato di Arezzo, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige – sede di Trento, Archivio di Stato di Trento, Segretariato Regionale dell’Umbria, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Polo Museale dell’Umbria, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige – sede di Venezia, Archivio di Stato di Venezia, Archivio di Stato di Vicenza, Archivio di Stato di Verona, Archivio di Stato di Rovigo, Archivio di Stato di Padova, Archivio di Stato di Belluno.
Con questo provvedimento salgono a 198 i funzionari assunti in quattro dei nove profili professionali messi a bando con il concorso per 500 funzionari dei beni culturali che è già stato esteso a 800 assunzioni, numero che il Ministero intende elevare ulteriormente a 1.000 unità.
Roma, 7 luglio 2017
Ufficio Stampa MiBACT

Venezia e la sua laguna

Comitato stampa

Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Cracovia per la sua 41aSessione, ha adottato la Decisione sullo stato di conservazione del sito “Venezia e la sua laguna”.

La Decisione esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal Governo in stretta sinergia con il Comune di Venezia e le autorità locali che hanno pienamente collaborato con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Venezia-e-la-sua-laguna

L’UNESCO prende dunque atto dei progressi già realizzati e, riconoscendo la complessità delle tematiche inerenti lo stato di conservazione del Sito, conferma la necessità di disporre di tempi adeguati per verificare tecnicamente le soluzioni già individuate e in corso di definizione relativamente alle principali questioni all’attenzione dell’UNESCO (progetto di governance del turismo, alternativa al passaggio delle grandi navi in Bacino San Marco, tutela dell’identità locale e delle tradizioni).
Sottolinea altresì l’opportunità che venga raggiunto un ampio consenso tra le istituzioni e i molteplici portatori d’interesse.

Tra le raccomandazioni incluse nella Decisione la richiesta di un aggiornamento del rapporto sullo stato di conservazione del Sito che illustri i progressi ulteriormente raggiunti, entro il 1 dicembre 2018, affinché sia valutato nella 43a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale del 2019.

Si tratta di un importante risultato che rafforza l’impegno del Governo e delle autorità locali a proseguire gli sforzi già in atto per la tutela di “Venezia e la sua laguna”, a trenta anni dalla sua iscrizione nella World Heritage List.

Roma, 6 luglio 2017
UFFICIO STAMPA MIBACT

Io sono mia madre

Il Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli (Ancona) inaugura la mostra di Leonardo Cemak IO SONO MIA MADRE”, a cura di Simona Zava.

io-sono-mia-madreUn nuovo grande progetto per il Museo e Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee, che vedrà contraddistinta la stagione estiva dall’eclettismo di uno dei maggiori interpreti tra gli artisti marchigiani del secondo Novecento. Un appuntamento che si rinnova, ormai come consuetudine, e che vede Trecastelli protagonista con una grande mostra d’arte contemporanea anche per questa estate 2017.

Un percorso particolarissimo quello di Leonardo Cemak, poiché si è cimentato, con successo, in diverse espressioni artistiche. Pittore, disegnatore, vignettista e illustratore, Cemak ha calcato il palcoscenico della satira sociale e politica per molto tempo, lavorando per giornali e riviste come L’Unità, Epoca, Panorama, L’Europeo, Esquire, Rinascita, Satyricon, Comix e Linus. Ha pubblicato diversi libri come vignettista e illustratore. Ha vinto premi prestigiosi come il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi e la Palma d’Oro per la Letteratura Illustrata al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera.

Il progetto che l’artista presenta a Trecastelli è stato creato specificatamente per il Museo Nori De’ Nobili e sarà un “viaggio” molto suggestivo e affascinante tra le opere di Cemak che, partendo dalla figura della propria madre, anch’essa pittrice, si dipana in un percorso che vede protagonisti tanto Nori De’ Nobili che se stesso.

La mostra “IO SONO MIA MADRE” è promossa dal Comune di Trecastelli e dal Museo Nori De’ Nobili, in collaborazione con il Musinf di Senigallia ed ha il patrocinio della Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Marche.