MONTEMURRO : MARIA PADULA E IL PAESAGGIO

Maria Padula e la Basilicata

L’otto marzo in concomitanza con la Festa della donna, nella Chiesa di San Domenico, piazza Giacinto Albini, s’inaugura la mostra “Montemurro Maria Padula Il paesaggio”. L’iniziativa , è promossa dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata in collaborazione con il Comune, la Pro loco, la Fondazione “Leonardo Sinisgalli”, l’Associazione Culturale “Bellivergari” e la famiglia Leone.
La rassegna dedicata alla pittrice e scrittrice lucana contemporanea, e al suo rapporto con il paese d’origine e il paesaggio della Basilicata.

Personaggio di rilievo nel panorama culturale del Novecento, non solo regionale ma nazionale, Maria Padula ha ricevuto numerosi e importanti riconoscimenti per il suo impegno nelle battaglie per il riscatto della condizione femminile e l’indiscusso contributo allo sviluppo dell’arte nella società contemporanea “costituendo un punto di riferimento per le arti, le lettere, le scienze” (Premio internazionale “Olimpus” indetto dal Corriere di Roma e assegnato, postumo, in Campidoglio il 22 maggio 1988).
La mostra vuole essere un omaggio alla donna e all’artista, al suo lavoro e alla sua militanza politica e sociale, al ruolo fondamentale svolto nel processo di crescita culturale e sociale della Regione e alla sua instancabile attività artistica con cui ha saputo narrare, attraverso la pittura e le parole, la bellezza e l’unicità del paesaggio lucano.
In esposizione opere di Maria Padula e fotografie degli operatori della Soprintendenza, ispirate agli scorci più significativi del centro storico di Montemurro e al paesaggio circostante.
La mostra, a cura di Tonino Garzia e Antonio Rosa, con la direzione e il coordinamento di Attilio Maurano e le fotografie di Michele Mauro e Francesco Pentasuglia.

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I Beni culturali allo sfascio

Lanciamo l’allarme dei beni culturali

Giovanna Melandri risponde a Stefano Milani

Nel 2001, quando uscì dal portone dei beni culturali senza più la giacca da ministro perché il governo era passato a Berlusconi, lasciava un paese molto diverso, un mondo della cultura, con problemi, certo, ma non sfibrato e sfiduciato com’è oggi. Giovanna Melandri riprende tra le mani un filo mai – garantisce – spezzato: Dario Franceschini le ha affidato il compito di rilanciare un’azione politica culturale del Pd. E lei entra in gioco in una settimana movimentata dal caso Settis: il professore, da altri, si è dimesso da presidente del Consiglio superiore dei beni culturali perché dissente dalle strategie del governo e rivendica il diritto di poterlo dire pubblicamente. La deputata parte da qui mentre organizza via telefono dal suo ufficio un passaggio per la figlia in un angolo di Roma e premette: «prima voglio ringraziare per quanto ha fatto l’ex ministro ombra Cerami».
Partiamo però dal caso Settis guardando a chi vota a sinistra, o centro sinistra: tra custodi dei musei, funzionari, precari e professori c’è la sensazione che tutto ciò sia avvenuto anche perché non c’è stata una vera opposizione. Tanti si sentono «orfani».

«Lo so ma non è affatto così. Intanto il nostro primo compito è dire no ai tagli alla cultura. Siamo in una crisi e ci sono vincoli di bilancio, però molti paesi rispondono investendo nella scuola, nei saperi, nell’università. Obama ha presentato un piano di rilancio di 780 milioni di dollari usando poche parole: scienza, scienza, scienza, cultura, cultura, cultura…»

La crisi è pesante, esiste.

«Sì, ma i paladini dell’antistatalismo, del liberismo più sfrenato, ora invocano l’intervento dello Stato. Noi abbiamo sempre difeso l’idea dell’intervento pubblico per i beni pubblici».

Per Settis lo Stato sta abdicando al suo dovere di salvaguardare l’arte.

«Ho parlato da poco con il professore, ci vedremo, penso a un appuntamento pubblico. Lui ha tutte le ragioni del mondo nel denunciare il depauperamento delle risorse, disinvestimenti, la mortificazione del ministero che ha funzionari straordinari; ha ragione quando denuncia che ricorrere a un commissario per le aree archeologiche di Roma e Ostia non è una soluzione ed esautora la soprintendenza, ne impoverisce le professionalità. Per inciso, l’ultimo concorso per 10 dirigenti di soprintendenze giunto a conclusione lo feci bandire io nel ’99: era poco, non bastò, dopo…»

Per Bondi la sinistra è conservatrice, non vuole cambiare niente.

«Non è vero. Non siamo affatto per una visione solo contemplativa del patrimonio culturale, tuttavia per valorizzare un luogo d’arte va prima di tutto rispettata la tutela e non mi pare che sia, nei fatti, al primo punto della sua agenda. Si può aprire ad alcune competenze manageriali e gestionali – come sinistra abbiamo fatto dei tentativi – senza confonderle con la tutela e senza abbracciare una visione mercantilistica come invece succede ora. Se un manager affianca, ripeto, affianca, chi ha compiti di tutela va bene, altrimenti no».

E con quali proposte si esce da questa che sembra una strada già decisa.

«Innanzi tutto dovremo rimettere il tema nel cuore del dibattito politico, lanciare l’allarme sui beni culturali. Su come valorizzare la cultura ebbi discussioni, civilissime, non sempre concordi, proprio con Settis. Su un punto non si può transigere: non possiamo pensare a un rientro economico diretto dalla cultura la quale genera invece ricchezza spirituale, civile e anche occupazionale. Sono convinta che un pezzo della risposta italiana alla crisi stia proprio in questo
campo».

E qui entra in gioco quanto ha scritto Baricco su Repubblica: di fronte a fenomeni come il Grande Fratello lo Stato investa in scuola e nella cultura in tv, mentre teatro, musica e altro sarebbero a suo parere succhia-soldi senza più soffio vitale, per cui decida il mercato chi sopravvive e chi no.

«Concordo quando lui dice che bisogna allargare il perimetro della domanda culturale e che ci sono effetti collaterali indesiderati nel meccanismo con cui lo Stato eroga i soldi. Qui però finisce il consenso. Lo scrittore colpisce il bersaglio sbagliato. Ricordo le proporzioni: la Rai solo con il canone incamera 1,5 miliardi di euro l’anno ed è ora che il servizio pubblico faccia davvero il servizio pubblico senza omologarsi alla tv commerciale. Nel frattempo il Fondo unico per lo spettacolo, che nel 2001 portammo al suo massimo storico di 510 milioni di euro, ora è sceso a
circa 380. Va razionalizzato? Certo, ci provammo già noi. Si potrebbe dare la certezza di fondi per tre anni premiando chi punta sulla formazione dei giovani e di un nuovo pubblico. Invece l’attuale maggioranza vuole smantellare le risorse pubbliche per lo spettacolo dal vivo quando anche fare un referendum in un giorno diverso dalle elezioni europee costa di più. Chiarisco: ci sono attività culturali che il mercato non sostiene e vanno considerate beni pubblici a tutti gli effetti».

Perché sostenere la cultura con soldi pubblici?

«Perché è l’espressione creativa e culturale dell’uomo. Il sostegno non deve necessariamente passare attraverso il trasferimento di risorse pubbliche: per l’industria culturale si possono pensare forme di defiscalizzazione».

Si sente dire a sinistra: ma il centro sinistra al governo cosa ha fatto?

«Dal 2001 a oggi abbiamo governato per poco più di un anno e mezzo e con una maggioranza stretta fra spinte opposte. È stata una legislatura troppo breve per recuperare i 5 devastanti anni dal 2001 al 2006. Voglio ricordare invece che nel 1998-2001 lottai per inserire il ministro dei beni culturali nel comitato interministeriale per la programmazione economica, il Cipe, che gestisce risorse strutturali. Quindi Bondi, se vuole, può contare».

Come controbatterete?

«Prima di tutto con l’azione in parlamento. Fare una battaglia per ripristinare le risorse. Raccoglieremo idee, suggerimenti, bisogna ripensare a come funziona lo spettacolo dal vivo, serrare le fila, rielaborare strategie. Una missione complicata, non lo nego, ma non impossibile».

fonte Intervista a Giovanna Melandri. Stefano Milani – l’Unità – 1 marzo 2009

Chiesa Russa , Medvedev , Fortino Sant’Antonio ed Enkòmion


Il presidente russo Dimitri Medvedev , oggi 1 marzo 2009 , sarà finalmente a Bari per ricevere “simbolicamente” dalle mani del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, le chiavi della Chiesa Russa. Secondo il programma della cerimonia l’arrivo di Medvedev e signora è previsto a Palazzo del Governo (corso Vittorio Emanuele) per mezzogiorno dove il presidente russo terrà un incontro , ovviamente , riservato con Napolitano ; seguirà una breve colazione di lavoro, anche questa in forma privata. Alle 16 Napolitano e Medvedev raggiungeranno la Chiesa di San Nicola in corso Benedetto Croce a Bari: qui avverrà finalmente la cerimonia ufficiale del passaggio di proprietà. L´incontro sarà sicuramente concluso con una visita del capo della Federazione russa anche alla Basilica di San Nicola nella città vecchia. Non è certo , ma facilmente ipotizzabile – considerato il tragitto per raggiungere la Basilica del Santo – una piccola sosta da parte di Dimitri Medvedev al Fortino di Sant’Antonio abate : oggi è infatti l’ultimo giorno per poter visitare la Rassegna d’arte “Enkòmion” organizzata dal centro d’arte e Cultura “Leonardo da Vinci” ed inaugurata il 21 febbraio scorso .E l’associazione “Leonardo da Vinci” ne sarebbe sicuramente onorata .

"Jubilee Gospel Singers" – "Focolari" – "Antichi mestieri"

I “Jubilee Gospel Singers” , diretti dal maestro Mario Petrosillo , questa sera presso il Fortino di Sant’Antonio Abate alle ore 18.00 – a conclusione della Rassegna d’Arte “Enkòmion” – si esibiranno con un repertorio che viaggia dallo spiritual al gospel spingendosi fino al soul e al blues. Le antiche melodie del popolo afro-americano arrangiate magistralmente in una vastità di toni e suoni dai colori a volte tenui e a volte impetuosi.

Subito dopo , alle ore 20.00 circa , Maria Quatraro presenterà il libro “Focolari” (edito da WIP EDIZIONI) di Antonietta Benagiano.

Concluderà la serata musical/letteraria di “Enkòmion” la scrittrice Anna Sciacovelli che leggerà e commenterà alcune pagine del suo ultimo libro “Antichi mestieri” .

Dalle sponde dell’Adriatico dodici artisti stanno guardando oltre

Dalle sponde dell’Adriatico dodici artisti guardano oltre
BARI- Fortino di Sant’Antonio Abate
21 febbraio – 1 marzo 2009 – Orario : 10/13 – 18/21

Si è inaugurata sabato 21 febbraio la collettiva d’arte contemporanea “Enkomion” , nella suggestiva cornice del Fortino di Sant’ Antonio Abate a Bari. “Dalle sponde dell’Adriatico dodici artisti guardano oltre”, è questo il sottotitolo che accompagna il disegno del Fortino sulla copertina della guida illustrata – curata dal critico d’arte Lello Spinelli, con la premessa della giornalista scrittrice Anna Sciacovelli – della mostra, nella prospettiva di un confronto interculturale con i paesi dell’altra sponda dell’Adriatico; la mostra infatti, è stata inaugurata dalla professoressa Rosa Alò, Console della Repubblica di Croazia, e si propone di raggiungere questo paese per far conoscere uno spaccato della cultura artistica meridionale contemporanea. Organizzatore della mostra è il Centro d’arte e cultura “Leonardo da Vinci” , presieduto dall’artista Leonardo Basile che ha curato l’evento , con la collaborazione del “Centro Studi Europeo Spinelli” e il “sitodellarte” di Massimo Nardi .

Recensione di Antonella Colaninno su Enkòmion

“Nonostante la carenza di strutture, l’insufficienza degli spazi espositivi per l’arte contemporanea del nostro territorio, i curatori degli eventi hanno aderito ad una politica culturale di fruizione dei monumenti quali castelli, chiese e palazzi per l’allestimento delle mostre, aderendo ad una idea che ha promosso nella nostra regione lo storico dell’arte Achille Bonito Oliva, e che consente di condurre una riflessione sulla continuità dell’arte tra passato e presente, superando le barriere di confine, e aprendo un dialogo tra storia, arte e paesaggio, valorizzando le testimonianze storico artistiche che accolgono nella tradizione del passato le culture delle nuove avanguardie artistiche.

Si avvia così, una riqualificazione del territorio nel rispetto della storia e nella prospettiva di una crescita nel futuro. Non meno importante è il risultato estetico di questo incontro; lo spettatore vive un’emozione completa in una dimensione allargata del tempo, vivendo una esperienza di straordinario fascino. Leonardo Basile, curatore e organizzatore della mostra, è presente anche come artista; l’opera “Mare”, un acrilico e smalto su tessere ( 60 x 100), è un lavoro costruito su una semplicità compositiva e sul raffinato gioco di contrasti tra zone scure e zone luminose, nell’accostamento simmetrico e ragionato di tessere. E’ il gioco di luce e di colore sulle varianti del blu e dell’azzurro a creare l’effetto di impercettibili volumi, in una delicata sequenza di poetiche geometrie. L’artista barese Massimo Nardi si è specializzato in ceramica a Bari, dopo essersi diplomato al Liceo artistico di Lucca; ha lavorato come scenografo al Teatro Petruzzelli ed è stato insignito nel 2008 del “Premio Ambiente” alla carriera. Il dittico “Ulivo in fiamme”( 150 x 200) acrilico e olio su tela, è una visione fantastica di un elemento caratterizzante del nostro patrimonio naturalistico; la tradizione dei parietari e l’ulivo secolare rivivono in questa particolare interpretazione di tono surrealista. Il tronco dell’ulivo è un insieme di nervature avveniristiche che si vestono di una folta chioma di piccole foglie. Si tratta di una visione poetica che passa attraverso una resa espressionistica del dato formale. L’enigmatica presenza del profilo di donna lascia un interrogativo sul rapporto tra l’uomo e la natura. Giacinto Franco, anche lui artista barese, presenta un olio su tavola ( 40 x 108) dal titolo”Gemelli diversi”, in cui la luce è il mezzo di comunicazione che consente agli oggetti di interagire tra loro, creando un dialogo misterioso fatto di riflessi di superfici specchianti, di ombre e di trasparenze. Una finestra sullo sfondo che mostra oltre un paesaggio urbano con costruzioni moderne, e in primo piano due oggetti in vetro di design; un omaggio forse alla poetica morandiana in una interpretazione nuova, più aderente ad un realismo metafisico. L’opera “Figuratività”dell’artista calabrese Francesco Silvestri ( acrilico su mdf 40 x 40) sperimenta nuove forme di espressionismo nell’elemento figurativo. C’è quasi un annullamento della forma e della tridimensionalità; il fondo non proietta in profondità le figure, ma le spinge in primo piano, per un senso di indefinito, di vuoto, nonostante l’equilibrio tonale delle campiture in verde e azzurro. Le figure sono sagome leggere, dai profili incerti e allungati in cui il grafismo sembra dileguarsi nel colore; anche nelle figure in primo piano è il colore a creare l’indeterminatezza della forma; le pennellate veloci danno un senso di instabilità e di movimento, di dinamismo della linea, che pure nella sua incertezza mantiene una ponderatezza, crea un gioco di equilibri. Sullo sfondo le silhouettes delle figure hanno paradossalmente un peso che è quello emozionale e psicologico che si rileva nella postura. Un’indagine introspettiva che sperimenta nuovi linguaggi figurativi attraverso l’espressionismo del colore. M. Luisa Valenzano si è laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti; nell’opera “Sete”( acrilico su tela 100 x 150) c’è una aderenza al dato reale che si sublima nella sua semplicità; una mimesis della realtà in una atmosfera di sospensione metafisica. La composizione è costruita sul contrasto tra la forte luminosità esterna, e le tonalità oscure dell’ambiente interno, in una descrizione fredda e analitica, essenziale nel suo rigore; un razionalismo che però lascia percepire le fragilità dell’uomo contemporaneo, chiuso nella prigione del suo apparire, in una quotidianità apparentemente semplice, svuotata di slanci e di passioni.
La giovane artista barese Margherita Ragno presenta il pastello dal titolo”Nudo”( 170 x 80); attraverso la delicatezza dei toni costruisce un’immagine di donna di prorompente fisicità, che si riallaccia alla tradizione dei nudi rinascimentali, e ad un filone già ripreso da artisti contemporanei come Botero o Antonio Bueno. Una fisicità che si compiace e si svela ignara di ogni volgarità, e che si veste di una eleganza cromatica di raffinata sensibilità.
L’artista siciliano Rosario Mercuri con la sua installazione “Il telefono”si discosta dal filone figurativo per seguire le sperimentazioni dell’arte concettuale, dove oggetti della quotidianità diventano simboli di un percorso estetico e sociale alternativo. L’oggetto diventa simbolo di una realtà che riduce l’immagine a pura icona, i cui significati trascendono il dato puramente emozionale seguendo un percorso concettuale.
Francesco Mestria, artista lucano diplomato in scultura all’Accademia di Belle Arti di Bari è l’unico artista scultore presente nella mostra con l’opera “Life”. Il suo percorso artistico si riconduce al filone già sperimentato dall’artista americano George Segal. L’individualismo delle figure rappresenta la volontà di ricercare una dimensione sociale dell’uomo; l’isolamento della figura è solo apparente, perché il suo volume si inserisce nel contesto spaziale circostante; la sua solitudine è quella della incomunicabilità La quotidianità del gesto si sublima nella teatralità della costruzione, che acquista un valore scenografico. Amedeo Del Giudice, artista napoletano, docente e poi preside nei Licei Artistici, costruisce le sue inquadrature con una solida impostazione, in cui il taglio fotografico e la diversa tecnica di esecuzione rendono opere come “Donna con girasoli”( acrilico e acquerello su tela 75 x 115) un apparente collage, per il contrasto tra il nudo di donna marmoreo, per la solidità della forma, e il fascio di girasoli eseguito con un tratto nervoso, con l’uso di aranci e di verdi. Un gioco di colori che contrastano con l’immagine in negativo del nudo di donna. “Paesaggio con barca”dell’artista barese Giuseppe De Sario presenta un’eleganza di accostamenti cromatici che variano dalle tonalità pastello come il rosa e il celeste, ai toni caldi del marrone e del blu. La barca sulla spiaggia diventa un oggetto prezioso della quotidianità, che viene interiorizzato dall’artista e sentito con grande poesia.
Cesare Cassone è un artista autodidatta nelle cui opere la composizione si smaterializza dal punto di vista formale e si costruisce attraverso l’uso del colore; i suoi spazi sono quelli puramente emozionali e per questo ogni rappresentazione figurativa diventa puro artificio formale; la sua esperienza persegue perciò, l’adesione ai concetti dello Spazialismo, per il quale la tela diventa l’alter ego, lo spazio su cui proiettare le nostre emozioni. Il suo lavoro “Sfere gialle”,un acrilico su cartoncino (90 x 75) è una proiezione non del dato visibile, ma di ciò che quella esperienza comunica sul piano oggettivo e personale.
Infine, Magda Carella, artista barese creatrice dell’opera “Ama l’arte”( tecnica mista 70 x 50), nella quale possiamo rilevare un aspetto sociale, se consideriamo il graffito una forma di arte pubblica, che rivela messaggi culturali di un determinato contesto urbano. La ragazza che si ferma davanti al graffito per leggere il pensiero di Gustave Flaubert evoca una memoria letteraria, che pone comunque una riflessione sugli aspetti dell’arte contemporanea.”

Chiesa Russa a Bari


Chiesa Russa a Bari

La Chiesa Russa di Bari e’ sicuramente l’unico esempio di architettura religiosa ortodossa in Europa Occidentale , e questo non solo per importanza ma anche e soprattutto per imponenza.
Altissima, con la caratteristica cupola a cipolla, ha il tetto ricoperto di piastrelle in ceramica colorata verde.
La Chiesa fu costruita nel secondo decennio dalla Comunita’ Russa per accogliere i pellegrini che venivano a Bari per venerare il Santo Patrono, San Nicola.
La chiesa , recentemente , ha subìto un lodevole intervento di restauto che è riuscito a ridarne l’originario splendore.

MEDVEDEV DIMITRI ad ENKOMION


Il presidente russo Dimitri Medvedev sarà a Bari il prossimo 1 marzo per ricevere “simbolicamente” dalle mani del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, le chiavi della chiesa Russa. -Sicuramente si ricorderà che la cerimonia era stata programmata già per il 6 dicembre scorso, ma fu annullata per la morte del patriarca ortodosso Alessio II. Il nuovo patriarca , che si chiama Kyrill, negli anni scorsi è stato più volte a Bari in visita alla basilica di San Nicola .- Secondo il programma della cerimonia – che potrebbe ovviamente subire qualche piccola variazione -l’arrivo di Medvedev e signora a Palazzo del Governo è previsto per mezzogiorno dove il presidente russo terrà un incontro riservato con Napolitano ; seguirà una colazione di lavoro, anche questa in forma privata. Saranno le 16 del primo marzo quando Napolitano e Medvedev raggiungeranno la Chiesa di San Nicola in corso Benedetto Croce a Bari: qui avverrà finalmente la cerimonia ufficiale del passaggio di proprietà. L´incontro sarà sicuramente concluso con una visita del capo della Federazione russa anche alla Basilica di San Nicola nella città vecchia. Non è certo , ma facilmente ipotizzabile – considerato il tragitto per raggiungere la Basilica del Santo – una piccola sosta da parte di Dimitri Medvedev al Fortino di Sant’Antonio abate : il primo marzo è infatti l’ultimo giorno per poter visitare la Rassegna d’arte “Enkòmion” organizzata dal centro d’arte e Cultura “Leonardo da Vinci” ed inaugurata il 21 febbraio .E la “Leonardo da Vinci” ne sarebbe sicuramente onorato .

Non solo canzonette : in Liguria , il “FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA MAIOLICA” ,

Un grande evento sta per “abbattersi” sulla Liguria : i comuni di Albisola Superiore, Albissola Marina, Genova e Savona, con il sostegno della Regione Liguria, della Provincia di Savona e della Camera di Commercio di Savona , indicono la quarta edizione del “Festival internazionale della Maiolica” che avrà come scenario le sedi principali delle antiche manifatture di ceramica della regione , cioè i Comuni promotori .
Si tratta di un’evento di grande portata , articolato in una serie di iniziative di alto livello tutte incentrate sulla ceramica, tra le quali spiccano mostre di carattere storico, mostre – mercato, concorsi e rassegne dedicate alla produzione contemporanea, convegni, presentazioni, itinerari e spettacoli, che si prefigge l’obiettivo di offrire la massima visibilità sia alla produzione locale contemporanea sia alle emergenze storiche e alle strutture museali del territorio .
Il tema del 2009 è il Futurismo, di cui quest’anno , come si sa , ricorre il centenario della presentazione del Manifesto di Tommaso Marinetti.
Le mostre di significativo interesse storico e artistico visitabili nel corso del Festival sono quattro : ad Albisola Superiore nel civico Museo della Ceramica “Manlio Trucco”, a Savona nel complesso monumentale del Priamar, ad Albissola Marina nel museo di arte contemporanea e a Genova nei musei di Nervi.

Nel corso dell’evento sarà possibile visitare edifici storici decorati con antichi rivestimenti ceramici e confrontarsi con l’attuale produzione che molte botteghe artigiane proseguono ancora oggi.

La manifestazione comprenderà anche un concorso e una mostra sul tema “Le brocche e i vasi del Futurismo”, riservato ai ceramisti liguri, agli artisti e agli studenti degli istituti d’arte e mostre/mercato della produzione contemporanea di tipo artigianale che avrà come protagoniste sempre le manifatture locali, ma affiancate di volta in volta dai rappresentanti di altri centri di produzione.

Rielaborato da leonardo basile . Fonte : il ponente.com

"ACQUISIZIONI 2009" : Rassegna d’Arte Contemporanea

Sabato 21 febbraio 2009, alle ore 17.30 – un’ora prima dell’inaugurazione di “ENKOMION” presso il Fortino di Sant’Antonio Abate in Bari , n.d.r.- presso il Civico Museo Parisi-Valle , in Via Leopoldo Giampaolo, 1 a Maccagno (VA) s’inaugurerà la Rassegna d’arte Contemporanea “Acquisizioni”, curata da Claudio Rizzi , con il coordinamento di Ad Acta e con il Patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Varese.


“ACQUISIZIONI 2009”

Il progetto “Acquisizioni”, avviato nel 2006 e riproposto sino ad oggi, conclude il suo percorso quadriennale affidando alle Raccolte del Museo più di duecento opere riferite ad altrettanti artisti contemporanei. Un esito rilevante e un bilancio di grande soddisfazione. Le opere interpretano differenze e diversità di tecniche, espressioni e linguaggi e testimoniano vitalità e fervore del tempo, tesi e antitesi, valori forti nel dibattito intellettuale e condivisi nel territorio.

In questa quarta sessione di Acquisizioni approdano al Museo cinquantasette nuove opere, di pittura, scultura, disegno e incisione, appartenenti ad Aldo Alberti, Valerio Anceschi, Simone Beck, Angelo Bertoglio, Angelo Giuseppe Bertolio, Giuseppe Bombaci, Claudia Canavesi, Michele Cannaò, Giuliano Cardella, Valentina Carnieli, Elisabetta Casella, Nino Cassani, Lorenzo Cazzaniga, Giancarlo Cerri, Giovanni Cerri, Piero Cicoli, Raffaele Cioffi, Gladys Colmenares, Alfredo Colombo, Luca Crippa, Michele Delisi, Massimo Falsaci, Davide Ferro, Ilaria Forlini, Antonio Franzetti, Vittore Frattini, Itala Gasparini, Marianna Gasperini, Remo Giatti, Marco Grimaldi, Fazio Lauria, Niccolò Mandelli Contegni, Max Marra, Ruggero Marrani, Elena Mezzadra, Antonio Mignozzi, Gualtiero Mocenni, Mattia Montemezzani, Gaetano Orazio, Antonio Pacchiarini, Giovanna Pesenti, Gabriele Poli, Stella Ranza, Paola Ravasio, Clotilde Rinella, Brunella Rossi, Pietro Scampini, Paolo Schiavocampo, Emilio Tadini, Angelo Titonel.

Grazie alla consistenza della Raccolta, il Museo potrà intessere mostre a tema e rassegne didattiche attingendo al proprio patrimonio e operando in autonomia. Potrà concedere prestiti, diffondere, valorizzare e favorire iniziative esterne. Documentare in forma sinottica coralità e pluralità, geografia contemporanea dell’arte. Acquisire significa crescere e il Museo Civico di Maccagno oggi si pone a pieno diritto tra le Istituzioni culturali di maggiore continuità nella programmazione, nella coerenza espositiva e nella realizzazione del programma, che prevedeva, come perno di forza nel tempo, il progetto “Acquisizioni”.

Apertura al pubblico: 22 febbraio 2009 – 13 aprile 2009
Orari: venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00

Ulteriori informazioni: Civico Museo Parisi Valle – Maccagno – Tel. 0332/561202 – fax: 0332/562507
http://www.museoparisivalle.itinfo@museoparisivalle.it
www.claudiorizzi.comhttp://www.arteadacta.comadacta@tiscali.it

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Arte e promotion

Fuori Dal Comune

Concorso d’arte e musica promosso da RadioL(u)ogoComune

RadioL(u)ogoComune ha origine dalla passione per la musica, l’arte, la cultura, il libero pensiero. La voglia di esprimersi e comunicare assiema le volontà di creare un nuovo “spazio” per la creatività pugliese.

Il Festival Fuori Dal Comune nasce da questi presupposti, un concorso dedicato a nuovi artisti esclusivamente pugliesi.

Il concorso offre la possibilità agli artisti in gara di essere valutati da una giuria di noti esperti del settore tra cui Luca Masseroni (Tre Allegri Ragazzi Morti) ed Enrico Berto (Amari), di essere supportati da un gruppo di lavoro composto da Lino Sinibaldi (critico d’Arte),
Giuseppe Bellini (galleria BluOrg), Mariantonietta Bagliato (curatrice NoDo), Valentina Vetturi (artista) e di poter ottenere una maggiore visibilità tramite prestigiose collaborazioni come la Galleria BluOrg, gli Itaca Recording Studios, l’Olivia Records, il Beam Studio ed il Giovinazzo Rock Festival.

Alla sua prima edizione, Festival Fuori Dal Comune è suddiviso in due sezioni, Arte e Musica, che sinergicamente si incontreranno negli spazi del New Demodé a Bari.

Il Festival sarà diviso in due fasi:
la prima (fase di qualificazione), si svolgerà dal 18 febbraio al 29 aprile e sarà suddivisa in sei appuntamenti bisettimanali, tutti di mercoledì. Ogni evento vedrà esibirsi dal vivo tre band delle 18 selezionate e un’artista, fra i 6 partecipanti, che esporrà le sue opere in concorso. Durante questa fase gli artisti realizzeranno un’opera appositamente per il Festival, con il supporto del gruppo di lavoro;

la seconda (fase finale) si svolgerà sabato 16 maggio in un unico appuntamento.
In quest’occasione si esibiranno dal vivo le cinque band finaliste e verranno esposte le sei opere degli artisti realizzate durante la fase di qualificazione.

Mercoledì 18 Febbraio il primo appuntamento.

Per la sezione Arte esporrà le proprie opere:
Angela Lomele.

Per la sezione Musica si esibiranno dal vivo :
Muretti a secco
Le verità di Morgana
Mr. Wilson

c/o New Demodè
via Dei Cedri, 14 – Modugno (BA)
Inizio ore 21
Ingresso libero

Angela Lomele

Il cubo rappresenta il paradigma, diversamente declinato e scomposto, delle opere di Angela Lomele.
La studiata gemmazione di questi elementi e le necessità di creare un territorio trovano la possibilità di rappresentare l’artificio con cui l’artista contrae e dispiega il dualismo fuori-interno, esterno-soggetto, oggetto-scultura. I cubi sono sintesi e sistema di un universo descritto da monadi che ci rivelano solo parzialmente le proprie intimità poiché forti delle loro inattaccabili presenze. In questa contrazione delle realtà la funzione dello spazio intorno alle figure innesca un processo fortissimamente ieratico ma nello stesso tempo ludico. L’estetica di questa poetica è indagata con un ricercato e preciso rigore realizzativo, perimetro figurativo e deposito di una regola della versificazione che, in calibrate disconnessioni di postura, coinvolge i materiali tipici dell’agire quotidiano e sottolinea la propria dualistica natura incastrandosi nei gli spessori organici dell’aria e della terra che vengono ricondotti ad essere una presenza teatralmente silenziosa.

Sez. Musica:

Muretti a secco
La pietra ha rappresentato uno dei simboli più significativi ed affascinanti nella storia antropologica e sociale della Puglia.
La pietra e le braccia dell’uomo come leva per un radicale processo di cambiamento che ha consentito al contadino, con la costruzione di trulli, casedde e di muretti a secco, di insediarsi stabilmente su un territorio tradizionalmente arido e desertificato.
La Puglia di mezzo secolo fa era una regione caratterizzata fondamentalmente da una economia agricola, che si riflette anche sull’insieme della vita produttiva delle città . Nelle storie di vita e di lavoro, e nei canti popolari dei numerosi testimoni si possono individuare anche le diversità paesaggistiche di una Puglia che include montagne, colline e pianure ( Appenino Dauno e Tavoliere in Capitanata, Alta Murgia e Murgia dei Trulli in Terra di Bari e le vaste distese pianeggianti nel Salento). Francesco Sossio si è avvalso, soprattutto per i canti popolari, anche di un ampia letteratura tra cui le ricerche di Ernesto de Martino nel dopoguerra, ma anche di Gianni Bosio negli anni Sessanta, sino a quelle di Giovanni Rinaldi, tra gli anni Settanta ed Ottanta.
Suoni, canti, grida, immagini, storie irrompono ora sulla scena restituendo alle comunità una memoria spesso negata, consentendo un recupero di una identità sociale e culturale profonda, e favorendo, in particolare, il confronto, la comprensione, il dialogo tra vecchie e nuove generazioni.
Francesco Sossio: sax e ciaramelle
Loredana Savino: voce
Luigi Fatigati: chitarra
Giorgio Albanese: fisarmonica
Leonardo Zagariello: basso
Michele Marulli: tamburi a cornice e tammorre
Giuseppe Longo: percussioni
Mirella Rinaldi: videoproiezioni

Le verità di Morgana

l progetto “Le verità di Morgana” nasce a Bari nel 2005 per poi riformarsi nel 2007 grazie alla collaborazione di Umberto Signore ,Dario Mangialardi , Giuseppe Capasso , Domenico Pistillo e Nicola Finestrone i quali vogliono creare un “rock” che colpisca l’ascoltatore; lasciandolo alla libera interpretazione delle proprie emozioni e alla scoperta delle sue più profonde verità.
Anche il nome scelto(Le Verità di Morgana), nasconde in sé un gioco di parole, infatti “miraggio”e”illusione” sinonimo di “Morgana”, sono esattamente l’opposto di “verità”.
Dopo la pubblicazione del primo EP “Uomini di carta”, la Band sta lavorando al primo album ufficiale “Hypnocill la lotta nei sogni” attualmente in fase di incisione.
Umberto Signore: voce
Dario Mangialardi: chitarre e cori
Domenico Pistillo: basso
Nicola Finestrone: batteria

Mr. Wilson

Il progetto Mister Wilson nasce nel 2001 da un’idea di Ron Iacovelli. In sette anni diversi musicisti si sono alternati, numerose esibizioni dal vivo hanno reso concreto il lavoro dei componenti della band su brani inediti mantenendo un minimo comune denominatore: il rock italiano.
Nell’autunno del 2007 gli intenti musicali della band iniziano a cambiare, soprattutto a causa degli studi intrapresi dai musicisti che fanno parte attualmente del progetto.
Infatti Ron Iacovelli, fondatore e cantante, ed Alessandro Campobasso (batterista) si iscrivono al Corso di Laurea di Primo Livello al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Entrambi hanno già delle solide basi dei rispettivi strumenti, costruite in sei anni di studio al “Pentagramma” di Bari.
Le tastiere sono affidate all’esperienza di Fabio Prota, che studia pianoforte dall’età di sette anni e ha una formazione prevalentemente classica, dovuta all’impegno costante sia nelle lezioni private sia nel Corso di Pianoforte Principale presso il Conservatorio “N. Piccinni”; Fabio, inoltre, ha preso parte a progetti musicali dei generi più diversi (Suoni Mudù, Assenzio…) ed attualmente è allievo di Davide Santorsola presso il “Pentagramma”.
La sezione ritmica è completata dal nuovo innesto Davide Vacca, che inizia a suonare il basso elettrico nel 2000 prendendo parte in questi anni ad esibizioni dal vivo e registrazioni nei generi musicali più svariati.
L’attuale line-up dei Mister Wilson si propone di creare brani inediti fondendo i variegati background musicali di ogni componente.
Nella prima esibizione dal vivo con la nuova formazione (luglio 2008) si classificano secondi al Sileno South Contest e nella successiva apparizione live (settembre 2008) vincono il premio della critica al Rocktober Festival riscuotendo in entrambi i casi un notevole successo.
Ron Iacovelli: voce
Fabio Prota: tast

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