Da Djagilev all’Astrattismo

Quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre, che ha certamente marcato la storia mondiale del XX sec.
M.-Larionov.Esiste però, per quanto riguarda la cultura e le arti, un’altra, più ampia Rivoluzione Russa, che ha stabilmente mutato i canoni espressivi precedenti, dal teatro (Cechov, Mejerchol’d, Stanislavskij) alla musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij…), dal balletto (Djagilev) alla fotografia (Rodcenko), alle arti figurative, dove, tra molti altri, basterà ricordare alcuni nomi: Benois, Bakst, Kandinskij, Malevic, Koncalovskij, Larionov, Tatlin, Goncarova, Stepanova, Ekster.

Mostrare questa “esplosione culturale” è l’ambizione del progetto di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, che dirigono il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari Venezia, affiancati da Faina Balachovskaja, della Galleria Tret’jakov di Mosca che l’ERPAC – l’Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia – ha accolto per la sua sede museale di Gorizia.
«Questa grande mostra presenta un’originale sequenza di opere emblematiche, ma anche assai poco viste in Italia, e vuole essere quindi l’insolita celebrazione di un evento storico che ha mutato per sempre il mondo contemporaneo. Indicandolo come l’esito di una complessiva dinamica che, poco prima e poco dopo il 1917, ha rivoluzionato radicalmente la cultura e la scena internazionale dell’arte». Ad affermarlo è Raffaella Sgubin, Direttore del Servizio Museo e Archivi Storici dell’ERPAC.

I margini cronologici del percorso espositivo vanno dal 1898, l’anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (Il mondo dell’arte) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, sino al 1922, la data di costituzione dell’Unione Sovietica. Il percorso espositivo si articola in 6 sezioni, ciascuna corrispondente a un anno specifico e cruciale, e ciascuna recante un sottotitolo tematico, che incrocia eventi storici, movimenti culturali, pratiche artistiche e opere concrete: dipinti, opere su carta, oggetti, documenti.

K.Malevic-Stazione-senza-.«Dalle ricerche che hanno sotteso questa esposizione – anticipano i Curatori – sono emersi anzitutto il valore e il ruolo “rivoluzionari” delle pratiche artistiche all’interno della società russa a cavallo tra XIX e XX sec., a partire dalla sotterranea e decisiva matrice letteraria della cultura russa ottocentesca, e qui basterà ricordare almeno i nomi di Blok, Achmatova, Mandel’stam, Pasternak, Majakovskij. Ma fu una rivoluzione complessiva, che si è estesa alla pittura (esiste un’arte prima dell’Astrattismo e una successiva, quella in cui ancora oggi viviamo) e poi alla grafica, alle scenografie, alla musica, per registrare infine le origini dell’esperienza del cinema, che qualche anno dopo si sarebbe concretata nel magistero di Ejzenstejn e Vertov».

Questo affascinante percorso, fatto di continue intersezioni tra le Arti e la Storia, è offerto in mostra, all’interno del magnifico Palazzo Attems Petzenstein, con il ricorso a una sofisticata multimedialità, a complemento dell’esposizione di una sequenza spettacolare di oltre cento opere concesse da alcune delle principali istituzioni moscovite, in gran parte dalla Galleria Tret’jakov, cui si aggiungono il Museo delle arti decorative e applicate e il Museo di Storia contemporanea della Russia (già Museo della Rivoluzione), nonché il Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano.

Informazioni:
Sede: Palazzo Attems Petzenstein, via Edmondo De Amicis 2
Orario: 10-18. Chiuso il lunedì
Info: 348 13047 26

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DALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI NUOVI BANDI PER L’ASSEGNAZIONE DI SEI BORSE DI STUDIO E UN ASSEGNO DI RICERCA NEI SETTORI DELLA CREATIVITA’ E DELLA PRODUZIONE ARTISTICA

Al via i nuovi Bandi di concorso, promossi dalla Fondazione Adolfo Pini, per cinque borse di studio destinate a studenti e ricercatori nei settori dell’arte e della creatività, e per una borsa di studio rivolta a giovani studenti e laureati, per sostenere progetti inediti in ambito artistico. Insieme alle borse di studio quest’anno la Fondazione Adolfo Pini propone il nuovo Bando di selezione per il conferimento di un assegno di ricerca per svolgere un’attività di studio sulla nozione di casa museo e dimora storica, con particolare riguardo al caso della Fondazione Adolfo Pini.

Borse di studio_Fondazione Adolfo Pini_2017Il progetto rientra nell’ambito della missione della Fondazione a sostegno e valorizzazione dei giovani talenti nelle diverse discipline culturali. Fino al 20 novembre sarà possibile proporre la propria candidatura ai Bandi secondo le modalità consultabili online al sito http://www.fondazionepini.it.

Più nel dettaglio, il Bando per l’assegnazione di cinque borse di studio è rivolto a studenti e ricercatori, under 35, delle università, scuole d’arte o di altri centri di competenza, di Milano che svolgano attività di alta formazione, per effettuare un periodo di formazione o di ricerca/lavoro da realizzarsi presso centri internazionali specializzati, che permetterà di approfondire l’analisi dei modelli delle attività artistiche e di crescita dei centri culturali.

La sesta borsa di studio, messa a disposizione dalla Fondazione Adolfo Pini, è invece destinata a studenti e laureati nell’anno solare 2017,under 35, con un percorso formativo in ambito artistico, iscritti a istituti di alta formazione, accademie d’arte e università, di Milano, per sostenere, promuovere e valorizzare progetti inediti a vocazione multidisciplinare. La borsa di studio offre l’opportunità di svolgere un’attività di ricerca presso enti nazionali e internazionali, attività finalizzata alla produzione di un progetto inedito che consiste nella realizzazione di una mostra /performance nelle sale della Fondazione Adolfo Pini.

Le sei borse di studio, del valore di 3.000 euro per l’effettuazione di un periodo di stage o di ricerca di almeno due settimane (4.000 euro per un periodo massimo di un mese), saranno erogate per un periodo di formazione/ricerca da concludersi entro il 30 aprile 2018.

Le borse di studio daranno infatti la possibilità ai vincitori di approfondire l’analisi dei modelli delle attività artistiche e di crescita dei centri culturali nazionali e internazionali nel settore creativo di riferimento (arte, comunicazione, nuovi media, design, musica ecc…), di raccogliere esperienze e best practice che possano essere di supporto ai giovani, all’arte e alla creatività oggi, e di verificare quanto stiano facendo a questo proposito i Paesi più interessanti. È inoltre l’occasione per sostenere l’apertura del “Sistema Milanese” alle competenze e professionalità internazionali nel settore delle arti e di riuscire a comparare le migliori pratiche attivate per la crescita delle attività artistiche.

La Fondazione Adolfo Pini propone inoltre, nel suo ampio programma di sostegno ai giovani nelle diverse discipline culturali, un Bando anche per studenti aventi una formazione in ambito artistico e storico-critico, tramite il conferimento di un assegno di ricerca rivolto a studenti, specializzandi e dottorandi, laureati nell’anno solare 2017, in Lettere e Filosofia, under 35, di istituti di alta formazione e università, di Milano. L’assegno di ricerca, del valore di 3.000 Euro, della durata di quattro mesi, sarà erogato per svolgere un’attività di ricerca che si svilupperà a partire dallo studio e dall’analisi della nozione di casa museo e dimora storica, fino ad arrivare al caso della Fondazione Adolfo. L’attività di ricerca dovrà produrre, entro i quattro mesi, contenuti di carattere scientifico presentati sottoforma di elaborato scritto.

Roma non ha più Cultura

Scrive Massimiliano Tonelli su Artribune.com del 15 ottobre 2017 a proposito del Macro di Roma, del nuovo direttore Giorgio De Finis, della mostra dei Pink Floyd e di altre romane surrealtà: << A Roma il Macro è oggetto di autentiche sevizie culturali da parte dell’amministrazione pentastellata di Virginia Raggi. Oggi è un museo spettrale, abbandonato, privato di finanziamenti; domani sarà trasformato in una location per mostre di cassetta; dopodomani sarà regalato ad un direttore artistico che fin’ora si è distinto per aver fatto mostre in un campo nomadi. Amen. >>

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Nasce il Centro Arti e Scienze Golinelli

Mercoledì 11 ottobre, a due anni dalla nascita di Opificio Golinelli, inaugura il CENTRO ARTI E SCIENZE GOLINELLI, una nuova iniziativa a vocazione sperimentale e internazionale, la cui progettazione architettonica è stata affidata a Mario Cucinella Architects.

mostra IMPREVEDIBILE-ph.OKNOstudio (10)L’Opificio Golinelli getta così le fondamenta per diventare una vera e propria infrastruttura per la conoscenza e la cultura, destinata a crescere ancora.
Infatti, a breve, dopo la grande opera del Centro Arti e Scienze, la Fondazione avvierà ulteriori lavori di ampliamento, che in un anno porteranno alla realizzazione di un altro spazio: si raggiungeranno così 14.000 metri quadrati complessivi e le superfici utili coperte per le attività saranno di quasi 10.000 metri quadrati.

In vista dei lavori di ampliamento previsti, il dato dell’attuale partecipazione (120.000 visite all’anno) è destinato a crescere esponenzialmente, con una stima di oltre 200.000 visite già dall’anno 2019.
Obiettivo di Opificio Golinelli è diventare una Città per la conoscenza e la cultura, un centro vocato in maniera integrata a educazione, formazione, cultura, ricerca e impresa, prima e unica esperienza di tal genere, nella sua interezza e complessità, in Italia e in Europa.

Il primo passo di questa scommessa di Fondazione Golinelli è rappresentato dal Centro Arti e Scienze Golinelli, uno spazio di “immaginazione e sperimentazione” pensato per offrire una sintesi fra arte e scienza – concepite da troppo tempo come due polarità distanti e tendenzialmente estranee – che costituisce invece uno dei terreni più fertili nei quali rappresentare il futuro.

Dal punto di vista architettonico, il Centro Arti e Scienze Golinelli coniuga funzionalità e valenza estetica. Progettato da Mario Cucinella Architects, è una costruzione di circa 700 metri quadrati, che vanno ad aggiungersi ai 9.000 dell’Opificio. Si tratta di un grande parallelepipedo di 30×20 metri, alto 8, composto da un volume chiuso che costituisce il “cuore” dell’architettura, una geometria pura semi-trasparente, che nelle ore diurne riflette ciò che ha attorno e nelle ore notturne è invece luminosa. Lo spazio è privo di partizioni o rigide organizzazioni planimetriche per garantire la massima flessibilità di utilizzo ed è avvolto da un involucro esterno leggero e vibrante, una griglia modulare metallica, in alcune sue parti percorribile dai visitatori.

Il nuovo Centro non sarà un semplice spazio espositivo: ospiterà infatti un programma pluriennale di iniziative culturali con l’obiettivo di immaginare il futuro e stimolare un insieme di azioni educative, formative e imprenditoriali per i giovani, in linea con il piano di sviluppo pluriennale di Fondazione Golinelli, Opus 2065, per supportare le giovani e giovanissime generazioni nel loro percorso di crescita, con l’idea che l’educazione sia il motore dello sviluppo economico e sociale.

«L’idea di futuro che abbiamo in mente» afferma Andrea Zanotti presidente di Fondazione Golinelli «è quella in cui non ci sarà più posto per una frammentazione che divida la parte ideativa, quella sperimentale e quella produttiva: i luoghi della conoscenza, della sperimentazione e della produzione dovranno necessariamente integrarsi per poter far fronte e sostenere la velocità del cambiamento nella quale siamo immersi. Con il Centro Arti e Scienze Golinelli la Fondazione Golinelli diventa l’ecosistema che si completerà nei mesi a venire con un incubatore riservato non solo ai laureati o a chi ha conseguito un master ma anche ai più giovani, la cui creatività costituisce una risorsa fondamentale. Per corroborarne la crescita, essa dovrà nutrirsi e contaminarsi di formazione, ricerca, capacità imprenditoriale ma anche di sensibilità estetica che da sempre costituisce il marchio distintivo del genio italiano».

L’offerta formativa di Opificio Golinelli ha da sempre come obiettivo quello di ricomporre la frattura, ancora oggi in essere, fra cultura umanistica e scienze. Le stagioni più alte della cultura umana si sono prodotte quando arti e scienze hanno dialogato in modo fecondo, come nel Rinascimento italiano, che ha prodotto una spinta innovatrice e, insieme, una cifra estetica destinate a condizionare i secoli futuri. Il rapporto tra arti e scienze è fortemente radicato nel passato del nostro Paese e Fondazione Golinelli promuove da sempre la cultura come risultato di un’educazione che sposa la tradizione di ricerca umanistica e le più nuove tecnologie.

mostra IMPREVEDIBILEIl nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli inaugura con la mostra di arte e scienza IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà in programma dal 13 ottobre 2017 al 4 febbraio 2018. Ispirata da un’idea di Marino Golinelli, è prodotta da Fondazione Golinelli e curata da Giovanni Carrada per la parte scientifica e da Cristiana Perrella per la parte artistica. Il progetto dell’allestimento è di Mario Cucinella Architects. Questa è l’ultima di sette esposizioni che hanno indagato temi forti della contemporaneità in modo innovativo, a partire dal 2010, intrecciando l’arte con la scienza. Dopo aver esplorato l’antroposfera, il rapporto tra uomo e tecnologia, le nuove età della vita, le energie della mente, la scienza del gusto, la libertà, è ora la volta del futuro.
Il percorso espositivo mette in dialogo opere di artisti contemporanei italiani e internazionali con una serie di exhibit di argomento scientifico, prevalentemente video, lasciando che le suggestioni dell’arte e della scienza aiutino il visitatore a farsi un’idea più ricca e complessa dell’argomento, sviluppando un proprio punto di vista sul futuro che ci aspetta.

In mostra opere di: Pablo Bronstein; Martin Creed; Flavio Favelli; Martino Gamper; Tue Greenfort; Ryoji Ikeda; Christian Jankowski; Elena Mazzi con Sara Tirelli; Tabor Robak; Nasan Tur; Tomas Saraceno; Yinka Shonibare MBE; Little Sun; Superflex; Joep Van Lieshout; Ai Weiwei.

Informazioni: http://www.artescienzaeconoscenza.it | http://www.fondazionegolinelli.it

La natura intima della materia

Mariella Ghirardani 3cMariella Ghirardani

Perluxcod. 8300
La natura intima della materia
a cura di Anna d’Ambrosio
dal 19/10 al 10/11
Opening 19 ottobre h. 18.30

Materia ed energia sono trasformabili una nell’altra.

Ogni materiale od oggetto può essere impiegato nella creazione di un’opera d’arte, ma ciò che realmente conta, in fondo, è il modo in cui viene inserito in essa dalla mente dell’artista: il processo creativo.

Dopotutto, abbiamo a che fare con l’arte contemporanea, con l’arte del materiale al servizio del concetto.

Proprietà della materia: massa, volume, densità

La nuova e inedita produzione dell’artista Mariella Ghirardani, allieva dello scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa e del critico d’arte Jole De Sanna, nasce da un dono (atto della dona-azione / azione nel dono): il Perlux cod. 8300 con finitura all’acqua, dotato di particolari riflessi, tipici delle perle naturali, che creano giochi di luce, fogli termici di grafene trasparente e graphene copper.

Smart-materials: il segreto celato

Mariella Ghirardani opera scientificamente – svelamento delle proprietà – per poi realizzare alchemicamente, allontanandosi dalla sostanza fisica della materia per esplorare l’universo evocativo nelle cose. Il suo è un connubio molto intimo e dialettico che, nel suo caso, non diventa manufatto (merce) ma ALTRO.

Nella scultura fatta pittura di Mariella Ghirardani, la prudente geometria dello spiraglio “non con­tiene l’irruzione del fantasma cognitivo ma l’avvento dell’assenza” nel rapporto tra visibile e invisibile, interiore e interno, arte e natura.

Mariella Ghirardani 2In tal modo l’artista si procura e nello stesso tempo pratica l’allontanamento da ogni incontro, la riduzione del reale al puro ingombro, al meccanico movimento dell’aprire e chiudere la porta.

Aprendo e chiudendo la porta dell’attimo con la non percettibilità di ciò che è interno.

Così le sue opere Oceano luceLost horizonThermal ReleaseGraphene–CopperMinimal blu, tutte del 2017, diventano “il risarcimento di un’attesa, nel miraggio di un incontro”.

E dunque, attraverso un vero e proprio rovesciamento dell’approccio scientifico tradizionale e della stessa logica produttiva, il materiale per la Ghirardani non è più solo l’esito di una ricerca finalizzata a migliorare le sue prestazioni tecniche e funzionali, ma è esso stesso “materia d’invenzione”.

Al di là dello sguardo

Rendere visibili forme non è una necessità per l’artista che, come Luis Buñuel con il disincantato taglio di un occhio nel film surrealista “Un Chien Andalou”, ci mette in guardia dalla potenza e dai limiti dello sguardo. Con un poetico gesto grafico, lo spettatore, accecato, dovrà fare affidamento su altri sensi, o meglio su altre sensazioni per fruire l’immaginario. L’invisibile è la promessa di altro da vedere.

Forclusione

In questo felice e difficile ménage à deux s’insinua il terzo – leggi gallerista –, che da forcluso incita allo show, parodia del visibile.

L’obbligo di esposizione che consegna tutto alla visibilità porta l’aura, come “apparizione di una distanza”, a sparire completamente. Il valore di esposizione si fonda unicamente sul fatto di produrre interesse.

“La società esposta è una società pornografica. Tutto è rivolto all’esterno, svelato, denudato, svestito ed esposto. L’eccesso di esposizione fa di ogni cosa un prodotto, che è votato, nudo, senza segreto, al divoramento immediato […] L’imperativo dell’esposizione conduce a un’assolutizzazione del visibile e dell’esteriore. L’invisibile non esiste, perché non produce alcun valore di esposizione, alcun interesse”.

Byung-Chul Han, La società della trasparenza

Il progetto espositivo si arricchirà di un testo critico ad opera di Rosella Ghezzi

Note
La galleria milanese AMY D Arte Spazio, con la piattaforma economART, è impegnata attivamente da diversi anni nella sperimentazione di nanomateriali atossici e sostenibili, grazie alla collaborazione con vari Istituti di Ricerca quali: Politecnico di Milano, Unisa di Salerno, Smart Materials dell’I.I.T. di Genova, Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma e vari partners tecnici come AMA S.p.A, Caparol, Gonzini.

AMY D Arte Spazio
Via Lovanio 6, Milano
MM2 Moscova
t. +39.02.654872
info@amyd.it
http://www.amyd.it

Press e Comunicazione
Vittorio Schieroni

t. +39.339.2202749
vittoschiero@tin.it

Polopositivo

Sabato 14 ottobre 2017, alle ore 17.00, presso la Galleria Nazionale di Cosenza, in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione Musei di Arte Contemporanea d’Italia, si inaugurerà la mostra delle opere finaliste del progetto Polopositivo, finanziato dalla Direzione Generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del MiBACT – Piano per l’arte contemporanea -, concorso rivolto a giovani artisti, di età compresa tra i 21 e i 40 anni, italiani e stranieri operanti in Italia, invitati a realizzare scatti fotografici o contributi video scaturiti dalla frequentazione, osservazione, fascinazione, lettura critica e interpretazione dei luoghi del Polo Museale della Calabria.

- PoloPositivo_Immagini_X_la_Calabria_Galleria_Nazionale_Cosenza_14_10_2017La selezione delle dieci opere finaliste e l’individuazione dei vincitori è stata affidata ad una giuria, designata dal direttore del Polo Museale della Calabria, Angela Acordon, composta, oltre che dalle curatrici del progetto, Melissa Acquesta e Gemma-Anaïs Principe, da storici dell’arte, docenti universitari, esperti del settore ed esponenti di realtà che interagiscono con le giovani generazioni di artisti: Giulio Archinà, fotografo; Maria Flora Giubilei, direttore dei Musei di Nervi; Leonardo Passarelli, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi della Calabria; Luigi Ratclif, segretario GAI – Circuito dei Giovani Artisti Italiani; Marilena Sirangelo, gallerista; Angela Tecce, direttore Fondazione Real Sito di Carditello; Massimiliano Tonelli, direttore responsabile Artribune.

Finalisti del concorso: sezione fotografia: Martina Ceravolo, Niccolò De Napoli, Francesca Ferraiuolo, Anna Rita Iusi, Mirella Nania, POLI INVERSI (Giuseppe Lo Schiavo – Roberto Sottile).
sezione video: Marta Frei, Salvatore Insana, Domenico Isabella, Giacomo Triglia.

Durante l’inaugurazione della mostra saranno proclamati i quattro vincitori; due per la sezione fotografia e due per video-arte.
Polopositivo si radica profondamente nel territorio di riferimento filtrato attraverso gli occhi, la sensibilità ed il lavoro degli artisti selezionati; un’immagine nuova e sorprendente, sia evocativa che analitica, alla quale affidare la promozione e la valorizzazione dei luoghi e delle opere sotto la tutela del Polo museale della Calabria.
L’iniziativa si avvale del patrocinio del Comune di Cosenza e della media-partnership di SMALLZINE, periodico trimestrale dedicato all’arte contemporanea a cura di Loredana Barillaro.

La mostra delle opere finaliste del progetto Polopositivo rimarrà aperta al pubblico fino al 26 novembre 2017 e potrà essere visitata secondo il seguente orario: ore 10.00/18.00 dal martedì alla domenica. Ingresso gratuito
http://polocalabria-projects.beniculturali.it
pm-cal.polopositivo@beniculturali.it

POLO+
POLO POSITIVO | IMMAGINI X LA CALABRIA
Concorso per giovani artisti [ fotografia e video art ] under 40
Mostra opere finaliste
Cosenza – Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone
15 ottobre – 26 novembre 2017
Inaugurazione 14 ottobre 2017 – ore 17.00

Polo Museale della Calabria
Direttore: Angela Acordon
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

 

 

Rebuilding spaces. Dieci artisti in dialogo sul concetto di spazio

Il Castello del Monferrato (Casale Monferrato, Alessandria) ospita, fino al 14 gennaio 2018, “Rebuilding spaces. Dieci artisti in dialogo sul concetto di spazio”, esposizione curata da Niccolò Bonechi con opere di Pablo Atchugarry, Bonzanos Art Group, Mario Fallini, Piero Fogliati, Piero Gilardi, Eduard Habicher, Luigi Mainolfi, Paolo Minoli, Rudy Pulcinelli, Arcangelo Sassolino.

Rebuilding_spacesOrganizzata dal Comune di Casale Monferrato in collaborazione con le gallerie Bonioni Arte di Reggio Emilia e Lara e Rino Costa di Valenza (AL), la mostra è stata inaugurata questa mattina alle ore 11.00, alla presenza di Titti Palazzetti, Sindaco del Comune di Casale Monferrato, e di Daria Carmi, Assessore alla Cultura e al Turismo.

Il progetto – spiega il curatore – «intende sviluppare un dialogo tra dieci artisti, noti nel panorama artistico nazionale ed internazionale, e il luogo che accoglie le loro opere: il Castello del Monferrato, già sede della corte dei Gonzaga, già caserma sotto la guida dei Savoia, oggi contenitore ed incubatore di eventi artistici e culturali. “Rebuilding spaces” mette in relazione gli autori coinvolti con il concetto di spazio tout court, inteso pertanto non nel suo senso più fisico e tangibile, bensì come smisurato campo di azione, laddove si intercettano tutte le direzioni del pensiero artistico».

In mostra, una quarantina di opere prevalentemente scultoree, alcune delle quali di grandi dimensioni, suddivise in cinque macro-temi che da sempre interessano l’aspetto fenomenologico del fare arte: Luce (Sull’interpretazione della luce, Piero Fogliati e Paolo Minoli), Natura (Artificio e Natura, Piero Gilardi e Luigi Mainolfi), Materia (L’intangibile consistenza della materia, Pablo Atchugarry ed Eduard Habicher), Spazio (Di pieni e di vuoti, Bonzanos Art Group e Rudy Pulcinelli), Caos (Sospensioni, Mario Fallini ed Arcangelo Sassolino). All’interno di queste categorie, l’interesse dell’esposizione è mostrare come autori nati in un arco temporale di trent’anni abbiamo tratto risultati tanto prossimi quanto allo stesso tempo lontani tra loro.

La mostra sarà visitabile fino al 14 gennaio 2018, sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00; visite guidate su appuntamento (tel. 0142 444330). Ingresso libero. Catalogo Edizioni Bertani italiano/inglese con testi di Niccolò Bonechi e riproduzioni a colori. Coordinamento tecnico dell’Associazione Santa Caterina Onlus di Casale Monferrato cui saranno devoluti i proventi derivati dal volume. Per informazioni: Comune di Casale Monferrato

(tel. +39 0142 444330,  manifestazioni@comune.casale-monferrato.al.it,  www.comune.casale-monferrato.al.it).

Fujifilm X-Vision Tour

Segna in agenda : Sabato 7 ottobre dalle 9:30 alle 20:00 presso Fondazione MAST in via Speranza, 42 Fujifilm X-Vision Tour, evento gratuito, aperto al pubblico in cui potrai immergerti totalmente nella fotografia e incontrare grandi autori, affermati professionisti.

Fujifilm X-VISION Tour 2017Un’esperienza unica da vivere per un’intera giornata e che ti coinvolgerà con mostre, seminari, workshop, incontri tecnici, touch&try della Serie X per spaziare all’interno dei diversi ambiti fotografici – reportage, street, naturalistica, moda, paesaggio, sport.

Ti attendono i racconti fotografici di Giulia Bianchi con il seminario “Who’s afraid of home?“, Monika Bulaj con “Lontano da dove?“, Gianluca Colla con “Le nuove frontiere video della Serie X“, Sara Lando con “La Fotografia come linguaggio“, Paolo Siccardi e Roberto Travan con “La prima linea dell’informazione“.

Si potranno poi ottenere consigli e suggerimenti dall’X-Photographer Riccardo Spatolisano che terrà due sessioni fotografiche sul ritratto, la prima dal titolo “Oltre il ritratto” e la seconda “Less is more“.

Si prenderà confidenza con il sistema medio formato GFX50S con Riccardo Scotti di Fujifilm e assieme a Paolo Baccolo si approfondirà il workflow dallo scatto alla postproduzione per arrivare a un’immagine finale professionale.

Non potrai poi, staccare gli occhi dai quattro progetti autoriali in mostra: il contributo tra arte e fotografia “Frammenti” di Sara Lando; il lavoro di reportage, vincitore del World Press Photo 2017, ” L’isola della salvezza” di Francesco Comello; “Ucraina. Donbass, una terra al confine dove la pace non arriva” di Paolo Siccardi e “Nagorno-Karabakh, la pace può attendere” di Roberto Travan.

Per accreditarsi ai seminari e avere maggiori informazioni visita: blog.fujifilm.it/xvisiontour2017

KAIROS 2.0

Con KAIROS 2.0 si inaugura un ciclo di tre appuntamenti che indagano il concetto di Tempo e di Spazio e della loro trasformazione nella percezione collettiva, culturale, scientifica, letteraria e artistica.

Jasmine_Pignatelli
Jasmine Pignatelli

La Galleria Sinopia di Raffaella Lupi, con il ciclo di incontri KAIROS 2.0 presenta opere, lavori, libri e saggi per contribuire a generare una riflessione profonda sul nostro rapporto con l’idea di Tempo e di Spazio, non più solo KRONOS.

Il progetto, condiviso e ideato con la giornalista e scrittrice Carla Guidi, propone un percorso dinamico e sensibile all’interno della Galleria, nel quale l’arte, la passione per il bello e per l’armonia, la scrittura, la poesia, la letteratura sono gli strumenti messi a disposizione per riappropriarsi di una più armonica ed emotiva dimensione Spazio/Temporale.

Questo primo appuntamento vede la presenza dell’artista Jasmine Pignatelli con il suo ultimo ciclo di opere: Timeless e Directionless. Sono questi, lavori che interrogano lo spazio e attivano con esso tensioni cinetiche e cinematiche. Il disegno del movimento e delle sue possibilità spaziali danno luogo ad una diversa percezione del Tempo e delle dinamiche Spaziali.

Valter Sambucini – Fotografo e ingegnere elettronico, attraverso lo strumento digitale, esplora lo spazio virtuale/speculare che oggi, soprattutto nelle città metropolitane, testimonia come le superfici specchianti sostituiscano illusoriamente gli orizzonti naturali, dopo aver ingoiato territorio e natura nel cemento.

Il sociologo Pietro Zocconali, in occasione dell’inaugurazione dell’evento, affronterà i temi del suo ultimo libro in un viaggio alla scoperta delle linee di cambio dei fusi orari e di data. Insolita dimostrazione di come le “convenzioni” determinano consuetudini, usi e abitudini, falsificando la percezione dell’incessante scorrere del Tempo.

L’evento è parte di ROME ART WEEK – Dal 9 al 14 ottobre 2107
La mostra è aperta dal 9 al 28 ottobre 2017.

Sinopia Galleria, via dei Banchi Nuovi 21/B Roma
06 6872869 | info@sinopiagalleria.com | http://www.sinopiagalleria.com

L’arte della sostenibilità

L’arte della sostenibilità: è questo il titolo della quinta edizione de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale in programma per il 3 e 4 ottobre 2017 presso l’Università Bocconi di Milano.

Valore_CulturaPer l’occasione Generali Italia invita ad assistere alla nascita di un’opera d’arte in diretta: il 3 ottobre alle 11,30 durante il talk tra Lucia Sciacca Direttore Communication & Social Responsibility di Generali Italia, Paola Dubini docente di Managment alla Bocconi e la giornalista e scrittrice Valeria Arnaldi sulla responsabilità sociale d’impresa e la sostenibilità dell’arte, l’artista Fabio Ferrone Viola – che fa dell’educazione ambientale e del riciclo la propria fonte d’ispirazione – creerà in diretta un’opera ad hoc.

Sul palco Fabio Ferrone Viola realizzerà dal vivo un’opera per illustrare il suo concetto di arte a supporto della sostenibilità e gli spettatori saranno coinvolti in prima persona perché durante la performance potranno inviare attraverso i social (twitter e instagram) frasi, idee e pensieri legati alla sostenibilità ambientale con l’hashtag #ValoreCultura.

I contributi saranno proiettati in sala per poter essere letti da tutti e ispirare così l’artista per dare un titolo al proprio lavoro.

Il sito che mette l'arte in circolo