Plusdesign Experience

Lunedì 17 dicembre 2018 alle ore 18, presso l’aula magna dell’ISIA Faenza nello storico Palazzo Mazzolani, si terrà l’incontro con l’architetto Andrea Caputo dal titolo Plusdesign Experience, terzo appuntamento del nuovo ciclo In Between di conversazioni con i protagonisti del mondo del design, dell’arte e della creatività contemporanea.

Plusdesign Experience

Nel 2014 Andrea Caputo rileva insieme a Luca Martinazzoli la galleria milanese Plusdesign con il desiderio di rinnovare l’intento iniziale dei fondatori. Nell’ottobre del 2017, ha riaperto le sue porte nel cuore di Milano, in Spazio Maiocchi, un luogo fondato da Carhartt WIP e Slam Jam in cui arte, design e moda si uniscono per creare nuove esperienze culturali e rappresentare alcuni dei talenti internazionali più promettenti del settore.

Plusdesign è oggi una piattaforma all’avanguardia con un forte impegno per il design contemporaneo, un luogo in cui ripensare concetti e collaborazioni attraverso la ricerca, con un approccio pratico all’esplorazione dei materiali, alle tecniche artigianali e alla progettazione del prodotto.

Per Andrea Caputo, la galleria rappresenta la necessità di operare a un’ulteriore scala, quella dell’oggetto, integrando lavori di interior commissionati a designer sempre diversi. Questo genera molteplici scenari, scongiurando il rischio di replicare un ambito domestico, lavorativo o commerciale attingendo dallo stesso repertorio.

Andrea Caputo (Cesena, 1976) ha fondato andreacaputo.com nel 2011 a Milano, in Italia. Si è laureato presso l’Università di Ferrara in Italia e guida il lavoro di andreacaputo.com e Plusdesign. È anche autore di All City Writers, un’antologia sul movimento Graffiti Writing in Europa, pubblicata nel 2009 da Critiques Livres Paris, che documenta l’evoluzione e le conseguenze di un fenomeno controculturale che nel corso di alcuni decenni ha provocato un cambiamento nell’estetica e le regole della comunicazione della società moderna. Il suo lavoro costruito spazia dalla progettazione di mostre e negozi, agli edifici ad uso misto, alle sedi degli uffici e alle strutture logistiche.

andreacaputo.com è una società di studi di architettura e ricerca interdisciplinare con uffici a Milano e Shanghai. Composto da un gruppo di architetti e designer che operano a livello internazionale nel campo dell’architettura e del design, sviluppa progetti complessi su tutte le scale in Europa e in Asia. andreacaputo.com conduce anche un’unità di ricerca locale che indaga su una serie di temi rilevanti per il dibattito architettonico contemporaneo. Le varie uscite definiscono diversi metodi di interazione con la ricerca, dalla pubblicazione del periodico biennale Public Domain, all’organizzazione di serie mensili di lezioni, alla ricerca di pubblicazioni e alla gestione di Plusdesign, una piattaforma culturale dedicata al design e al coinvolgimento sociale.

ISIA Faenza Design & Comunicazione è un’istituzione di primo piano nel mondo della creatività e della progettazione contemporanei che, fin dalla sua fondazione, opera nell’ambito dell’alta formazione del design. Grazie anche alla nuova governance di Giovanna Cassese e Marinella Paderni, sta sviluppando un dialogo sempre più serrato tra formazione, ricerca, produzione e valorizzazione della cultura del design con una particolare attenzione al tema della ceramica.

Ufficio stampa ISIA Faenza
Irene Guzman
Email ufficio.stampa@isiafaenza.it 
Cel +39 349 1250956

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Ministero Istruzione, Università e Ricerca Alta Formazione Artistica e Musicale
ISIA FAENZA – ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE
Corso Mazzini, 93 | 48018 Faenza RA | 0546 222 93 | isiafaenza@isiafaenza.it

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Cina 1978. Appunti di viaggio

A Temporary Gallery di Paolo Gotti inaugura sabato 15 dicembre alle ore 19.00, la mostra Cina 1978. Appunti di viaggio, una serie di scatti in bianco e nero del fotografo Paolo Gotti che documentano diversi aspetti di quella che era la Cina di quarant’anni fa.

Operaio cinese al tornio

Nel luglio del 1978, Paolo Gotti prende parte a un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano per osservare da vicino la società cinese, dal punto di vista di una pluralità di interessi che vanno dall’educazione alla sanità, dalla giustizia all’industria. Il reportage sarà poi pubblicato nella rivista quadrimestrale Vento dell’Est, attiva dal 1965 al 1979.

La delegazione, di cui fanno parte una ventina di persone tra cui personalità del calibro di Silvia Calamandrei, Lisa Foa, Franco Marrone, Paola Manacorda e Claudio Meldolesi, viaggia nella parte settentrionale del paese partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini settentrionali della Manciuria. L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciata da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese.

Gruppo di cinesi

L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.

Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quaranta anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con i gessetti e ai grandi pannelli illustrati con fumetti promozionali, dalle ricamatrici tradizionali alle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile, dalle scuole speciali per bambini ipovedenti fino alle fabbriche, come quelle dei locomotori, che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che è oggi.

Macchina cina

La mostra, con il patrocinio dell’Istituto Confucio dell’Università di Bologna, nasce dalla riscoperta dell’archivio relativo a quel viaggio, che recentemente ha riconosciuto a Paolo Gotti l’assegnazione del Premio UVA promosso dall’Università di Verona.
Per l’occasione sarà presentato il calendario 2019 Cina 1978. C’era una volta con fotografie a colori di quel viaggio.

Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, intraprende a tempo pieno l’attività di architetto, grafico e fotografo. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità, e una maturata esperienza nello still life, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni.

Fabbrica scritte cinesi

CINA 1978. Appunti di viaggio

Temporary Gallery | via Santo Stefano 91/a, Bologna
Opening: sabato 15 dicembre ore 19.00
Periodo mostra: 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019
Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 | 17.00-19.30

Paolo Mezzadri. Il Gioco è il Tempo

ART ADOPTION NEW GENERATION in collaborazione con Cortona Sviluppo e con il patrocino del Comune del Cortona presenta : 

Paolo Mezzadri. Il Gioco è il Tempo

Auditorium Sant’Agostino, via guelfa 40 Cortona (Ar)

Inaugurazione sabato 8 dicembre 2018

8 dicembre 2018 – 10 gennaio 2019

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Giocare, forma assoluta e silenziosa di infinita creatività. Riscoprire il gioco “da adulti”, condividendo gesti fanciulli senza paura e senza timore. Abbandonarsi al gioco per ritrovare spirito ed attimi. Costruire senza nessun bisogno, senza schemi e regole. Per ricostruire parti di noi e condividere parti di altri.

Il Gioco, il Tempo, le lettere e il viaggio. Si articola attraverso questi quattro temi la personale dell’artista Paolo Mezzadri. Quattro punti, quattro linee, quattro spazi, quattro dimensioni aperte e partecipative. Un viaggio tutto da definire poiché il viaggio sono i viaggiatori, coloro che si muoveranno, disegneranno e condivideranno con l’opera dell’artista la propria esperienza emozionale in un percorso ludico e attivo dove lo spazio diverrà territorio di un tempo intimo e personale.

Ho iniziato ad usare il ferro per lavoro e non per passione. La passione è arrivata dopo, è arrivata quando per me il ferro era ancora un pezzo, un numero, semplicemente un grande contenitore con un codice, una targhetta e talvolta un ciclo di verniciatura. Spesso mi sono perso guardando pezzi tutti uguali…direi perfetti, anzi conformi, come spesso mi veniva detto. Tanto uguali e tanto perfetti da non avere un’anima. Disegnati per essere usati e non per essere guardati, per essere puliti e non per essere annusati. Il ferro per me profuma di nostalgia e quello arrugginito di storia. Inizio così il mio percorso nato con pezzi di scarto… immaginando e provando… sbagliando tantissimo, forse troppo, ma mai con metodo. Paolo Mezzadri

 

 

Auditorium Sant’Agostino via Guelfa 40 Cortona (Ar)

Paolo Mezzadri. Il Gioco è il Tempo

a cura di Art Adoption

 

Inaugurazione sabato 8 dicembre 2018

8 dicembre 2018 – 10 gennaio 2019

 

 

Associazione Art Adoption

via Nazionale, 63

52044 – Cortona (Ar)

Physiologus

Physiologus‘ è il titolo della mostra dell’artista senegalese Soly Cissè che dal 15 dicembre prossimo si terrà presso la Kyo Noir Studio di Viterbo. Curata da Antonella Pisilli la mostra rappresenta un nuovo atto di ‘Ex Africa Semper aliquid novi‘.

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Se neghiamo che nell’attuale condizione storica, l’arte non è più un mezzo per comunicare la nostra contemporaneità, la pittura ne è sicuramente il mezzo più lontano per raccontare l’oggi.
Pur tuttavia la pittura rimane ancora la più sensibile e il mezzo più adatto ad appropriarsi della spinta interiore dell’artista e trasmettere il sentimento umano più profondo.

La materia è il divenire continuo del reale e dell’essere, la materia ha la capacità di mostrare il proprio passato, trasformarsi e diventare futuro e di essere e manifestare il proprio presente.

Nell’opera di Cissè la materia diventa esistenza, che non riesce a riconoscersi e prendere coscienza del sé, che non definisce un tempo o un luogo, ma rappresenta il moto e l’esperienza fugace dell’essere.
Cissè dispone la materia pittorica direttamente sulla tela in strati spessi che si aggrovigliano: un attimo con gesti violenti e decisi e un attimo dopo delicatamente come un soffio leggero.

La pittura diventa moto esistenziale che alterna il flusso della materia viva e pura, dalle quale emergono come impigliati e prigionieri delle creature fantastiche e chimeriche, facendo assumere all’artista l’autorità di un immaginario Physiologus.
Physiologus non inteso come studioso della natura, ma come interprete sublime della natura.

Le creature fantastiche che abitano i quadri di Cissè lottano per trasformarsi da esseri informi a figure reali, che attraverso l’immaginazione della nostra mente si materializzano da puri segni illeggibili in raffigurazioni del pensiero astratto del nostro subconscio.

La mostra Phisiologus rappresenta un viaggio all’interno del nostro animo più profondo, un viaggio nell’inconscio, ma per riuscire a percorrere il viaggio è necessario guardare l’opera nel profondo, immergersi nelle pieghe della pittura, nelle tracce di colore che sfumano verso l’interno, ed abbandonarsi in una totale e sublime contemplazione.

 

La mostra, accompagnata da un video inedito con l’intervista realizzata da Antonella Pisilli all’artista, sarà inaugurata il 15 dicembre prossimo alle ore 18, e sarà aperta su appuntamento dal 16 dicembre 2018 al 26 gennaio 2019.

Physiologus – di Soly Cissè

Kyo Noir Studio
Via Maria SS Liberatrice 14 – Viterbo

Inaugurazione 15 dicembre ore 18
Aperta su appuntamento dal 16 dicembre 2018 al 26 gennaio 2019

Per informazioni:

Email: kyonoirpress@gmail.com
Tel. 333 9647300

OMAR GALLIANI, Carte d’Oriente. Carte d’Occidente

Vicolo Folletto Art Factories di Reggio Emilia (Vicolo Folletto, 1) presenta, dal 2 dicembre 2018 al 28 febbraio 2019, “Carte d’Oriente. Carte d’Occidente”, mostra che ricostruisce il rapporto tra Omar Galliani e l’Oriente attraverso una raccolta di opere su carta create negli anni Duemila, nel corso di ripetuti soggiorni in Cina, Corea, India e Vietnam. La personale sarà inaugurata domenica 2 dicembre, alle ore 17.30, alla presenza dell’artista.

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Dopo la recente donazione di un inedito autoritratto alle Gallerie degli Uffizi, museo fiorentino che custodisce la più grande collezione di autoritratti nel mondo, iniziata dal cardinal Leopoldo e proseguita dai Medici e dai Lorena fino ai giorni nostri, Omar Galliani torna a Reggio Emilia con un progetto teso ad illustrare il suo profondo legame con l’Oriente, fatto di ispirazione e sentimento.

Il percorso della mostra raccoglie una ventina di opere ed una serie di fogli tratti da quaderni di viaggio. Disegni a matita, a carboncino e a inchiostro su carte di manifattura orientale, alcune delle quali particolarmente preziose, che raccontano le atmosfere, la fascinazione e gli incontri di quei viaggi. Molti dei lavori esposti sono stati presentati in precedenza solo in contesti museali e provengono direttamente dall’Archivio di Omar Galliani.

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«Tra Oriente e Occidente – spiega l’artista – ho ritrovato quel filo rosso che da tempo attraversava i miei disegni. Tra Oriente e Occidente ho macchiato, tracciato, colmato e asciugato i calamai del tempo. Un tempo breve e lungo in cui la carta di seta e di riso accoglie il segno, per poi diluirlo nella trasparenza dell’acqua. Le filigrane si sciolgono e mutano sotto la necessità del soggetto. Un tempo breve e lungo ha attraversato i miei viaggi in Cina, in Corea, in India, in Vietnam, riportandomi sempre a casa, nel mio atelier, là dove la nebbia annulla e modifica i piani prospettici e dove la realtà si confonde con il sogno. Questi disegni sono l’eredità di quei viaggi, dove le carte arrotolate si sono riaperte sul tavolo di pioppo del mio studio, distante migliaia di chilometri dagli immensi baobab o dagli agarwood profumati d’Oriente. La carta la puoi portare con te, peso leggero e indispensabile supporto per la conoscenza della storia dell’arte e delle sue distanti e imprevedibili geografie, connesse fra loro dagli artisti mille anni prima dell’avvento di internet. La carta è come la nostra pelle: muta nel tempo, ingiallisce macchiandosi nel sole. Le cicatrici, i tattoo, i tagli, le cancellature, i pentimenti, le parole, le note, gli occhi, le labbra, i corpi, le stelle, i pianeti, le astrazioni, la matematica, i numeri infiniti. E tanto ancora è la carta dei miei disegni».

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L’Oriente, nel corso di una lunga frequentazione, ha lasciato un segno indelebile in Galliani, che affiora ancora oggi nel suo lavoro e nella sua anima.

L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2019, venerdì e sabato con orario 10.30-13.00 e 16.00-19.30 oppure su appuntamento. Ingresso libero.

Per informazioni:

tel. + 39 342 6741987, gallery@vicolofolletto.it, http://www.vicolofolletto.it.

Quello di Omar Galliani (Montecchio Emilia, 1954) con l’Oriente è un legame consolidato, riscontrabile e riconoscibile come cifra artistica in molte sue opere. La sua prima personale in Cina è allestita nel 2000, presso il Museo d’Arte Moderna (ex CAFA) di Pechino. Nel 2003 vince, insieme a Georg Baselitz, il premio per la miglior opera alla prima edizione della “Biennale Internazionale d’Arte di Pechino”. Nel 2006-2007 è protagonista di un grande tour della Cina (Shangai, Urban Planning Exhibition Center; Chengdu, Sichuan Art Museum; Suzhou, Museum of Fine Art; Jinan, Shandong Art Museum; Dalian, Dalian Art Exhibition Hall; Xian, Shanxi Museum of Fine Art; Wuhan, Gallery of Fine Arts of the Wuhan Academy; Hangzhou, Museum of Fine Art), in occasione del quale il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Jinan gli conferisce la laurea ad honorem in pittura. Un riconoscimento importante che gli consente di tenere un corso di pittura presso l’Accademia di Wuhan. Nel 2007 inaugura “Tra Oriente e Occidente” alla Fondazione Querini Stampalia, tra gli eventi collaterali della 52. Biennale di Venezia. Nel 2009 la Shangheye Gallery di Shanghai presenta “Lontano da Xian”. Sono di quell’anno le due monumentali opere, esposte in Galleria, realizzate a quattro mani con l’artista cinese Pen Lusheng. Risale al 2011 la personale “Diario Cinese”, allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e al Museo di Tianjin, in occasione dell’anno culturale della Cina in Italia. Il MOA (Museum of Art) della National University di Seoul, nuova sede espositiva progettata dall’archistar Rem Koolhaas, lo invita a esporre i suoi lavori più recenti di grandi dimensioni: l’evento, dal titolo “Seoul/Soul”, è curato da Lóránd Hegyi e dal direttore del museo coreano Hyung Min Chung in collaborazione con Lucio Izzo, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura. Nel 2012 realizza la mostra “The Male, the Female, the Sacred. Omar Galliani in dialogue with drawing tradition”, a cura di Manuela Lietti e Wang Huangsheng, allestita nella nuova sede del CAFA Art Museum di Pechino, progettata da Arata Isozaki. Nel 2013 allestisce “Il sogno della Principessa Lyu Ji” nella Sala Cinese del Caffè Florian di Venezia per la XII edizione di “Temporanea” (catalogo a cura di Stefano Stipitivich e Andrea Formilli Fendi, con una poesia inedita di Roberto Mussapi). Due grandi opere dedicate alla principessa, la cui storia ha profondamente commosso l’artista, sono ora esposte presso Vicolo Folletto Art Factories. Nel 2015 partecipa alla “Tianjin International Design Week”. Nel 2018 la sua opera “Lontano da Xian”, esposta nel 2017 alla “Biennale Internazionale d’Arte di Pechino”, è stata acquisita dal Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), con sede a Pechino, accanto ai lavori di Pablo Picasso, Salvador Dalí, Kaethe Kollwitz ed Ansel Adams.

OMAR GALLIANI, Carte d’Oriente. Carte d’Occidente
2 dicembre 2018 – 28 febbraio 2019
Vicolo Folletto Art Factories, Reggio Emilia
Inaugurazione: domenica 2 dicembre, ore 17.30
Orari: venerdì e sabato 10.30-13.00 e 16.00-19.30 o su appuntamento

Iniziativa realizzata con il contributo di:

Per informazioni:
Vicolo Folletto Art Factories
Vicolo Folletto 1, Reggio Emilia
Tel. + 39 342 6741987
gallery@vicolofolletto.it
http://www.vicolofolletto.it

Ufficio stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia S. Stefano 54, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 1715142
info@csart.it
http://www.csart.it

Adam Nidzgorski e la Création Franche

Pierre_Albasser_Les_liems_familaux_2016_pennarello_e_acrilici_su_carta_recuperata_2016_305x365_cmAdam Nidzgorski e la Création Franche” è il titolo della mostra a cura di Dino Menozzi che dal 24 novembre al 15 dicembre 2018 si terrà alla galleria Rizomi di Parma.

In mostra, opere di sette autori – Pierre Albasser, Franck Cavadore, Claudine Goux, Bruno Montpied, Adam Nidzgorski, Jean-Joseph Sanfourche, Gèrard Sendrey – tutti presenti nelle collezioni del Musée della Création Franche di Bègles, in Francia.

Bruno_Montpied_Songeur_en_aparte_2018_oli_su_cartoncino_32x24_cmL’occasione della mostra è duplice: da un lato la mostra di Jean Dubuffet promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia, dall’altro la pubblicazione del volume di Adam Nidzgorski “Lettera a Catherine” (Grafitalia, 2018).

Il termine “Création Franche”, coniato da Gérard Sendrey, indica una produzione artistica spontanea, libera e affrancata dalle regole dell’arte istituzionale. Nel 1996, nella città di Bègles, nasce per un’esigenza archivistica il Musée della Création Franche. «Non ci si stupirà di sapere – scrive Nicola Mazzeo – che l’espressione di Sendrey (Création Franche) nasce perché la Collection de l’Art Brut di Losanna gli impedirà di usare l’espressione coniata da Dubuffet (Art Brut). Come l’Art Brut nasceva in dialettica con l’arte ufficiale così la Création Franche in un certo senso nasceva in dialettica con l’ Art Brut… ».

franck_cavadore_senza_titolo_acrilici_su_carta_recuperata_29x212_cmParallelamente all’importante mostra di Jean Dubuffet, il progetto della galleria Rizomi intende sottolineare l’esistenza di altre ricerche, troppo spesso appiattite o non considerate nel panorama dell’arte contemporanea e delle grandi fiere di settore: Street Art, Lowbrow, Outsider Art, Création Franche, Art singulier e Art Brut, limitandoci solo alla tradizione occidentale, sono appunto alcuni di questi punti, ognuno con una sua autonomia e indipendenza.

La mostra “Adam Nidzgorski e la Création Franche”, promossa da galleria Rizomi e Artètipi, riunisce circa cinquanta opere di piccolo e medio formato messe a disposizione dagli autori stessi o dagli eredi.

Adam_Nidzgorski_senza_titolo_2018_acrilici_su_carta_41x305_cmIl giorno dell’inaugurazione sarà presente l’artista e autore Adam Nidzgorski per una contestuale presentazione dell’accorata lettera alla moglie recentemente pubblicata da Grafitalia.

Come scrive Abbondio Menozzi nella sua presentazione, il libro «è il racconto del viaggio che Adam Nidzgorski ha compiuto, da Marsiglia alla Tunisia, per eseguire le ultime volontà della moglie, deceduta nel 2005, la quale aveva espresso il desiderio che le proprie ceneri venissero sparse in mare al largo della cittadina di Hammam-Lif, dove aveva trascorso la propria gioventù».

La sede della galleria Rizomi (Strada Nino Bixio 50, Parma) è aperta al pubblico da lunedì a venerdì con orario 10.00-18.00, sabato e domenica su appuntamento. Per informazioni e appuntamenti: t. 0521 208520 / 339 7931250 / 347 4670645, info@rizomi.com.

Jean_Joseph_Sanfourche_senza_titolo_1996_pastello_ad_olio_su_carta_33x245_cmAdam Nidzgorski e la Création Franche

A cura di Dino Menozzi
Galleria Rizomi
Strada Nino Bixio 50, Parma
24 novembre – 15 dicembre 2018
Inaugurazione: sabato 24 novembre, ore 18.00
Orari: da lunedì a venerdì ore 10.00-18.00, sabato e domenica su appuntamento

Per informazioni e appuntamenti:
Galleria Rizomi
Strada Nino Bixio 50, Parma
T. 0521 208520 / 339 7931250 / 347 4670645, info@rizomi.com

 

 

Segnalato da:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, Reggio Emilia
T. 0522 1715142, info@csart.it

Devotion abandoned allo Studio Trisorio di Napoli

Fra il 2017 e il 2018 Robert Polidori ha trascorso lunghi periodi a Napoli per fotografare le chiese abbandonate della città e per indagare il lento declino del fervore religioso, un carattere ricorrente della modernità in tutto il mondo occidentale, una trasformazione culturale che porta con sé molti effetti psicologici.


DEVOTION_ABANDONEDSenza mai alterare la realtà, Polidori trasferisce nei suoi scatti gli aspetti emozionali dei luoghi, ne evoca la memoria e sublima la decadenza che diventa metafora di uno stato dell’essere. Le sue grandi fotografie dai colori saturi conducono lo spettatore in una dimensione di sospensione dove le storie si sovrappongono e si rivelano attraverso gli strati di materia che mostrano la trama del lento logorio del tempo, dando vita a “pitture spontanee” che l’artista riesce a fissare in un istante.

Luoghi dell’essere sono per Polidori le chiese abbandonate, ma anche le rovine di Oplontis, di Pompei e dei Campi Flegrei che ci fanno intuire l’esistenza di un tempo che non è quello storicizzato e misurabile che i restauri cercano di resuscitare ma è un tempo perduto, lontano dal nostro mondo, del quale ognuno porta le tracce dentro di sé.

 

Biografia

Robert Polidori è nato a Montréal nel 1951. Dal 2015 vive e lavora in California. Ha iniziato la sua carriera a New York nel cinema d’avanguardia, assistendo Jonas Mekas negli Anthology Film Archives, un’esperienza che ha segnato il suo approccio alla fotografia. Mentre viveva a Parigi nei primi anni Ottanta ha iniziato a documentare il restauro di Versailles e ha continuato per oltre 30 anni a fotografare le trasformazioni del sito. Ha realizzato progetti fotografici a L’ Avana, a Chernobyl e ha documentato le conseguenze dell’allagamento dopo l’uragano Katrina a New Orleans esponendo queste fotografie al Metropolitan Museum di New York. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e ha esposto le sue opere in spazi pubblici e privati in tutto il mondo tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra e la Bibliothèque Nationale di Parigi. Nei suoi ultimi progetti Polidori si è focalizzato sulla crescita urbana fotografando aggregati urbani con strutture molto complesse e in continua espansione architettonica e demografica, tra cui Mumbai, Rio de Janeiro e Amman. Nel 1997 ha vinto il World Press Photo.

Art today

Il Museo Emilio Greco di Catania torna a ospitare un altra mostra di rilievo. Dal 10 al 18 novembre 2018 sarà visitabile l’8^ Mostra d’arte contemporaneaArt today“, che propone opere realizzate da 45 artisti noti ed emergenti di grande impatto visivo, eseguite con tecniche tradizionali e anche innovative, pertinenti all’iperrealismo, al realismo, alla pop art, all’astrattismo, all’espressionismo, all’informale e al surrealismo.

Pietro Alessandro Trovato, Attonito, acrilico su tela, cm 120x100, 2018Ideata e curata dal noto critico d’arte siciliano Fortunato Orazio Signorello (nel 2017 ha fatto parte – scelto tra critici d’arte, curatori e personalità della cultura di 15 nazioni – del Comitato internazionale di selezione degli artisti dell’XI edizione della Biennale internazionale d’arte contemporanea di Firenze – che si è svolta, proponendo le opere di 462 artisti di 72 nazioni, nella Fortezza da Basso), l’esposizione – promossa dall’Accademia Federiciana e patrocinata dalla Kritios Edizioni – per 9 giorni potrà essere visitata gratuitamente da lunedì a sabato dalle 9 alle 18,30, domenica dalle 9 alle 12,30.

Le opere di medio e grande formato esposte, differenti per stili e tecniche, sono state eseguite da Innoccenza Alessi, Marlena Justyna Banbura, Cettina Cannella, Sebastiano Cantarella, Serena Capizzello, Eleonora Catania, Marisa Cacciola, Alberto Correnti, Rosaria Dattero (Roda), Anna Di Mauro, Nelly D’Urso, Giuseppe Ferrato, Adriana Garozzo, Angela Giglio, Nicolò Grasso, Domenico Guzzetta, Pinella Insabella, Giovanna Isaia, Anna Maria La Torre, Francesco Lotti, Eliana Manitta, Giuseppina Martinez, Salvatore Milazzo, Ciro Mozzillo, Salvatore Musumeci, Celestina Pace, Ida Pace, Letizia Pace, Gaetano Puleo, Gabriella Puliatti, Silvano Raiti, Vittorio Ribaudo, Elio Ruffo, Loredana Ruffo, Graziella Russo, Antonella Serratore, Daniela Serratore, Fortunato Orazio Signorello (è anche un bravo pittore figurativo), Adalgisa Speciale Laureanti, Giuseppe Spinoso, Rosa Maria Taffaro, Emma Traina Ghirardini, Pietro Alessandro Trovato, Luisa Turinese e da Angela Maria Viscuso.

Precedentemente l’Accademia Federiciana ha promosso, nella stessa sede, la Rassegna d’arte visiva “Vitalismi stilistici” (con opere di 44 artisti), la Mostra d’arte contemporanea “Contenutismi stilistici” (con protagonosti 44 artisti), la doppia mostra personale delle artiste Nelly D’urso e Antonella Serratore (“Contrasti cromatici”), il Premio “Sicily Vision Art” e la mostra bipersonale “Contesti espressivi” delle artiste siciliane Serena Capizzello e Antonella Serratore.

8^ Mostra d’arte contemporanea “Art today”

Museo Emilio Greco di Catania (piazza San Francesco d’Assisi, 3)

dal 10 al 18 novembre 2018

VERNISSAGE: 10 novembre 2018, ore 18

ORARI: da lunedì a sabato dalle 9 alle 19, domenica dalle 9 alle 13

Accademia Federiciana (Catania)

INFO:
accademiafedericiana@libero.it

http://www.accademiafedericiana.org

Labs New Artists II

Arriva per la prima volta in Italia, tra i principali eventi collaterali del Photo Vogue Festival, Red Hook Labs di Jimmy Moffat, che dal 15 al 18 novembre, porta in mostra a BASE, grazie alla collaborazione con @guccibeauty, Labs New Artists II, un’esplorazione dell’estetica culturale contemporanea attraverso le opere di venticinque fotografi internazionali emergenti.

RED HOOK

Un gruppo di fotografi provenienti da tutto il mondo, non rappresentati da gallerie o agenzie, selezionati da una giuria di professionisti della moda e della fotografia: è questo Labs New Artists II. Un’esposizione senza precedenti per artisti emergenti e un’occasione per mostrare – prima a New York, poi a Oslo e successivamente a Milano – le proprie opere al grande pubblico, a professionisti del settore e collezionisti.

Un progetto continuativo grazie anche al supporto di ogni giurato che, come un mentore, segue per un anno, il percorso artistico di uno dei fotografi selezionati.

Per la tappa milanese della mostra, la collaborazione con @guccibeauty ha previsto inoltre il coinvolgimento di uno degli artisti di quest’edizione – Chase Middleton – nella realizzazione di un servizio fotografico che reinterpreta le fragranze “Gucci Bloom” e che sarà pubblicato su vogue.it.

La mostra presenta oltre ottanta lavori visionari realizzati sperimentando nuove tecniche estetiche in ambito fotografico per presentare al pubblico un processo provocatorio di creazione dell’immagine.

L’esposizione si inserisce perfettamente nella programmazione di BASE, un grande acceleratore di industrie culturali e creative, una vera e propria Learning Machine in continuo divenire, laboratorio di apprendimento, co-progettazione e formazione permanente nei suoi 12.000 mq dedicati alla contaminazione culturale tra arti, imprese, tecnologia e innovazione sociale.

Gli artisti in mostra

Antone Dolezal (USA), Eli Durst (USA), Peyton Fulford (USA), Matthew Genitempo (USA), Rudi Geyser (Sudafrica), Li Hui (Cina), Andrew Jacobs (USA), Brendan George Ko (Canada), Kovi Konowiecki (USA), Maria Lokke (USA), Daniel Jack Lyons (USA), Pat Martin (USA), Chase Middleton (Australia), Tyler Mitchell (USA), Diego Moreno (Messico), John Francis Peters (USA), Luis Alberto Rodriguez (Germania), Scandebergs (UK), Marcus Schäfer (UK), Hugo Scott (UK), Christopher Smith (UK), Renate Ariadne Van Der Togt (UK), Drew Vickers (USA), Juyan Wang (UK), Logan White (USA).

Tutte le foto esposte sono in vendita. Il 50% del ricavato andrà all’artista e il 50% supporta il programma Red Hook Labs Education and Jobs 501 (c) 3 non profit. Per informazioni relative alla vendita, contattare: Hayley@redhooklabs.com

Azu Nwagbogu, direttore di African Artists’ Foundation (A.A.F.) e Lagos Photo Festival; Jennifer Pastore, Photography Director di WSJ Magazine; Fabien Baron, fondatore e CCO di Baron & Baron; Camilla Lowther, fondatrice e direttrice di CLM; Raul Martinez, Corp. Creative Director di Condé Nast; Michael Famighetti, editor di Aperture magazine; Doug Lloyd, founder e CCO di LLoyd and Co; Becky Lewis, VP Senior Agent di Art + Commerce/IMG Worldwide; Ashleigh Kane, Arts & Culture Editor di Dazed; Alessia Glaviano, Senior Photo Editor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue; Chiara Bardelli Nonino, Photo Editor di Vogue Italia; Chris McGuigan, fondatore e direttore di Mini Title; Stephen Frailey, Chair of Photography Department della School of Visual Arts, Co-Chair e SVA MPS Fashion Photography Program; Siobhan Bohnacker, Senior Photo Editor di The New Yorker; Genevieve Fussell, Senior Photo Editor di The New Yorker; Jaime Perlman, fondatore e direttore creativo di Jaime Perlman; Studio Ltd Nick Bryning, Senior Agent, CLM US; Julie Anne Quay, fondatrice e CEO di V Files; Sara Hemming, Co-fondatrice e CCO di Nataal; Elizabeth Renstrom, Senior Photo Editor di VICE; Stewart Searle, VP & Founder, Management & Production, Founding Partner, Great Bowery; Leslie Simitch, Executive Vice President di Trunk Archive Kim Sion, Creative Consultant; David Strettell, fondatore e direttore di Dashwood Books; Ferdinando Verderi, Creative Director e Partner di Johannes Leonardo; Jimmy Moffat, fondatore di Red Hook Labs, Co-founder, di Art+Commerce e Co-chair, SVA MPS Fashion Photography Program.

Li Hui. Untitled, 2017. Photography 22h x 14w in 1/7
Red Hook Labs è una Public-Benefit Corporation con sede nel quartiere Red Hook di Brooklyn e Downtown di Los Angeles che si occupa di formazione artistica nelle scuole pubbliche e nei community center, mettendo in contatto diretto giovani e adolescenti con le industrie creative per creare opportunità di stage e di lavoro. Labs è composto da: Studios, Gallery e School. Ciascuna realtà di Red Hook Labs si combina perfettamente per creare uno spazio dinamico e diversificato dove i più talentuosi artisti emergenti, accanto ai più affermati, lavorano, creano, espongono, insegnano, imparano e collaborano.

Photo Vogue Festival. Dal 15 al 18 novembre 2018 si terrà la terza edizione della rassegna che negli ultimi anni si è imposta sulla scena nazionale ed internazionale come importante evento di diffusione della cultura fotografica e occasione di confronto su tematiche estremamente attuali quali, ad esempio, il potere dello sguardo femminile in campo artistico (The Female Gaze , 2016) e la valenza politica delle immagini di moda ( Fashion & Politics , 2017).

BASE è un progetto di contaminazione culturale tra arti, imprese, tecnologia e innovazione sociale.

Nato nel 2016 all’interno degli edifici ex industriali dell’ex-Ansaldo, si traduce oggi in 12.000 mq di laboratori, spazi per esposizioni, spettacoli, workshop, conferenze, con una grande sala studio e una residenza d’artista. BASE è una Learning Machine, un grande organismo per l’apprendimento e laboratorio di formazione permanente al servizio della città, dei professionisti delle industrie creative e del quartiere. BASE è una macchina che apprende a sua volta mettendo in dialogo comunità creative diverse per assorbire, condividere e ri-trasformare reciproci contenuti e contaminazioni in ambiti differenti, dalla scrittura all’illustrazione, dalla musica all’arte, al design e altro ancora.

 

INFORMAZIONI

Labs New Artists II

Dal 15 al 18 novembre 2018

BASE Milano, Via Bergognone 34 Milano

Ingresso libero

Inaugurazione e visita guidata con il curatore Jimmy Moffat: giovedì 15 novembre, ore 19

ORARI

giovedì dalle 16 alle 21

venerdì dalle 11 alle 22

sabato dalle 12 alle 22

domenica dalle 12 alle 19

Ufficio stampa BASE Milano

ddl | T +39 02 8905.2365

Alessandra de Antonellis | alessandra.deantonellis@ddlstudio.net | 339 3637.388

Ilaria Bolognesi | ilaria.bolognesi@ddlstudio.net | 339 1287.840

Marta Rezzolla | marta.rezzolla@ddlstudio.net

The Art Chapter – milano art book fair

L’arte incontra l’editoria. Torna a BASE, alla sua seconda edizione, The Art Chapter – milano art book fair, la fiera dedicata alla sperimentazione e alla ricerca editoriale legata all’arte contemporanea, che si terrà dal 16 al 18 novembre 2018 in occasione di Book City e Photo Vogue Festival.

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The Art Chapter è una grande narrazione condivisa, nel quale il libro non è solo la documentazione di un’opera o di una mostra, ma è esso stesso un’opera d’arte. La rilegatura, la tipologia di carta, la grafica e la tecnica di stampa, ad esempio, sono importanti come le pennellate di un quadro, la gamma cromatica di un disegno, il materiale di una scultura.

La seconda edizione di The Art Chapter, attraverso una selezione tra le più interessanti ricerche artistiche apparse sullo scenario nazionale e internazionale, continua l’esplorazione nel multiforme panorama nato dalla sinergia fra editoria e arte contemporanea.

Negli ultimi anni, nel panorama dell’arte contemporanea, si è assistito a una rinnovata attenzione per l’editoria, non solo attraverso la produzione di cataloghi che accompagnano le mostre, ma anche nella graduale consapevolezza che l’editoria d’arte può essere luogo di sperimentazione e espressione, come lo era negli anni ’60 e ’70.

Ciò procede di pari passo con l’interesse, forse inaspettato nell’epoca del digitale, per la natura oggettuale e il mezzo cartaceo. Sono sempre più numerose le realtà che celebrano il mondo della carta stampata e del libro d’artista. Gli editori che prendono parte alla manifestazione sono stati selezionati in ambito nazionale e internazionale. A contraddistinguerli: la qualità e l’originalità dei prodotti che realizzano, sia a livello di contenuti sia per le scelte grafiche ed estetiche.

 GLI ESPOSITORI DELL’EDIZIONE 2018 

African Art Book Fair – AFRIKADAA (FR), Archipelago (UK), ArtBag Mag (IT), Artphilein Editions (CH), Avarie (FR), Bienvenue Studios (CH), blisterZine (IT), Boîte Editions (IT), Bolo Paper (IT), Butes (IT), Butik Collective (IT), Cesura Publish (IT), Chippendale Studio (IT), Crowdbooks (IT), Damocle Edizioni (IT),  Depart pour l’image (IT/FR), Editrice Quinlan (IT), Enrico Floriddia (FR), Fernanda Fedi (IT), Francesca Chiacchio (BG), Henry Beyle (IT), Homie House Press (IT/US), Isti Mirant Stella (FR), les cerises (FR), Libri Finti Clandestini (IT), Mousse Publishing (IT), Officina Typo (IT), Origini edizioni (IT), PICA disegni al cianotipo (IT), Schiene Pelose (IT), Spazienne (IT), The View from Lucania (IT), Zoopark Publishing (CZ), 5x letterpress (IT).

In occasione di The Art Chapter, BASE dedica uno spazio alla stationery di alta qualità con Write Sketch &, un tributo
 al movimento grafico del Postmodernismo italiano anni Ottanta con notebook reversibili, set tascabili e accessori da scrivania.

 GLI INCONTRI 

Venerdì 16 novembre / h 19 – 20

Specie di libri. Storie di artisti, collezionisti e passioni editoriali. Con Luca Vitone, Gianni e Giuseppe Garrera.

Luca Vitone in conversazione con i collezionisti Garrera, appassionati ed esperti di letteratura, libri e materiali editoriali raccontano il loro rapporto con l’editoria, intesa come occasione di ricerca e sperimentazione, possibilità di espressione e sviluppo dell’opera, oggetto da collezionare e consacrare nel mondo dell’arte.

Sabato 17 novembre / h 12 – 14

Viaggio nei luoghi misteriosi d’Italia

con: Massimo Polidoro, scrittore e Francesco Bongiorni, illustratore.

Un’antica spada conficcata nella roccia nel senese, misteriose macchine anatomiche esposte in una cappella napoletana, un affascinante palazzo veneziano funestato da una maledizione: molti sono i luoghi d’Italia che custodiscono una storia segreta che affonda in antiche leggende o in misteri più recenti. Nell’Atlante dei luoghi misteriosi d’Italia (Bompiani, 2018) Massimo Polidoro percorre la penisola da nord a sud e descrive questi luoghi svelandone i fenomeni in apparenza non scientifici, smontandone i miti nati dalla fantasia popolare. O forse no, almeno non del tutto, perché in queste storie si trova anche il cuore dell’uomo con i suoi meccanismi misteriosi, destinati forse a sfuggirci sempre. E dove non arrivano le parole, provano a spingersi le illustrazioni di Francesco Bongiorni.

Sabato 17 novembre / h 14 – 16
Kaba, arte da copertina

Kabā in giapponese significa copertina. L’illustratore Gianluca Folì, vincitore della medaglia d’oro della Society of Illustrators per la copertina del libro “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” (Enrico Ianniello, Feltrinelli, 2015) svela le fasi progettuali e gli attrezzi del mestiere di una copertina editoriale. Un lavoro creativo e meticoloso, tra ispirazione, artigianalità e dialogo con l’editore.

Sabato 17 novembre / h 14.30 – 17.30

The Learning Machine Workshop

a cura di òbelo (Claude Marzotto e Maia Sambonet), a r c h i p e l a g o projects (Magali Avezou) in collaborazione con IED Milano.
The Learning Machine è uno spazio che attiva, registra e rielabora un’esperienza di apprendimento collettiva. I visitatori di Art Chapter saranno invitati a interagire con tre installazioni mobili – Reading, Research e Training Room – progettate dagli studenti di IED durante il workshop con òbelo e a r c h i p e l a g o projects partecipando a un’azione collettiva, che verrà documentata e restituita in forma di libro al termine della giornata. I libri e le tracce dell’azione rimarranno in mostra nello spazio di The Art Chapter fino al termine della manifestazione.

Sabato 17 novembre / h 18 – 19.30

GRID. Percorsi per un collezionismo di libri d’artista contemporanei.

Con Eddy Merckx (Diego Bergamaschi, Antonio Grulli, Marco Martini).

GRID nasce per approfondire le molteplici sfaccettature che sottendono le scelte e le passioni degli attori coinvolti. Una libreria, intesa anche come griglia culturale ospiterà quindi in una delle sue celle un ospite, ogni volta differente, che avrà il compito di curarne i contenuti pescando nella propria raccolta di libri, di oggetti o di opere d’arte. Il progetto GRID è curato da Eddy Merckx, una piattaforma di lavoro costruita sulla collaborazione tra la figura del critico e quella del collezionista.

Sabato 17 novembre / h 19.30 – 21

Underground. L’utopia di un’altra editoria.

Con Francesco Ciaponi

Francesco Ciaponi (1978) è uno studioso e storyteller di storia della grafica e dell’editoria sperimentale.
Laureato in Storia della stampa e dell’editoria presso l’Università di Pisa è esperto di editoria legata al mondo della controcultura. Dal 2016 dirige Edizione del Frisco, realtà dedicata all’editoria indipendente e alla grafica, tramite collaborazioni con illustratori in Italia e all’estero.

Domenica 18 novembre / h 12 – 13.30
Libri illustrati ed epica sportiva
L’illustratore Francesco Poroli racconta l’ascesa di Kobe Bryant attraverso le tappe più significative della sua carriera di uomo e di sportivo. Un viaggio fatto di parole e immagini nell’epica sportiva – in un dialogo serrato con lo scrittore Michele Dalai (La lentezza della luce, Mondadori, 2017) per capire cosa ha reso implacabile e determinato un giocatore che ha rincorso (e raggiunto) la grandezza per tutta la vita: superando le difficoltà, gli infortuni, vincendo e perdendo le sfide che gli si sono poste davanti, mettendosi in discussione senza mai tirarsi indietro.

Domenica 18 novembre / h 13.30 – 15

Tratti di donne

con: Cristina Portolano, Lorenza Natarella, Sara Ciprandi e Sarah Mazzetti, illustratrici.

Storie, chine e colori tracciati da illustratrici, in un racconto tra autobiografie e non solo. Dal Messico di Frida Kahlo, al dietro le quinte della vita di Maria Callas fino alle avventure della piccola Elsa, di Cristina in una Napoli anni ’80. Storie di donne e non “storie al femminile”, in un excursus sul mondo dell’illustrazione attraverso lo sguardo di quattro artiste emergenti.

Domenica 18 novembre / h 15 – 17
Illustrare mondi lontani

con: Elisa Macellari, Andrea Angeli e Alice Piciocchi. Modera: Adriano Attus

Breve descrizione: Esplorare terre lontane attraverso il racconto illustrato. Tra racconti biografici e non, un viaggio cartaceo tra disegni, stili e mondi diversi.

Domenica 18 novembre / h 17 – 18.30 

La creatività può educare il mondo? 

Con Adama Sanneh, co-fondatore e COO di Moleskine Foundation

AtWork è un format educativo itinerante e costituisce uno degli strumenti essenziali del programma sull’Istruzione di Qualità di Moleskine Foundation. Ideato dalla Fondazione e dal curatore Simon Njami, AtWork utilizza il processo creativo per stimolare il pensiero critico e il confronto fra i partecipanti. AtWork ha preso il via nel 2012 a Dakar e da allora continua a viaggiare attraverso il continente africano e oltre con l’obiettivo di ispirare una rete panafricana e globale di pensatori creativi.

The Art Chapter – milano art book fair, nasce dalla sinergia tra BASE Milano, nuovo centro creativo e di promozione culturale della città, e Boîte, a cui è nuovamente affidata la curatela artistica.

BASE è il nuovo progetto per la cultura e la creatività a Milano. Un esperimento d’innovazione e contaminazione culturale tra arti, impresa, tecnologia e innovazione sociale. Si traduce oggi in 12.000 metri quadri di spazi di lavoro, incubatore, laboratori, residenza d’artista e un calendario fitto di esposizioni, spettacoli, incontri e scambi.

Boîte è uno studio di ricerca e produzione dedicato all’editoria d’arte contemporanea. Fondato nel 2009 da Federica Boragina e Giulia Brivio, fino al 2018 ha pubblicato l’omonima rivista ‘in scatola’ dedicata alle arti visive e, dal 2014, cura e realizza libri d’artista e progetti legati all’editoria, per sostenere la ricerca artistica contemporanea attraverso la forma del libro.

 INFORMAZIONI 

Inaugurazione: venerdì 16 novembre ore 18.00

Venerdì 16 novembre, 18:00 – 22:00

Sabato 17 novembre, 12.00 – 22:00

Domenica 18 novembre, 12.00 – 19:00

BASE Milano

Via Bergognone 34, Milano

base.milano.it

Ingresso libero

fb: https://www.facebook.com/BaseMilano.aplaceforculturalprogress/

instagram: base_milano

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