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Space4Culture a Matera

The “Space4Culture” conference will discuss current and potential uses of satellite-based services to safeguard and promote cultural heritage, create cultural and artistic experiences, foster social inclusion, and promote access to culture and arts within and around cities.

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The conference is organised by Eurisy, the Basilicata Region, NEREUS, the TeRN Consortium and the Italian Space Agency

Find out more about the programme and register at: https://www.eurisy.org/event-Space4Culture/about-the-conference

MUSEO NAZIONALE D’ARTE MEDIEVALE E MODERNA DELLA BASILICATA – PALAZZO LANFRANCHI
Piazzetta Giovanni Pascoli (75100) Matera – Matera – Basilicata
dal 15/10/2018 – al 16/10/2018

Sito web: https://www.eurisy.org/event-Space4Culture/programme

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Arte e Moda, opere di Salvatore Accolla per la “prima” della collezioni Midali

L’arte incontra la moda. Sabato 20 e domenica 21 ottobre la Boutique Martino Midali (Corso Giacomo Matteotti, 17/19, Ortigia), in occasione della presentazione delle nuove collezioni dello stilista milanese, si trasformerà in una raffinata galleria d’arte con un’esposizione di dipinti dell’artista siracusano Salvatore Accolla.  L’opening è prevista per le ore 10. La mostra, realizzata in collaborazione con l’atelier d’arte Artigia di Benedetto Speranza, potrà essere visitata tutti i giorni negli orari di apertura della Boutique.
arteEmoda

Per la griffe Midali, titolare di 55 store monomarca in Italia e numerosi showroom in tutto il mondo, collaborare con artisti locali per presentazioni ed eventi è un’abitudine consolidata che crea positive contaminazioni tra moda, design, arti pittoriche e scultura. Quest’anno la boutique siracusana della storica maison di moda ha puntato su Salvatore Accolla, un artista dal tormentato vissuto biografico, a cui si sono interessati critici d’arte di primo piano e media nazionali.

Pittore, scultore, poeta fuori dagli schemi, Salvatore Accolla interpreta la realtà alla luce della sua straordinaria sensibilità umana e artistica. Le sue opere – dipinte su tele, tavole, cartoni – raffigurano barche, marine, cavalli, pesci e uccelli, nature morte, personaggi fantastici, volti di uomini e donne, figure stilizzate dai tratti naif e dai colori vivaci, resi attraverso un linguaggio espressivo personalissimo e geniale. Un “Ligabue di Ortigia”,  il cui talento è stato scoperto proprio da Benedetto Speranza che ne ha promosso l’opera nei circuiti nazionali, attraverso mostre ed esposizioni in sedi prestigiose.

Le opere in mostra – una ventina – faranno da pendant con l’ultima collezione di abiti di Martino Midali. Creazioni dallo stile inconfondibile, dove il minimalismo delle linee, gli accostamenti cromatici decisi, la morbidezza delle forme e dei tessuti – il jersey in cotone e viscosa – plasmano capi dall’eleganza informale, pratica e disinvolta. All’evento espositivo e al lancio delle nuove collezioni seguirà un aperitivo.

Info e contatti
Boutique Martino Midali
Corso Giacomo Matteotti, 17/19, Siracusa 

0931 22333

Artigia atelier d’arte
Via Resalibera 2, Siracusa
tel. 393 9959249
Pagina facebook: https://www.facebook.com/ArtigiaArteInOrtigia/

Nascita della Materia. Lucio Fontana e Albisola

Documentare e approfondire il vivace e intenso rapporto che legò Lucio Fontana ad Albisola sin dal 1936: è questo che mette in scena la mostra “Nascita della Materia. Lucio Fontana e Albisola”, in esposizione fino al 2 dicembre 2018. L’evento è organizzato dal Comune di Albissola Marina, in collaborazione e con il supporto del DIRAAS Università di Genova, della Fondazione Cento Fiori, della Fondazione Lucio Fontana e del MIC di Faenza, con il generoso contributo della Fondazione Agostino De Mari.

Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1960-61, terracotta e ingobbio, 50 cm. Coll privata, courtesy Montrasio Arte Monza MilanoL’occasione è il cinquantesimo anniversario della morte dell’artista italo-argentino (Rosario de Santa Fé 1899-Comabbio 1968), che fece della cittadina ligure la sua casa artistica d’eccellenza. Il titolo “Nascita della Materia” prende spunto da una definizione coniata nel 1963 dal critico d’arte Enrico Crispolti (autore e curatore anche del catalogo generale dell’opera di Fontana) che in questa occasione ha svolto il ruolo di supervisore scientifico, insieme a Paola Valenti, professore dell’Università di Genova, della mostra curata da Luca Bochicchio (ricercatore Università di Genova e curatore del MuDA il Museo Diffuso Albisola).

Al Centro Esposizioni del MuDA è esposta una selezione di sculture ceramiche provenienti da collezioni italiane pubbliche e private, fra le quali spicca la Donna con fiore (1948) in prestito dal MART di Rovereto, posta per la prima volta in dialogo con la Dama bianca (Donna con colomba, 1953) di proprietà del Comune di Albissola Marina.

Dalla collezione civica provengono anche i famosi quattro pannelli realizzati da Fontana in ceramica riflessata al terzo fuoco nel 1949, destinati alla decorazione architettonica della galleria di prima classe del transatlantico Conte Grande, della Compagnia Italia Navigazione: Mediterraneo, Spagna, Brasile, I Cavalieri dell’Apocalisse.
Altri capolavori da collezioni private documentano la ritrattistica dei primi anni Cinquanta (Ritratto di Annamaria Pacetti, 1950), e l’esplorazione da parte di Fontana delle più importanti botteghe artigiane attive sul territorio (dalla MGA, alla Fenice, dalla San Giorgio alla Cooperativa Stovigliai).

Da rilevare in mostra il grande piatto con figure a rilievo (Battaglia, 1958), di ben 88 centimetri di diametro, realizzato alla San Giorgio l’anno della sua apertura, in concomitanza con altre opere spazialiste, come il piatto con i buchi proveniente dalla collezione privata di uno dei ceramisti fondatori della San Giorgio, Mario Pastorino.
Nella sezione “spazialista” della mostra di particolare interesse i Concetti spaziali in prestito dal MiC Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, partner scientifico del progetto; il grande vaso graffito, bucato e dipinto presso le Ceramiche Italia, e una tavoletta realizzata nel 1954 alla MGA (anno dell’Incontro Internazionale della Ceramica organizzato da Asger Jorn e Sergio Dangelo con Tullio d’Albisola), che mostra la precoce convivenza di buchi, tagli e pittura “dripping” sul medesimo supporto.

Proprio Tullio d’Albisola Mazzotti (1899-1971) emerge come figura chiave di questa sezione e di tutto il percorso espositivo: amico e collaboratore di Fontana, il corpus di lettere pubblicato nel 1987 nei “Quaderni di Tullio d’Albisola” costituisce fonte primaria di studio e di comprensione dell’opera e della vita di Lucio Fontana.
Molti brani tratti dalle lettere sono stati riprodotti su trenta pannelli diffusi sul lungomare di Albissola Marina.

Partendo da questa sezione principale al Centro Esposizioni del MuDA, il pubblico può visitare i “luoghi fontaniani” delle Albisole, ma anche di Celle Ligure (Chiesa dell’Assunta) e Varazze (Ristorante Kursaal) grazie a una mappa che funziona da guida alle opere permanenti o agli allestimenti speciali presso Pozzo Garitta (studio Fontana oggi Studio Gianluca Peluffo & Partners), Lungomare degli Artisti, Bar Testa, Casa Museo Jorn, Ceramiche Mazzotti, Fondazione Museo G. Mazzotti 1903, Ceramiche San Giorgio, Balestrini Centro Cultura Arte Contemporanea, Giardino Pacetti (Studio Ernan Design). Nei musei di Savona, approfondimenti didattici valorizzano le opere di Fontana di proprietà della “Fondazione Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo” esposte a Palazzo Gavotti, come il famoso Ritratto di Milena (1952, busto in terracotta maiolicata), mentre al Museo della Ceramica alcuni significativi piatti figurativi e spazialisti dialogano con l’eccellenza della produzione delle botteghe albisolesi dal primo Novecento agli anni Sessanta.

Nella piazzetta di Pozzo Garitta (Albissola Marina) è visitabile su appuntamento il piccolo locale a pianterreno (segnalato da una targa) dove ebbe studio e abitazione Lucio Fontana dal 1947 al 1960 ca. Oggi lo spazio è gestito dallo studio di architettura Gianluca Peluffo & Partners, che ha allestito una sezione documentativa sul rapporto di Fontana con l’architettura, curata da Paola Valenti (Università di Genova).

Sul Lungomare degli Artisti (Albissola Marina) sono esposte in modo permanente tre Nature, sculture in bronzo che Fontana volle installare sul proprio mosaico spazialista nel 1963, di fronte al Bar Testa, celebre luogo di ritrovo per artisti, poeti, critici d’arte e galleristi fin dai tempi dei futuristi.

Alle Ceramiche Mazzotti (Albissola Marina), sede della MGA progettata da Nicolaj Diulgheroff tra il 1932 e il 1934, sarà esposto per la prima volta il ritratto di Esa Mazzotti, nipote di Tullio d’Albisola, ceramista e designer di gioielli, già titolare della ditta fino alla sua scomparsa. Il busto in terracotta smaltata (1953) che ritrae Esa sarà allestito insieme alla riproduzione di alcune fotografie inedite che ritraggono Fontana e Esa durante la realizzazione dell’opera.

Nel Giardino Museo gestito dalla Fondazione Museo G. Mazzotti 1903 (Albissola Marina) è esposto in modo permanente il Coccodrillo con serpente a grandezza naturale in terra refrattaria, realizzato da Fontana il primo anno della sua frequentazione di Albisola: 1936. Un pannello didattico illustra l’opera e la documenta con riproduzioni di foto dell’epoca provenienti dall’Archivio della Fondazione Lucio Fontana.

Alle Ceramiche San Giorgio (Albissola Marina) sono valorizzati alcuni disegni di vasi spazialisti realizzati a matita sul muro nel 1958, quando la fabbrica, appena aperta da due giovani ceramisti (Mario Pastorino e Giovanni Poggi) e un artista (Eliseo Salino), non aveva ancora la carta per disegnare e scrivere.

Ad Albissola Marina, nelle due sedi del MuDA Casa Museo Jorn e Balestrini Centro Cultura Arte Contemporanea, due pannelli illustrano il rapporto rispettivamente di Jorn e Fabbri con Fontana, proponendo al pubblico opere e installazioni di questi due importanti artisti del Novecento che scelsero Albisola come luogo di vita e lavoro.

Ad Albisola Superiore il Museo Giardino realizzato da Ivos Pacetti a partire dal 1957 accanto alla fabbrica di ceramiche oggi sede della Studio Ernan Design, è esposto in modo permanente un grande Concetto Spaziale di Fontana, rilievo ceramico murale.

Sulla facciata della Chiesa dell’Assunta ai Piani di Celle Ligure si segnala il fregio murale permanente realizzato in terracotta da Fontana nel 1956, Madonna Assunta e San Michele Arcangelo.

Infine, al ristorante Kursaal Margherita di Varazze, è possibile vedere uno dei rari esempi di soffitti spazialisti di Fontana, ancora inseriti nel loro contesto architettonico originale.

La mostra si avvale come media partner della rivista di settore ESPOARTE, e del patrocinio di Regione Liguria, delle città di Savona e Albisola Superiore e dell’AdAC Università di Genova.

Oltre la mostra: in onore di Fontana anche una pubblicazione

Esaltare il rapporto tra Fontana e Albisola, per fissarlo nel tempo: il volume collettivo Lucio Fontana e Albisola non solo illustra le opere presenti in mostra, ma approfondisce il rapporto tra l’artista italo-argentino e la cittadina ligure, grazie in particolare ai saggi di Enrico Crispolti, Paola Valenti, Luca Bochicchio, Irene Biolchini e Luca Pietro Nicoletti. Il volume, realizzato dall’editore albissolese Vanillaedizioni, specializzato in arte contemporanea, è finanziato dal Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo (DIRAAS) dell’Università di Genova, grazie alla convenzione quadro con il Comune di Albissola Marina nell’ambito del progetto MuDA.
Il libro è disponibile nei bookshop dei musei di Albissola e Savona, oppure ordinandolo direttamente dall’editore (www.vanillaedizioni.com) o in tutte le librerie.

Ti racconto Pino Pascali

Il 29 settembre alle ore 18 la Fondazione Pino Pascali racconta, in occasione dei 50 anni dalla scomparsa dell’artista, Pascali attraverso una selezione di libri scritti su di lui. L’evento, intitolato ‘Ti racconto Pino Pascali‘, si inscrive nell’attività di ricerca che da sempre la Fondazione porta avanti nel nome dell’artista, per promuovere la conoscenza della sua opera, storia e poetica.

XIV Festa dei Lettori AttraversaMenti

L’appuntamento partecipa alla XIV edizione della Festa dei lettori, prevista sabato 29 e domenica 30 settembre, “AttraversaMenti”, iniziativa promossa dalla Regione Puglia, Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, in collaborazione con l’Associazione Presìdi del Libro.

Parteciperanno, in una tavola rotonda, il curatore Ludovico Pratesi che racconterà il rapporto tra Pino Pascali e Claudio Cintoli, oggetto della mostra in corso fino al 30 settembre alla Fondazione Pino Pascali e del catalogo edito dalla Fondazione, in cui figura un suo saggio. La storica dell’arte e studiosa Valérie Da Costa racconterà il “Pascali mediterraneo” oggetto della prima monografia in lingua francese sull’artista intitolata Retour à la Méditerranée (Les Presses du Réel, 2015). Parteciperà all’incontro Robert Brown, International Head of Research di Christie’s.

A conclusione del dibattito, all’esterno della Fondazione, sulle pareti a strapiombo sul mare, l’artista Raffaele Fiorella replicherà a grande richiesta, dopo il grande successo della prima, svoltasi il 21 settembre nell’ambito della serata inaugurale della mostra Mare Motus, il mapping ‘Paesaggi Liquidi‘. [continua a leggere]

#libri #arte #mostre #mapping

Le Artiste a Firenze tra il 1900 e il 1950

Sono le donne le protagoniste della mostra ‘Artiste. Firenze 1900-1950‘ allestita dal 22 settembre al 18 novembre allo Spazio mostre della Fondazione Cr Firenze.

Leonetta Cecchi Pieraccini_Le Sorelle (Ditta e Suso)_1935_Eredi Cecchi

L’esposizione, promossa in occasione del festival ‘L’eredità delle donne‘ e curata da Lucia Mannini e Chiara Toti, ha per perno le figure di Leonetta Pieraccini e Fillide Giorgi, artiste unite da profonda amicizia e che condivisero anche il destino di legarsi a due intellettuali di forte personalità: Emilio Cecchi e Arrigo Levasti. Allieve di Giovanni Fattori all’inizio del Novecento, si interessarono alle novità artistiche internazionali, dimostrandosi pittrici di grande qualità.
In mostra anche dipinti di Flavia Arlotta, Elisabeth Chaplin, Vittoria Morelli, Marisa Mori, Elena Salvaneschi, Adriana Pincherle e sculture di Evelyn Scarampi, tutte artiste coeve, per offrire un saggio della produzione artistica femminile della prima metà del Novecento che ebbe perno a Firenze.

In totale una quarantina le opere proposte, alcune mai esposte al pubblico, concesse in prestito da collezionisti privati e da musei e istituzioni pubbliche, tra cui Gam di Roma, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto Vieusseux – per documentare, spiegano gli organizzatori, “come i linguaggi dell’arte fossero affrontati dalle donne con grande serietà e professionalità, offrendo l’opportunità di una riflessione sul loro ruolo nella società della prima metà del Novecento, tra le difficoltà di ottenere credibilità e mercato pari agli uomini, la necessità di conciliare l’impegno creativo con le esigenze familiari, fino alle possibilità offerte dall’associazionismo femminile del quale la maggior parte delle artiste fu membro attivo“.

Molte delle opere esposte sono state restaurate in occasione della mostra : interventi permanenti volti a valorizzare e a rendere fruibile al pubblico un patrimonio d’arte che contribuisce a testimoniare la vitalità culturale e artistica che ha sempre caratterizzato Firenze, la sua storia e i suoi cittadini, di nascita o di adozione.

La mostra è accompagnata da una serie di altri eventi in città: un ciclo di conferenze dal titolo “Storie di artiste tra pagine e pennelli”, organizzate dall’Associazione Culturale Il Palmerino, e la mostra Un’artista con l’apostrofo. Tra le carte di Fillide Levasti, incentrata sull’artista Fillide Levasti, ispirata agli archivi della Biblioteca Marucelliana.

INGRESSO LIBERO
Spazio Mostre Fondazione CR Firenze
Via Bufalini 6 – Firenze
dal giovedì alla domenica
orario continuato 10-18

INFO E PRENOTAZIONI

Tel. +39 055 5384 997/001
artistefirenze.mostra@fcrf.it

SI Fest Contemporary Photography

Gli appuntamenti con SI FEST 18 proseguiranno ancora nelle giornate del 22, 23, 29 e 30 settembre con l’apertura al pubblico delle mostre in programma nella giornata del sabato dalle 15 alle 19 e nella giornata della domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
SIFEST
La 27^ edizione del SI Fest Contemporary Photography riunisce 14 mostre di cui 12 inedite in Italia e in Europa e la mostra di Richard Renaldi in anteprima internazionale.

Internat di Carolyne Drake (a cura di Laura De Marco) è una serie di immagini, realizzate tra il 2014 e il 2016, all’interno di un orfanotrofio russo ancora operativo che ospita giovani con disabilità, tra cui molte giovani donne che diventano adulte nel completo isolamento.

Frutto di un percorso individuale ed esistenziale che nasce anni prima degli scatti realizzati, Internat è la testimonianza di una intensa collaborazione tra Drake e le ospiti della struttura che, su suo invito, hanno prodotto proprie creazioni a partire dalle opere di Taras Shevchenko, artista ucraina, etnografa, poetessa e prigioniera politica.

Richard Renaldi
I Want Your Love di Richard Renaldi (a cura di Laura De Marco) è la quinta monografia dell’autore pubblicata nel 2018. Un’autobiografia visiva di Renaldi, il racconto dei momenti più intimi di una vita apparentemente incantata che, dall’infanzia alla mezza età, esplora il senso dell’essere giovani e in perpetua ricerca, interrogandosi su che cosa significa trovare e perdere le cose che più profondamente vorremmo conservare.

Ina Lounguine
In The Price of a Black Life in America, Ina Lounguine, figlia più giovane di attivisti e intellettuali ucraini, si focalizza sul razzismo partendo dagli eventi di Ferguson e Baltimora. Assassini di massa per mano di fanatici o continui atti di violenza impuniti, tra tutti i conflitti che gli Stati Uniti hanno attraversato, il razzismo è di gran lunga il più evidente e il più ampiamente diffuso.

Monocromi a Palazzo Pretorio

Giancarlo Montuschi - opera 2 RidDal 15 al 29 settembre 2018 la cornice di Palazzo Pretorio, in piazza Garibaldi 1 a Sansepolcro (AR), ospita “Monocromi”, doppia personale di Giancarlo Montuschi e Roberto Valisi a cura di Flavia Repetto.

L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, è patrocinata dal Comune di Sansepolcro e sarà visitabile dal lunedì alla domenica, con orario 16/20.

Roberto Valisi - opera 1Sabato 15 settembre, alle ore 17, il vernissage con la presentazione degli artisti a cura di Gianluca Motroni.

“Monocromi” è un incontro/scontro fra due grandi maestri contemporanei. Il primo famoso esponente della pop art italiana, l’altro mirabile esponente del neo espressionismo nazionale.

Il colore predominante della mostra è il nero, che racchiude in sé tutti gli altri colori. Giochi di ombre e sprazzi cromatici inondano le tele degli autori romagnoli, portando l’occhio a visualizzare mondi oscuri e cupi.

La collaborazione tra Montuschi e Valisi nasce dalla voglia degli artisti di confrontarsi con due stili differenti attorno al concetto di “monocromo”, inteso come quella linea sottile fra esistenza e inesistenza, l’attimo prima dell’esplosione dei colori e l’attimo dopo della nuda tela.

Giancarlo Montuschi - opera 1Le pennellate decise e precise di Montuschi rivelano, nell’ombra ironica, una grande simbologia e un’attenta struttura allegorica all’interno dei lavori. Essi mostrano la dualità dell’uomo ed evidenziano con forza la sua parte oscura. Il sarcasmo che vediamo nelle opere svela un profondo studio delle dinamiche umane. La forza con cui i dipinti si propongono all’osservatore è esplosiva e degna di uno dei più importanti pittori della pop art. Nella nuova serie “Pulp Stories” protagonista è l’America nei film, quella letta nei romanzi, ascoltata attraverso il rock e il blues. È l’America vista, fotografata, perduta e di nuovo ritrovata. È l’America delle grandi città ma anche dei luoghi isolati, della Bibbia e del cotone, delle aree postindustriali e postminerarie. È l’America dei deserti e del Mississippi, delle praterie e della Silicon Valley, della Route 66, delle frontiere di ieri e di oggi con i suoi personaggi, oggetti iconici e simboli.

Roberto Valisi - opera 2Di contro Valisi, pur mantenendo la stessa poetica, rivela un affascinante decadentismo e la voglia di rinascita. Linee indefinite e sensuali investono la sua tela, contrasti di veli e trasparenze, opposti a pennellate cariche e vigorose, permettono di ricreare un’immagine mentale mobile. Sono quadri che narrano l’oscurità, i tormenti e le contorsioni umane. L’artista racconta il mondo attraverso l’immagine di una pellicola sbiadita. Scorci esasperati e colori cupi la fanno da padrone, suscitando emozioni antitetiche. I lavori dell’autore forlivese sono alternati da sculture, anch’esse scure ma potenti e d’impatto, che si animano di forze contrapposte. Le opere si stagliano forti e possenti nello spazio circostante, plastiche e dinamiche, e sembrano narrare la loro storia profonda. I volti hanno in sé un’espressione malinconica e sfuggente, enfatizzati dalle torsioni che l’artista crea con impareggiabile bravura.

“Monocromi” è una doppia personale che mette di fronte due grandi maestri dei nostri tempi e presenta le loro recenti ricerche, pronte ancora una volta a sorprendere la critica e il pubblico.

Le stanze del vetro

Apre il 10 settembre 2018 la mostra de LE STANZE DEL VETRO, La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-1931, curata da Marino Barovier.

LE-STANZE-DEL-VETRO

L’esposizione ripercorre per la prima volta la storia della vetreria, fondata da Giacomo Cappellin nel 1925, mettendo in luce l’importanza e il ruolo che la M.V.M. Cappellin & C. ha avuto a Murano tra gli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta. Animata dall’entusiasmo e dalla passione di Giacomo Cappellin, dalla fine del 1926 la fornace vide l’intervento del giovane architetto veneziano Carlo Scarpa.

Se in alcuni casi Scarpa si fece interprete dello stesso Cappellin, ben presto riuscì ad assumere una certa autonomia nella progettazione dei modelli, che si distinsero soprattutto per il ricorrere di forme geometriche.

La mostra presenta quindi la ricchezza della produzione della M.V.M. Cappellin & C. che, grazie alle continue ricerche sulla materia vitrea e sulla forma, ha prodotto sempre nuove serie di vetri realizzando opere di notevole qualità, talvolta con risultati inediti, anche rivisitando antiche tecniche di lavorazione come la filigrana a reticello e il decoro fenicio.

Vengono inoltre presentati al pubblico il grandioso centrotavola in vetro a canne e in vetro trasparente iridato esposto nel 1931 alla Mostra del Giardino Italiano di Firenze, alcuni animali dal disegno giocoso come pesci e polipi e due coloratissime vetrate in vetro muranese.

La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-1931, fa parte del programma della seconda edizione di The Venice Glass Week, il festival internazionale dedicato all’arte vetraria,con particolare riguardo a quella muranese, che si tiene a Venezia, Murano e Mestre dal 9 al 16 settembre 2018.

 

Immagine di copertina: Vaso in pasta vitrea rossa e boccetta portaprofumo in pasta vitrea gialla, 1929-30, ph. Enrico Fiorese

I Mondi di Peter Flaccus e Luca Padroni

La galleria di arte contemporanea, Intragallery, ha il piacere di inaugurare, sabato 6 ottobre alle ore 11.30, la mostra “Mondi” di Peter Flaccus e Luca Padroni.

Luca Padroni_Il sogno del carsinal de merode 140x210cm olio su tela 2014intDue artisti, che malgrado le differenze di approccio apparentemente radicali, si trovano in sintonia su molti aspetti della pittura. Tutti e due danno peso ad una organizzazione pittorica rigorosa, composta da linee insistenti e sottili, colori calibrati con cura, e nette discontinuità negli spazi specificati dei loro dipinti.
Per ambedue i pittori è fondamentale l’impegno artistico fondato su la possibilità espressiva della manipolazione materica che appartiene al mestiere del pittore

Peter Flaccus, Excursion, 2014, encausto su masonite, 183 x 200 cmLa carriera artistica del pittore americano Peter Flaccus si avvia all’inizio degli anni ’70 a New York, in seguito ai suoi studi presso l’ Amherst College e la Indiana University. All’inizio degli anni ’90 Flaccus si trasferisce a Roma dove vive ancora oggi. In Italia il suo lavoro si concentra sin dall’inizio sulla ricerca di nuove tecniche e linguaggi astratti, tra cui l’encausto. Ispirato da questa antica tecnica artistica, l’artista la studia, la sperimenta, scoprendo soluzioni innovative, raffinate ed inedite, segni di una novità nel contesto dell’arte contemporanea. La lunga carriera espositiva di Peter Flaccus inizia a New York presso la Zabriskie Gallery, per continuare in Italia e in Europa con mostre a Roma, Bologna, Bari, Napoli, in Svizzera e in Francia.

Il più giovane Luca Padroni nato negli anni ’70 vive e lavora a Roma. Ha frequentato la Slade School of Fine Arts di Londra, e da allora la sua pittura si è evoluta in una direzione soprattutto figurativa, caratterizzata di una narrazione soggettiva e vitale. Compone sia quadri di grandissimo formato utilizzando un audace tecnica di collage, sia quadri di formati più modesti dipinti con pastosi colori ad olio guidati da una mano sempre più virtuosistica. Le prime e numerose mostre di Luca Padroni risalgono alla fine degli anni 90 sia in Italia che all’estero. Nel 2017 inaugura l’importantissima mostra I valori personali a cura di Claudio Crescentini presso il Museo Macro di Testaccio a Roma.

MONDI
di
PETER FLACCUS/LUCA PADRONI

dal 6 ottobre 2018 al 21 novembre 2018

Opening
Sabato 6 ottobre 2018
Ore 11.30

Gli artisti saranno presenti

Intragallery
Via Cavallerizza a Chiaia, 57, 80121, Napoli

Pino Deodato. Inchiostro

Una mostra che si fa racconto in occasione del Festival della Letteratura di Mantova. Tre stanze, ogni stanza un capitolo, ogni opera una frase. È la monografica “Pino Deodato. Inchiostro”, a cura di Carlo Micheli, che apre alla Casa di Rigoletto dal 3 al 30 settembre 2018.

Pino Deodato, Trasloco, 2018, terracotta policroma a ingobbio, cm 16x18x4

Come anticipa il titolo, è l’inchiostro – su terracotta e su carta – il protagonista dell’esposizione. Pigmento che diventa strumento di racconto, non attraverso la parola scritta ma attraverso l’arte visiva

In oltre quaranta opere, di cui circa trenta sculture e una decina di carte, l’artista – tramite il suo ormai celebre “omino” che ricorre in tutti i suoi lavori – rappresenta con sensibilità, pudore, riservatezza, rispetto, semplicità, l’arduo tema della ricerca della Verità.

Lo fa collocando il suo piccolo personaggio in varie situazioni – in case, in biblioteche, sotto il cielo stellato –, spesso rivolto verso il muro, invitando il visitatore a scrutarlo per immaginare il suo volto. “Si badi – spiega Giorgio Bonomi nel suo testo critico – non si tratta di timidezza né di poca educazione ma, appunto, di rispetto per l’altro da sé”.
Sono soprattutto le biblioteche, l’ambientazione favorita di Deodato: architetture in terracotta di medie dimensioni (45×34 cm) che sovrastano, zeppe di libri, i protagonisti delle sue sculture. L’uomo qui rappresentato cerca di appropriarsi di tutto lo scibile umano, credendo di potervi trovare la Verità. Non la troverà, ma come San Tommaso – personaggio cui è dedicata la prima sala – non smetterà mai di cercarla.

Pittore e scultore, Pino Deodato esprime con materiali semplici – la terracotta, la carta e, in questa speciale occasione, anche l’inchiostro – questioni etiche, estetiche e filosofiche, complesse che stanno a cuore all’uomo contemporaneo. Il suo linguaggio fatto di estrema sintesi di forme e colori, addirittura solo il bianco e nero nell’esposizione mantovana, tenta di riappropriarsi dei valori profondi che la civiltà odierna sembra quotidianamente smarrire.
“Cerco di affrontare temi articolati in modo semplice – dice l’artista – che è poi quello che l’arte dovrebbe fare: rendere accessibili a tutti argomenti difficili”.

Per sottolineare l’aspetto narrativo dell’esposizione, l’artista ha invitato tre autori – Alberto Barranco di Valdivieso, Maurizio Padovano e Michael Uras – a lasciarsi ispirare da uno dei suoi lavori per la composizione di un racconto.
I tre scritti sono raccolti nel catalogo edito per l’esposizione che contiene, inoltre, le immagini delle opere in mostra e i testi critici di Carlo Micheli e Giorgio Bonomi.

La mostra si avvale del patrocinio del Comune di Mantova.