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A human flower wall

Il 26 maggio 2019, a New York City, si terrà il progetto A HUMAN FLOWER WALL di Sasha Vinci, a cura di Diego Mantoan, ideato in seguito all’esperienza de La Repubblica delle Meraviglie realizzata all’Università Ca’ Foscari Venezia nel 2018 per la vittoria dello Sustainable Art Prize. La nuova azione è dunque il frutto diretto del premio ideato da Ca’ Foscari Sostenibile, istituito nel 2017 alla fiera ArtVerona per stimolare la riflessione artistica sui temi legati allo sviluppo sostenibile.

Vinci-Galesi-La-terra-dei-fiori-2017-stampa-su-carta-Hahnemhle-courtesy-of-the-artists-and-aA29-Milano-Caserta-ph.-Luca-Migliore.

Questa nuova tappa nel lavoro di ricerca sociale e artistica di Sasha Vinci è promosso dall’Ateneo con il sostegno della New York University in occasione di edra50 brooklyn, il principale convegno nordamericano dedicato ai temi della sostenibilità urbana. Il progetto gode inoltre della collaborazione del Humanities and Social Change Center di Venezia e della galleria aA29 Project Room (Milano/Caserta), oltre ad avere il sostegno scientifico del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Ateneo veneziano.

A HUMAN FLOWER WALL è una performance artistica, che vuole rappresentare e far riflettere gli spettatori sulla contrapposizione tra un’attuale società occidentale sempre più chiusa in se stessa e un’ideale società incentrata sul raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, emblema di integrazione, accoglienza e inclusione sociale. L’azione parte idealmente da Venezia, con il progetto “La Repubblica delle Meraviglie” attraverso cui nella primavera 2018 gli studenti di Ca’ Foscari avevano concepito la nascita di un’utopica società basata sullo sviluppo sostenibile, per giungere ora a New York City, nella Babele contemporanea, melting pot per eccellenza, dove si concretizzerà tramite gli studenti della NYU.

Il 26 maggio 2019, un corteo di persone attraverseranno come una massa critica, unica e compatta, le vie della Grande Mela e gli spazi, a partire dal campus della NYU Tandon, componendo simbolicamente un muro biologico e in movimento, composto da fiori e persone che attraverso l’elemento del fiore, immagine di vita e rinascita, vuole andare al di là di qualsiasi forma di separazione o divisione e diventare un ponte verso una società equa e inclusiva, priva di barriere fisiche e mentali.
Come nel progetto veneziano, dove era stato coinvolto un gruppo di studenti cafoscarini, fin dalle iniziali fasi organizzative, così nei giorni precedenti la performance, l’artista e gli studenti della New York University daranno vita a un’infiorata, il momento magico in cui il fiore esprime la sua bellezza e la sua forza. Migliaia di gerbere e crisantemi, metafora empatica e diretta della bellezza e della caducità, dell’energia e della fragilità, saranno applicati sugli abiti e sui corpi, trasformando così ogni singolo partecipante in una parte essenziale del tutto, in un mattone di una costruzione sociale tanto variegata, quanto forte e coesa. Fiore dopo fiore il muro prenderà forma, diventando un trionfo di note naturali che risuonano contro gli echi totalitari dei poteri contemporanei.

A HUMAN FLOWER WALL darà così vita a una nuova idea di comunità, in cui il fiore diventa il collante tra le disuguaglianze, il legame tra le diversità. Questa azione artistica e sociale vuole liberare dalla morsa del consumismo che livella le differenze e trasforma i popoli in un insieme che scorda il potere della meraviglia. Durante lo svolgersi della performance, come richiamo all’azione avviata dagli studenti veneziani, sarà eseguita dal vivo la sinfonia “La Repubblica delle Meraviglie” creata dal musicista e compositore Vincent Migliorisi per l’Università Ca’ Foscari. La voce lirica della cantante Giulia Alberti si unirà alla melodia della composizione, generando un momento in cui note e fiori diventeranno un tutt’uno.

Continua sul comunicato stampa

SASHA VINCI. A HUMAN FLOWER WALL
a cura di Diego Mantoan, Università Ca’ Foscari Venezia

Performance itinerante
26 maggio 2019 / h 11:30-12:30
New York University / NEW YORK CITY
in occasione di edra50 brooklyn

Promosso da
Ca’ Foscari Sostenibile, Università Ca’ Foscari Venezia

Con il supporto di
Humanities and Social Change Center, Venice
Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari Venezia
Aa29 Project Room, Caserta | Milano

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ID. ART: TECH EXHIBITION

CYLAND MediaArtLab  in collaborazione con il  Centro Studi sulle Arti della Russia CSAR  presenta la mostra  ID. ART:TECH.

WEB-ID. ART_ TECH EXHIBITION_VENICEDal 10 maggio al 28 giugno 2019, presso gli spazi di Ca’ Foscari Zattere Cultural Flow Zone, saranno esposti i lavori di artisti contemporanei provenienti dalla RussiaItaliaGran BretagnaUSABelgioFranciaNorvegia così come anche alcune opere classiche del XX secolo.

Il progetto espositivo consiste in un’analisi visuale del tema dell’identificazione: dalle forme con funzione sociopolitica dei ritratti del non-conformismo sovietico
alle immagini della cultura di massa, l’estetica delle carte d’identità, delle foto dei passaporti e dei social network.

Sono Partners del progetto: Centro Studi sulle Arti della Russia CSAR dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Ca’ Foscari Zattere Cultural Flow Zone, Big Data Solutions,

St. Petersburg Arts Project Inc. (USA-Lituania), CYLAND MediaArtLab, Kolodzei Art Foundation (USA).
Supportano ID. ART:TECH.Leonardo: International Society for Arts Sciences and Technology, Educational Center dell’HermitageScience Gallery Venice. 

Ulteriori Info: www.cyland.org
 RP//PRESS

press@rp-press.it
FB: RPpress@russopaiatopress
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Elle Decor at Work. The Evolution of Workspace

Elle Decor Italia affronta quest’anno il tema della rapida e multiforme evoluzione degli spazi di lavoro con la mostra-installazione Elle Decor at Work. The Evolution of Workspace che sarà aperta al pubblico dall’8 al 18 aprile a Palazzo Bovara, Milano.

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Lo scopo del progetto di Elle Decor Italia per la Milano Design Week 2019 è restituire la complessità e la varietà dei cambiamenti in atto nel mondo degli uffici e proporre nuovi scenari. Il tema si ricollega allo studio della relazione fra analogico e digitale all’interno dello spazio abitato e all’osservazione degli stili di vita delle nuove generazioni che sono stati oggetto delle precedenti mostre curate da Elle Decor Italia, ‘Soft Home’ (2016) e ‘ONLIFE Millennials at Home’ (2018).

La mostra-installazione Elle Decor at Work. The Evolution of Workspace è realizzata in collaborazione con DWA Design Studio (exhibition design), AKQA (interaction design) e Marco Bay (landscape design). “La rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni non ha soltanto introdotto nuovi strumenti di lavoro, interfacce di collaborazione, modalità di condivisione, ma ha principalmente trasformato il lavoro da operazione ripetitiva e prevedibile a processo esperienziale e mutevole, richiedendo così l’adattamento degli spazi dedicati. In uno scenario in cui l’autonomia individuale e il senso di una cultura condivisa sono diventati fattori chiave, abbiamo osservato gli uffici configurarsi progressivamente come contenitori diversificati e flessibili dove sperimentare opzioni spaziali differenti per isolarsi o collaborare, sedimentare o condividere conoscenza. Inoltre, abbiamo appreso il progressivo aggregarsi di funzioni legate al benessere, allo svago, al retail, rendendo sempre più labili i confini tra sfera professionale e privata, sia da un punto di vista spaziale sia temporale”, racconta Livia Peraldo Matton, direttore responsabile di Elle Decor Italia.

Nella cornice di Palazzo Bovara, edificio storico nel cuore di Milano, Elle Decor Italia ha realizzato un allestimento immersivo che restituisce tanto la complessità quanto la varietà dei cambiamenti in atto nel mondo degli uffici e riflette una rivoluzione non solo spaziale, ma anche mentale, culturale e sociale. Il percorso della mostra-installazione Elle Decor at Work. The Evolution of Workspace si articola in una sequenza di stanze al piano nobile del palazzo per culminare nel giardino interno: una successione di otto ambienti, animati da presenze digitali ed esperienze interattive, pensati per raccontare concetti e forme di vivere il luogo di lavoro con una visione volta al futuro.

The Gate, punto di partenza della mostra, accoglie i visitatori con un’installazione digitale interattiva che registra la loro presenza in modalità immaginifica, li intrattiene e identifica. Questo primo ambiente fornisce sin da subito le coordinate per orientarsi nel mondo di Elle Decor at Work. The Hub, subito dopo The Gate, è l’area pensata per il lavoro condiviso, il moderno coworking dove ciascuno, con la propria individualità, è parte di una collettività. L’atmosfera infonde un senso di comfort visivo. Al di sopra delle work station, rigogliose presenze verdi, parte del progetto green dell’architetto paesaggista Marco Bay, convivono nella stanza per migliorare il microclima e contribuire al benessere emotivo. Attraverso una piccola area caffè si accede al terzo momento, The Exchange, dove le modalità del meeting si suddividono a loro volta in tre soluzioni, che vanno dalla più informale (con divani, poltrone e sedute) alla più avanzata (con postazioni “in piedi”), fino a quella più avveniristica (una virtual meeting room con evoluti sistemi di conference call) dove, indossando visori VR, il visitatore può immergersi in uno spazio di lavoro virtuale e interagire con chi è dall’altra parte del mondo.

Il percorso continua con The Theatre, uno spazio che reinterpreta il concetto tradizionale di sala conferenze, proponendo sedute che permettono una visuale multidirezionale su tre grandi schermi. Ad animarli, video interviste a studi di architettura internazionali (BIG, Bjarke Ingels Group e Barber & Osgerby), sull’evoluzione degli spazi di lavoro, realizzate per la mostra da Francesca Molteni. L’importanza dell’equilibrio psico-fisico è promossa e sostenuta dalla stanza chiamata The Nap Room. Lungo le sue pareti curve, sono ricavati micro-spazi individuali in cui ritrovare la propria privacy, abbracciati dalla morbidezza dei tessuti e accompagnati da luci rilassanti. The Studio rappresenta il concetto di ambienti di lavoro che implementano la loro offerta con soluzioni abitative temporanee, dove soggiornare e lavorare per periodi a breve o medio termine. The Archive è il luogo della memoria, l’archivio che da spazio statico, in cui si sedimenta il passato, diventa un dispositivo di scambio e interazione. È costituito da 9 grandi contenitori multimediali che raccontano l’evoluzione dei luoghi di lavoro dagli Anni 50 ai giorni nostri attraverso gli spazi e gli arredi più rappresentativi di sempre. Alla convivialità è dedicato The Restaurant, un luogo dove al consumo dei pasti è riconosciuto un ruolo centrale, sia dal punto di vista spaziale sia da quello relazionale. È un contenitore ibrido e dinamico, il posto in cui ritrovarsi per parlare e mangiare insieme. Durante il periodo della mostra sarà aperto al pubblico per la pausa pranzo. The Orchard, il cortile alla fine del percorso è caratterizzato da un sistema di stanze all’aperto, circondate dal verde, dedicate a pause relax e benessere, dove ricaricare corpo e spirito. L’intervento di landscape design di Marco Bay l’ha trasformato in “un giardino romantico contemporaneo” con fitte quinte di bambù, specie esotiche e alberi fioriti di pesco selvatico.

Nello storytelling della mostra un ruolo importante è svolto da Pinterest. Al suo debutto alla Milano Design Week, il noto motore di scoperta visiva, perfetto per trovare idee e ispirazioni, ha scelto come partner istituzionale Elle Decor Italia e la sua piattaforma multimediale. In mostra, nelle diverse stanze, sono presenti codici personalizzati da scansionare con la fotocamera visualizzata nella barra di ricerca di Pinterest. Questi speciali Pincode sono collegati a bacheche create ad hoc per guidare i visitatori lungo il percorso espositivo della mostra, ispirarli, fornire approfondimenti.

Elle Decor at Work. The Evolution of Workspace è realizzata con il Patrocinio del Comune di Milano.

VISIONI EXTRA-ORDINARIE

C’è tempo fino al 16 aprile per partecipare alla Open Call per la Masterclass gratuita tenuta da Marina Paulenka, direttrice del festival OrganVida, festival internazionale di fotografia con sede a Zagabria.

Masterclass-gratuitaTre giorni di approfondimento, discussione e produzione alla Scuola di alta formazione di Fondazione Modena Arti Visive – Fondazione Fotografia, nell’ambito del progetto europeo Parallel, in cui i partecipanti, partendo dalla presentazione del proprio portfolio, lavoreranno all’ideazione di nuovi progetti, discutendo insieme le modalità di realizzazione così come le possibilità di presentazione e restituzione al pubblico, sperimentando i vari modi negli spazi della Scuola.

VISIONI EXTRA-ORDINARIE – Fissa o in movimento, analogica o digitale, creata ad hoc da una fotocamera o rielaborata, la fotografia è considerata nel più ampio concetto di immagine, forma espressiva che permette di produrre documenti, racconti e visioni di mondi reali o immaginari. Durante la Masterclass verranno esplorate le diverse modalità di presentazione dei propri lavori e la preparazione per le varie application così come le modalità di finanziamento e marketing dei progetti. I partecipanti approfondiranno gli aspetti economici, di promozione e diffusione del lavoro, e le possibili strategie multimediali. Nei tre giorni verranno analizzate le diverse soluzioni concettuali per la presentazione di un lavoro finito in forma di mostra, in forma di libro o in forma di portfolio e pdf – come presentazione per gallerie e festival – così come un approccio generale alle diverse esigenze, tra cui premi, sovvenzioni, concorsi e siti web.

A CHI SI RIVOLGE – A giovani artisti, studenti e fotografi provenienti da tutta Europa, indipendentemente dall’età o dal titolo di studi. La masterclass di terrà in inglese.

CANDIDATURE – La propria candidatura va inviata entro il 16 aprile all’indirizzo mail formazione@fmav.org. Il materiale deve essere inviato in unico file pdf, massimo 10 MB, e deve includere:

– CV (non più di una pagina A4)
– portfolio
– lettera di motivazione che specifichi le ragioni della partecipazione alla masterclass e includa la descrizione di un progetto in corso (max 600 parole).

Per informazioni
Scuola di alta formazione
FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE – Fondazione Fotografia
Via Giardini 160
059 224418
formazione@fmav.org

www.fmav.org

PARALLEL photo based platform è un progetto co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

In a silent way

14 light of humanitySi inaugura sabato 6 aprile alle 17 In a silent way, la mostra del fotografo fiorentino Rossano B. Maniscalchi, allestita nella Sala degli armigeri di Villa La Ferdinanda, nella tenuta di Artimino (Carmignano, PO). Inserita nel cartellone di “Artimino Contemporanea” (programma culturale firmato Tenuta di Artimino, in collaborazione con Florence Biennale), la mostra proseguirà fino a venerdì 12 aprile.

Si tratta di un’esposizione che permette al pubblico di ammirare il fascino cinematografico della fotografia di Maniscalchi, ma anche di utilizzare le foto quale specchio per una introspezione personale.

Come spiega Jacopo Celona, direttore di Florence Biennale, “la selezione delle opere per la mostra, e il percorso ch ne scaturisce, riflettono il lavoro di una vita; la ricerca costante, a volte solitaria, di Maniscalchi, si snoda attraverso varie tematiche, come la relazione tra umanità e natura, le passioni carnali, il trascendentale, l’elaborazione della morte e il rapporto tra il bene e il male in una visione onirica e al tempo stesso concreta. Nonostante la sua natura di artista cosmopolita, ma innamorato della Toscana sua terra d’origine, Manisalchi ha scelto la Tenuta di Artimino come palcoscenico per la mostra In a silent way, tra le cui opere figurano diversi scatti inediti realizzati di recente proprio presso la Tenuta. Però – conclude Celona – tra tutti gli scatti in mostra, una foto sintetizza perfettamente la ricerca poetica ed estetica di Maniscalchi: Light of Humanity ispirata al celebre Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci in una trasposizione metafisica del celebre disegno del genio di cui ricorre il 500° della morte”.

Con l’edizione 2019 di “Artimino Contemporanea”, Tenuta di Artimino ha varato un programma che coniuga arte, tradizione e territorio a conferma del suo obiettivo fondante: valorizzare e diffondere l’arte e la cultura contemporanea attraverso l’organizzazione di eventi ed esposizioni in una cornice d’eccezione come quella della Villa Medicea della Tenuta, “La Ferdinanda”, costruita nel 1596 per volere del Granduca Ferdinando I de’ Medici (Patrimonio Unesco dal 2013).

Rossano B. Maniscalchi
In a Silent Way
Dal 6 al 12 aprile 2019 (chiusa il 7 aprile)
Inaugurazione: 6 aprile 2019, ore 17
Villa Medicea “La Ferdinanda” presso Artimino, Carmignano (PO)
Apertura al pubblico: tutti i giorni ore 10-18
Ingresso libero

Approfondisci

Segnalato da : Marco Ferri, mob.+39-335-7259518; @mail: press@marcoferri.info

OfficinARS Fotografia – Durante e dopo: Resilienza

L’ Associazione Villa Sistemi Reggiana presenta, dal 7 aprile al 4 maggio 2019, presso la sede di via Montagnani Marelli 18 a Reggio Emilia, ” OfficinARS Fotografia – Durante e dopo: Resilienza“, esposizione collettiva con opere fotografiche di Cecilia Del Gatto, Francesca Giannelli, Giulia Lazzaron, Isabella Quaranta, Jessica Raimondi, vincitori dell’omonimo concorso.

OfficinARS Fotografia

Inserita nel circuito Off di ” Fotografia Europea“, la mostra raccoglie una selezione di opere che affrontano il tema della “resilienza” secondo punti di vista differenti, accomunati tuttavia da una spiccata sensibilità verso i rapporti tra mondi interiori, identità personali e relazioni umane.

Giunto alla quarta edizione, il Premio OfficinARS trae spunto dalla storia dell’edificio che lo ospita – scuola ottocentesca riservata alle fanciulle povere – per individuare e promuovere gli artisti emergenti che operano sul territorio nazionale. Le attività dell’Associazione Villa Sistemi Reggiana, presieduta da Maria-Teresa Crispo, tendono inoltre a stabilire un legame tra l’arte e la solidarietà, sostenendo un’associazione che gestisce un orfanotrofio a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.

La mostra “OfficinARS Fotografia – Durante e dopo: Resilienza” è l’esito di un concorso ad accesso gratuito al quale hanno partecipato fotografi di età compresa tra i 20 e i 40 anni. La giuria, composta da Daniele De Luigi (curatore di fotografia e arte contemporanea), Francesca Baboni (critico d’arte, curatrice) e Francesco Criscuolo (Villa Sistemi Reggiana), ha selezionato i cinque vincitori, le cui opere sono state inserite nel catalogo annuale di Villa Sistemi Reggiana.

OfficinARS Fotografia – Durante e dopo: Resilienza
Villa Sistemi Reggiana, Reggio Emilia
7 aprile – 4 maggio 2019
Per Fotografia Europea, Circuito Off
Cecilia Del Gatto, Francesca Giannelli, Giulia Lazzaron, Isabella Quaranta, Jessica Raimondi
Inaugurazione: domenica 7 aprile 2019, ore 18.30

Segnalato da :
Chiara Serri
M. +39 348 7025100
chiara.serri@csart.it

CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
info@csart.it
http://www.csart.it

Omaggio a Hieronymus Bosch in Congo

Venerdì 29 marzo 2019 alle ore 19 si inaugura presso lo Studio Trisorio in via Riviera di Chiaia 215, una mostra di Jan Fabre dal titolo Omaggio a Hieronymus Bosch in Congo, a cura di Melania Rossi e Laura Trisorio.

JAN-FABRE-

Sarà esposta una selezione di opere realizzate con corazze di scarabei iridescenti: tre nuove sculture e due grandi trittici di cinque metri ispirati alla triste e violenta storia della colonizzazione del Congo belga. In queste opere l’ispirazione storica si unisce alla simbologia medioevale tratta da uno dei più grandi capolavori fiamminghi, Il Giardino delle Delizie (1480-1490) di Hieronymus Bosch. L’inferno di Bosch, ammirato per la sua spiccata inventiva, per molti aspetti divenne una realtà raccapricciante nel Congo belga. Jan Fabre concilia in queste opere la crudezza del tema con la bellezza della sua presentazione.

L’esposizione è parte del progetto Jan Fabre. Oro Rosso con cui l’artista belga torna a Napoli coinvolgendo, oltre la galleria, tre istituzioni di grande prestigio: il Museo di Capodimonte, la Cappella del Pio Monte della Misericordia, il Museo Madre.

Al Museo di Capodimonte, nella mostra dal titolo Oro Rosso. Sculture d’oro e corallo, disegni di sangue (30 marzo – 15 settembre 2019), curata da Stefano Causa insieme a Blandine Gwizdala, sarà esposta una serie inedita e sorprendente di sculture in corallo rosso realizzate appositamente per il museo napoletano, insieme a sculture in oro e disegni realizzati col sangue, creati dall’artista dagli anni Settanta ad oggi.

Nella Cappella del Pio Monte della Misericordia sarà visibile in dialogo diretto con il capolavoro di Caravaggio Sette opere di Misericordia, la scultura in cera L’uomo che sorregge la croce (30 marzo – 30 settembre 2019).

Il Museo Madre ospiterà in anteprima l’iconica scultura L’uomo che misura le nuvole (30 marzo – 30 settembre 2019), in un’inedita versione in marmo di Carrara che sarà allestita nel Cortile d’onore.

http://www.studiotrisorio.com

Franco Fontana. Sintesi

Modena rende omaggio a Franco Fontana (1933), uno dei suoi artisti più importanti e tra i più conosciuti a livello internazionale. Dal 23 marzo al 25 agosto 2019, Fondazione Modena Arti Visive, nelle tre sedi della Palazzina dei Giardini, del MATA – Ex Manifattura Tabacchi e della Sala Grande di Palazzo Santa Margherita, ospita la mostra Sintesi, che ripercorre oltre sessant’anni di carriera dell’artista modenese e traccia i suoi rapporti con alcuni dei più autorevoli autori della fotografia del Novecento.

Franco Fontana

L’esposizione è suddivisa in due sezioni.

La prima, curata da Diana Baldon, direttrice di Fondazione Modena Arti Visive, allestita nella Sala Grande di Palazzo Santa Margherita e nella Palazzina dei Giardini, rappresenta la vera sintesi – come recita il titolo – del percorso artistico di Franco Fontana, attraverso trenta opere, la maggior parte delle quali inedite, realizzate tra il 1961 e il 2017, selezionate dal vasto archivio fotografico dell’artista. Questo nucleo si concentra su quei lavori che costituiscono la vera cifra espressiva di Fontana.

La seconda sezione, curata dallo stesso Franco Fontana, ospitata al MATA – Ex Manifattura Tabacchi, propone circa centoventi fotografie selezionate dal fondo di 1600 opere che Franco Fontana ha donato a partire dal 1991 al Comune di Modena e Galleria Civica, che costituisce un’importante costola del patrimonio collezionistico ora gestito da Fondazione Modena Arti Visive. Tale collezione delinea i rapporti intrecciati dall’artista con i grandi protagonisti della fotografia internazionale, da Mario Giacomelli a Luigi Ghirri e Gianni Berengo Gardin, da Arnold Newman a Josef Koudelka e Sebastião Salgado.

La mostra Franco Fontana. Sintesi è realizzata in collaborazione con il festival Fotografia Europea di Reggio Emilia, che nell’edizione 2019 sarà dedicato al tema “LEGAMI. Intimità, relazioni, nuovi mondi”.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Franco Cosimo Panini, disponibile in mostra.

Sedi espositive

Palazzo Santa Margherita, Sala Grande, Corso Canalgrande 103, Modena

Palazzina dei Giardini, Corso Cavour 2, Modena

MATA – Ex Manifattura Tabacchi, via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena

Inaugurazione

Venerdì 22 marzo, ore 18 (Palazzo Santa Margherita, Sala Grande)

Orari di apertura

Fino al 16 giugno 2019:

Mercoledì-venerdì: 11-13 / 16-19

Visite guidate: ogni sabato alle 17

Sabato, domenica e festivi: 11-19

Dal 17 giugno 2019:

Giovedì-domenica 17-22

Visite guidate: ogni sabato alle 18

Mercoledì e prima domenica del mese: ingresso libero

Informazioni

Tel. +39 059 2032911/2032940/2032919 | http://www.fmav.org

 

Foto : Franco Fontana, New York, 1986. Copyright Franco Fontana. Courtesy Franco Fontana Studio

Il Global Fine Art Award 2018 alla Pirelli HangarBicocca

Pirelli HangarBicocca ha vinto il premio internazionale Global Fine Art Award 2018 per la categoria “Best Impressionist and Modern” dedicata a mostre personali.

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Lucio Fontana, Fonti di energia, soffitto al neon per “Italia 61”, a Torino, 1961/2017

Il riconoscimento – che rientra nel programma Global Fine Art Awards istituito per mappare le mostre di arte, cultura e design meglio curate a livello globale in musei, gallerie, fiere, biennali e installazioni pubbliche – è stato attribuito a Pirelli HangarBicocca per la mostra “Lucio Fontana. Ambienti/Environments”, presentata negli spazi espositivi di Milano dal 21 settembre 2017 al 25 febbraio 2018, a cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí e realizzata in collaborazione con Fondazione Lucio Fontana.

La cerimonia di premiazione si è tenuta martedì 12 marzo, presso l’Harold Pratt Mansion di New York. Per questa quinta edizione dei Global Fine Art Awards sono state prese in considerazione più di 2.000 mostre. Nelle 13 categorie in palio, 94 sono stati i progetti espositivi candidati, selezionati tra 31 nazioni e sottoposti all’esame di una giuria internazionale.

La mostra, dedicata alla ricerca ambientale di Lucio Fontana, proponeva un corpus di due interventi ambientali e nove Ambienti spaziali mai riuniti in precedenza, opere di importanza cruciale nella produzione artistica del Maestro del Novecento (catalogo Mousse Publishing).

I 250 mila visitatori registrati durante il periodo di apertura hanno avuto l’opportunità di osservare e fruire per la prima volta le opere meno conosciute di Fontana, di riscoprirne l’importanza storica e allo stesso tempo di coglierne la loro contemporaneità attraverso un allestimento inedito e in dialogo con la struttura ex industriale di Pirelli HangarBicocca.

La mostra si è anche rivelata un punto di riferimento per ricercatori, curatori e storici dell’arte. A titolo esemplificativo, due Ambienti spaziali attualmente presenti nella mostra “Lucio Fontana: On The Threshold”, realizzata dal Metropolitan di New York in collaborazione con Fondazione Lucio Fontana e in corso fino al 14 aprile 2019, sono stati ricostruiti internamente seguendo il progetto di ricostruzione di Pirelli HangarBicocca per la mostra di Milano. Le opere sono: Ambiente spaziale a luce rossa, 1967, collocato al Met Breuer e Ambiente spaziale in Documenta 4, a Kassel, 1968, collocato al Museo del Barrio.

La Street View della mostra è disponibile sulla piattaforma Google Arts & Culture.

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2
20126 Milano

T (+39) 02 66 11 15 73
info@hangarbicocca.org
hangarbicocca.org

L’Umanità Riflessa di Giampaolo Cataudella

Si inaugura un nuovo appuntamento allo Spazio COMEL Arte Contemporanea: il ritorno di Giampaolo Cataudella, artista già noto ai visitatori più affezionati in quanto finalista della V edizione del Premio COMEL Vanna Migliorin Arte contemporanea e insignito di una menzione speciale della Giuria.

Horizontal Wound - 2017

Sarà dunque inaugurata il 9 marzo la mostra L’Umanità Riflessa: in esposizione le opere realizzate dall’artista siciliano tra il 2008 e il 2018. A curare la personale sarà Dafne Crocella, antropologa, scrittrice e curatrice d’arte.

L’arte di Cataudella denota un duplice e costante aspetto: la continua ricerca e sperimentazione artistica caratterizzata dall’uso di numerosi materiali, dalle tavole ricoperte di catrame alla tele cosparse di gesso, e inoltre alluminio, ovatta e canapa, per citarne alcuni; e il gusto del racconto per immagini: ogni elemento utilizzato racconta una storia, un ricordo, un frammento di vita.

Come afferma Dafne Crocella: il lavoro di Giampaolo Cataudella “…parte da uno sguardo d’insieme che attraverso un processo a lente d’ingrandimento, come uno zoom cinematografico, ci porta verso il privato. Qui troviamo l’umanità. Riflessa nelle opere e al tempo stesso attrice”. Osservando i lavori di Giampaolo Cataudella si può scorgere questa suggestiva commistione tra uno sguardo puntato oltre l’orizzonte del conosciuto, frutto della continua sperimentazione, e il racconto di un passato atavico, di una umanità che si intravede tra i solchi, i tagli e le pieghe che caratterizzano le tele in esposizione allo Spazio COMEL fino al 24 marzo.

All’inaugurazione, sabato 9 marzo alle ore 18.00, saranno presenti l’artista e la curatrice della mostra.

Cenni biografici: Giampaolo Cataudella, pittore autodidatta di origini siciliane. Nasce nel comune di Noto in Sicilia, a 18 anni si trasferisce a Torino per studiare ingegneria aerospaziale, presso il Politecnico. Dopo qualche anno dalla laurea si trasferisce a Cassino dove attualmente lavora e vive con la sua famiglia. Le sue opere nascono come risultato finale di un processo creativo non programmato, che trae ispirazione dai cosmi sociali delle metropoli contemporanee e dai paesaggi antropizzati, focalizzato sulla texture e sui colori astratti. Il suo lavoro artistico è collocabile nel filone pittorico dell’arte informale polimaterica.

INFO:

L’Umanità Riflessa (Opere Astratte dal 2008 al 2018)

A cura di Dafne Crocella

Dal 9 al 24 marzo 2019

Tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00 – chiuso il lunedì

Spazio COMEL Arte Contemporanea, Via Neghelli 68 – Latina

Ingresso Libero

Spazio COMEL Arte Contemporanea
via Neghelli, 68 – Latina
tel. 0773.487546 – email: info@spaziocomel.it
sito: http://www.spaziocomel.it

L'umanità riflessa - orizz.