Guido Pinzani. La forma nel tempo della forma

A undici anni dall’antologica dedicata a Guido Pinzani (Firenze, 1939), la Galleria Open Art di Prato mette in mostra, dopo un’attenta selezione, circa trenta lavori, tra sculture in legno di grande formato (è recente l’acquisizione di una di queste da parte della Fondazione VAF per la collezione permanente del MART) e bronzi, ciascuno dei quali fuso in un unico, prezioso, esemplare. Saranno parte del percorso espositivo anche alcune opere protagoniste nel 2018 della mostra cinese di Pinzani presso lo Sculpture Museum di Qingdao, seconda città al mondo per estensione superficiale.

Guido_Pinzani,_Nuotatrice,_1990,_bronzo,_esemplare_unico,_cm_42x93x18

Dal 18 gennaio al 7 marzo 2020, la Galleria Open Art di Prato (Viale della Repubblica, 24) ospita la mostra “Guido Pinzani. La forma nel tempo della forma“.

In questa nuova antologica, sono soprattutto le opere di grande formato ad essere protagoniste, molte delle quali inedite, mai esposte o pubblicate prima, esemplari unici come sempre nella sua ricca produzione, opere che chiariscono e confermano l’immutabilità del suo percorso. Un percorso che, maturato nel flusso dei favolosi anni Sessanta, e dopo avere assorbito, e soggettivato la lezione informale, non si è mai allontanato da visioni attente ai temi della forma, dell’oggetto e dalla ricerca di un puntuale profilo estetico.

«L’opera di Guido Pinzani – spiega Maria Letizia Paiato – risponde in maniera autonoma e autorevole a una delle più tormentate domande dei secoli XX e XXI: che cos’è la scultura moderna? Una domanda che di converso rimbalza nell’attualità con una risposta che apre forse al quesito più corretto da porsi: non tanto che cos’è la scultura? Piuttosto chi è lo scultore oggi? Nella sua personale riorganizzazione della storia dell’arte, che guarda al primitivo, al mito, alla cultura orientale e occidentale, Guido Pinzani con le sue sculture definisce, oltre al concetto di forma nel tempo stesso della forma, anche e soprattutto chi è l’uomo, chi è l’artista e chi lo scultore».

L’inaugurazione si terrà sabato 18 gennaio alle ore 17.30, alla presenza dell’artista. Accompagna la mostra un catalogo bilingue edito da Carlo Cambi Editore, con un testo critico di Maria Letizia Paiato.

GUIDO PINZANI. La forma nel tempo della forma

Galleria Open Art, Prato
18 gennaio – 7 marzo 2020
Catalogo Carlo Cambi Editore
Testo critico di Maria Letizia Paiato

Guido Pinzani, Nuotatrice, 1990,
bronzo, esemplare unico, cm 42x93x18

La Galleria Open Art è aperta al pubblico da lunedì a venerdì con orario 15.00-19.30, sabato ore 10.30-12.30 e 15.00-19.30. Ingresso libero.

Per informazioni: T. +39 0574 538003

galleria@openart.it
http://www.openart.it
http://www.facebook.com/galleriaopenart/

Evento segnalato da CSArt di Chiara Serri

Nuove Astrazioni all’ OGA

Dopo ‘La Collezione Astratta’, esposta all’Ospizio Giovani Artisti nel 2014, e ‘La Collezione Geometrica’ nel 2018, ecco le Nuove Astrazioni di sette artisti internazionali (Kate Balsley, Anna Beata Baranska, Irina Escalante-Chernova, Werther Germondari, Christian Merrill, Toni Mitjanit, David Anthony Sant) come sempre provenienti dalla Collezione dell’OGA.

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Kate Balsley (Milwaukee, USA, 1981). Dopo essersi laureata con un BFA in produzione cinematografica e studi presso l’Università del Wisconsin-Milwaukee, ha vissuto brevemente a New York City e Barcellona prima di conseguire un Master in comunicazione di massa e arti mediatiche presso la Southern Illinois University-Carbondale nel 2009. I suoi lavori narrativi, documentari, sperimentali ed animati sono stati esposti in tutto il mondo in luoghi come il Museum of the Moving Image, l’Antology Film Archives e l’Institute of Contemporary Art di Boston.

Anna Beata Baranska (Ilza, Polonia, 1981) Dal 2001 al 2006 ha studiato Pittura presso la Facoltà di Arte dell’Università di Lublin, in Polonia. Si è poi specializzata in pittura, video e fotografia. Nelle sue opere tocca temi politici, culturali ed antropologici. Nel 2006 si è diplomata con la professoressa Jacek Wojciechowski e il suo diploma ha ottenuto il premio Dean e dal 2016 ha conseguito un dottorato in arte. Dal 2007 le sue opere sono state proiettate o esposte in numerosi festival e mostre internazionali.

Irina Escalante-Chernova (Camagüey, Cuba, 1977) è una compositrice e pianista. Nel 2000 ha ricevuto il premio “Residence” al 27 ° Concorso Internazionale di musica elettroacustica e arte sonora, a Bourges, in Francia, per il suo primo pezzo elettronico “La Primavera del Angel”. Nel 2001, ha conseguito la laurea in Musica in composizione presso l’Istituto superiore delle arti dell’Avana, ha proseguito gli studi presso il Dartmouth College dove ha conseguito un Master in musica elettroacustica. Dal 2012 lavora come assistente professore di musica al G.Gwinnett College.

Werther Germondari (Rimini, 1963) Artista visivo, performer e filmmaker. Attento a dinamiche innovative sperimentali neo-concettuali che si caratterizzano per un gusto ironico e surreale, svolge dai primi anni ottanta una ricerca attraverso numerosi media espressivi. Ha partecipato a esposizioni in gallerie private e spazi sperimentali internazionali, alternando installazioni d’ambiente, videowork e atti performativi, focalizzando l’attenzione su elementi nascosti, attinenti a una visione reale, sociale e politica. Nel 2013 ha ideato l’Ospizio Giovani Artisti.

Christian Merrill (Marysville, USA, 1991) ha conseguito il BFA in Art and Technology presso la Ohio State University nel 2014. Dopo la laurea ha lavorato nell’industria per diversi anni come animatore e scenografo presso il Columbus State Community College. Opere in mostra: “Submersible”, una rappresentazione visiva della percezione in base alla variazione d’età. ‘Collapse, Replace, Rebuild’ si occupa del concetto di distruggere se stessi, per ricostruirsi più forti. Viene utilizzata la geometria di base, che si basa molto sulle ombre, per creare motivi intriganti.

Toni Mitjanit (Manacor, Spagna, 1977). Dal 2010 si esprime attraverso la videoart, la computational art, il generative design e l’animazione sperimentale. Esplora sempre nuove vie espressive attraverso creative coding, using data visualization, human/machine interaction, autonomous agents e randomness. Le sue opere si concentrano di fatto sulla creazione di animazioni, grafica e suoni sorprendenti per mezzo di codici creativi autonomi, prodotte mediante la codifica in diversi linguaggi di programmazione.

David Anthony Sant (Sidney, 1968) Dopo aver lavorato per molti anni alla di creazione di immagini bidimensionali, i rapidi progressi della tecnologia digitale a prezzi accessibili lo hanno spinto a sperimentare la creazione di immagini in digitale e ha scelto di lavorare interamente in video, partecipando con i suoi lavori a molte mostre collettive internazionali. Ogni suo lavoro è un tentativo di esplorare il linguaggio visivo dell’immagine in movimento e una ricerca della posizione e dello spazio vissuti all’interno degli ambienti urbani.

Nuove Astrazioni
Dal 07 al 18 gennaio 2020

OSPIZIO GIOVANI ARTISTI
Roma, Via Cernaia, 15, (Roma)
Orario di apertura
solo su appuntamento, scrivendo a wgermondari@mac.com
Vernissage
7 gennaio 2020, h 18 – 20.30

Banksy e la (post) street art

Si intitola “Banksy e la (post) street art” la collettiva dedicata al movimento artistico underground, che avrà luogo presso il Museo PAN di Napoli dal 23 dicembre al 16 Febbraio 2020

Banksy e la (post) street artIl Museo PAN, che da sempre rappresenta punto di riferimento per la diffusione dell’arte contemporanea, ha già affrontato nel 2015, con la mostra “Shepard Fairey #OBEY”, il delicato tema della street art come espressione artistica a tutti gli effetti, in questa occasione il curatore Andrea Ingenito propone al pubblico un racconto più ampio, che prende vita dall’artista più discusso del momento Banksy, per poi passare all’esuberante e coloratissimo Mr. Brainwash e ai lavori di Obey che sono inseriti come anelli di congiunzione tra le prime due sale, per poi concludere il discorso con l’italiano Mr. Savethawall.

La scelta di aprire il percorso con Banksy non è casuale, oltre ad essere uno dei principali protagonisti dello scenario artistico attuale ha un particolare legame con la città di Napoli. Risale al 2010 la sua prima misteriosa apparizione in città con il murales (poi purtroppo vandalizzato) rappresentante l’Estasi di Santa Teresa, dopo poco ci fu lo stencil in Piazza dei Girolamini chiamato la “Madonna con la pistola”, le prime tracce – e fino a poco tempo fa le uniche – del graffitaro inglese in Italia. Non sembra essere un caso che abbia scelto da subito Napoli per firmare a suo modo la culla dell’arte per eccellenza. Proprio come impone il “Banksy – pensiero”, anche la cultura napoletana fa dell’ironia e dell’irriverenza la sua personale risposta a quelle che reputa ingiustizie da parte del sistema. In questo contesto, Mr. Brainwash rappresenta invece l’evoluzione della figura dello streetartist, mondano e verypopular non disdegna i salotti buoni del jet-set, OBEY sceglie il termine “Obbedire” come provocatoria risposta ai dettami imposti dai mass-media, divenuto celebre con i suoi “manifesti – non autorizzati” diffusi durante la campagna elettorale di Barak Obama, è il più “politicamente-impegnato” tra gli streetartist. Mr. Savethewall rappresenta l’Italia in questo excursus, dimostrandosi una voce fuori dal coro, recepisce gli stimoli provenienti dai linguaggi utilizzati dai suoi colleghi rielaborandoli con personale ironia e spirito critico, attraverso una tecnica a basso impatto ambientale che riserva il muro da danni permanenti.

Attraverso dunque una rosa di circa 70 opere provenienti da collezioni private e da gallerie italiane e straniere, una sala video e una sala selfie, viene raccontato il fenomeno artistico del momento, con tutte le contraddizioni e i continui interrogativi che i loro protagonisti volutamente riservano allo spettatore.

Just blue. A monochrome exhibition

locandina Just blueDal 22 dicembre 2019 al 19 gennaio 2020 la galleria Sanlorenzo Arte di Piazza Bordoni 4, a Poppi (AR), ospita “Just blue. A monochrome exhibition ” , collettiva a cura di Silvia Rossi con il patrocinio del Comune di Poppi .
Domenica 22 dicembre, alle ore 17, l’inaugurazione ufficiale con brindisi e panettone per augurare buone feste a tutti gli intervenuti.

LA MOSTRA

La galleria Sanlorenzo Arte chiude il 2019 con una collettiva incentrata sul colore blu.

Un esperimento che vuole coinvolgere gli artisti e indagare come ciascuno interpreti e giochi con questa tinta che simbolicamente ci rimanda a vari significati: dal manto sacro della Madonna al colore di pace, dalla nostalgia che sa evocare fino al rilassamento che istintivamente ci richiama alla mente.

opera 3 - E mellow di Luigi FrancischelloI quindici autori sono stati chiamati a presentare un proprio lavoro che abbia come dominante il blu in una qualsiasi sua sfumatura, indipendentemente dal tema o dalla tecnica utilizzata, al fine di creare una mostra che sia estremamente eterogenea nei supporti quanto nelle tematiche, ma tutte legate dal filo sottile e potente del colore.

“Just blue” è un viaggio attraverso opere che spaziano tra grafica, pittura, collage, fotografia e ready-made. Una full immersion profondamente emozionale: la varietà dei soggetti e degli stili si compongono tra loro per restituire una visione d’insieme composta di sfaccettature e vibrazioni in grado di accogliere e dare le più intime impressioni.

Il risultato è un’incredibile wunderkammer monocromatica, e come tale non può che regalare una piccola sorpresa dietro l’altra, grazie a una raccolta di lavori di straordinaria qualità.

I protagonisti di “Just blue” sono Antonella Agnello, Roberta Bissoli, Giuseppe Bocci, Marisa Casaburi, Francesca Donatelli, Luigi Francischello, Giorgio Fileni, Maura Giussani, Chiara Monaco, Ada Nori, Walter Reggiani, Luigi Saiu, Tatiana Tochilina, Cetti Tumminia ed Emanuele Vittorioso.

La collettiva sarà visitabile, con ingresso libero, tutti i giorni dalle 9 alle 19.

opera 2 - Futuro di Francesca Donatelli

 

Segnalato da Marco Botti

Le origini di Lorenzo Chinnici

Palazzo Lo Sciotto ospita dal 20 Dicembre 2019 al 7 Gennaio 2020 le opere del Maestro Lorenzo Chinnici (Merì, 1942). La mostra rappresenta l’occasione per immergersi non solo nell’arte ma anche nella magica atmosfera natalizia. In esposizione i Presepi inediti del Maestro ed una collezione di Dipinti unica nel suo genere.

LE MIE ORIGINIAlla mostra espositiva delle opere del Maestro si aggiunge la presentazione di TELE NASCOSTE. Il libro è scritto da Diego Celi, arricchito dalla prefazione di Josè Van Roy Dalì (figlio di Salvator Dalì) e pubblicato da Giambra Editori. Il testo non celebra l’arte di Chinnici, ma scandaglia emozioni e retroscena delle tele del Maestro.

È in questa location d’eccezione che Lorenzo Chinnici inaugura la sua nuova mostra in terra natale, Pace del Mela, il paese di adozione del Maestro. Dopo una carriera espositiva internazionale che ha toccato città quali Parigi, Milano, Londra e New York, è giunto il momento per Chinnici di confrontarsi con le proprie radici, di ritornare alle origini. Scene bucoliche punteggiate da spiagge, pescatori, barche di legno, lavandaie e contadini a lavoro. Protagonisti simbolici e ‘senza volto’ che rievocano i colori e i ricordi di una Sicilia governata dagli umori del cielo e del mare.

Lorenzo Chinnici ed il comune di Pace del Mela, affidano ai GIOVANI del comprensorio della Valle del Mela, l’intera organizzazione, progettazione e finalizzazione di questo Vernissage, come segno di speranza, una sfida per ripartire dal buio con un raggio di luce fatta di figli di questa terra martoriata, protagonista negli anni, per una serie di fatti spiacevoli dovuti all’inquinamento.

L’ARTE portavoce con il suo richiamo di un messaggio puro di speranza e di salvezza.

Luisa Gardini – Grèspittura 2009-2017

La galleria per le arti contemporanee Intragallery è onorata di ospitare nei suoi spazi la mostra personale dedicata all’artista Luisa Gardini dal titolo ‘ Grèspittura 2009-2017’, in cui saranno presentate al pubblico una selezione di sculture prodotte dal 2009 al 2017.

LGardini
Luisa Gardini, Senza titolo, 2011, grès dipinto ad ossido, 19x27x20 cm

Luisa Gardini, (Ravenna 1935), ci continua a stupire con i suoi lavori così attuali e contemporanei.
Formatasi a Ravenna, poi all’Accademia di Belle Arti di Roma, fu allieva dell’artista e poeta Toti Scialoja, che la introdusse alla produzione dei maestri di quegli anni, in particolare subì il fascino di Twombly, Burri e Pollock.

Segno e materia. Questi i due universi indissolubilmente congiunti e interdipendenti della produzione artistica di Luisa Gardini.
Nel mio percorso sono sempre stata interessata all’indistinzione tra tecniche. Non sempre riesco a scindere la parte scultorea del mio lavoro da quella pittorica, perché vedo molte tele come sculture grazie alla loro matericità.“ (Luisa Gardini)

Dal gesto intimo, segnico, su carta e dagli assemblaggi dadaisti degli esordi, Luisa Gardini giunge negli anni alla materia, all’antica e atavica tradizione della terra, giocando sempre sulla sottile bipolarità dell’apparenza, oggi sottolineata dall’utilizzo degli opposti cromatici, bianco e nero. La deformazione della plastica è ricorrente nei suoi manufatti, articolata senza alcuna valenza tormentata, bensì evidenziando la forza e l’energia degli elementi che la sottendono. Non si tratta di passaggi seriali ma di elaborazioni uniche, dove la terra, il duro e fermo grès nello specifico, è protagonista assoluta di un gesto, che diviene segno e metamorfosi. La scatola contenitore per eccellenza, forma che ha accompagnato il percorso dell’artista, si arricchisce oggi di superfici maturate, segnate da impulsi nuovi, passaggi che raccontano una felice urgenza espressiva, intima e variamente decorativa.” (Cit. Claudia Casali, direttrice del Museo delle Ceramiche di Faenza)

Sebbene la sua produzione artistica sia stata molto prolifica sin dagli anni ’50, Luisa Gardini ha sempre voluto tenersi al riparo dei riflettori delle scene artistiche e dalle logiche di mercato. Fu nel 1982 che Scialoja la obbligò a fare la sua prima mostra alla Galleria Grafica dei Greci.
In quell’occasione ho esposto lavori già pronti e dopo anni di lavoro in studio, ho preso coscienza di cosa significasse il distacco fisico dalle mie opere. All’inizio non è stato facile.” (cit. Luisa Gardini)

È solo nell’ultimo decennio che l’artista Luisa Gardini sta ottenendo i meritati riconoscimenti al suo talento e al suo tratto personalissimo, con importanti mostre a lei dedicate.
Questa mostra napoletana, vuole quindi essere sia un tributo che un’occasione per scoprire e apprezzare parte del lavoro di un’artista sicuramente riservata, ma indiscussa e rilevante voce del contemporaneo storico italiano.

Le ceramiche sono state prodotte presso la Bottega Gatti di Faenza.

“Luisa Gardini – Grèspittura 2009-2017”

LUISA GARDINI

OPENING

SABATO 23 NOVEMBRE

Dalle 11.00 alle 14.00

23 novembre 2019 / 11 gennaio 2020

 

Intragallery

Via Cavallerizza a Chiaia, 57  80121, Napoli

 

End. Words from the Margins, New York City

Martedì 12 novembre, presso il Dipartimento di Architettura del Paesaggio della Harvard Graduate School of Design, si aprirà ufficialmente la mostra di Antonio Rovaldi e Francesca Benedetto, esito del progetto di Antonio Rovaldi vincitore della quinta edizione dell’Italian Council, il programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

antonio -rovaldiPromosso dalla GAMeC in partnership con l’Harvard Graduate School of Design, il Kunstmuseum di San Galloe Magazzino Italian Art di Cold Spring (NY), End. Words from the Margins, New York Citysarà presentato al pubblico dai curatori del progetto: Lorenzo Giusti, Direttore della GAMeC, insieme a Steven Handel, Visiting Professor di Ecologia e Francesca Benedetto, Design Critic, membri della facoltà di Harvard GSD nel Dipartimento di Architettura del Paesaggio.
La presentazione sarà moderata da Anita Berrizbeitia – Direttore del Dipartimento di Architettura del Paesaggio e Professore alla Harvard GSD e Charles WaldheimJohn E. Irving Professor di Architettura del Paesaggio e Direttore di Office for Urbanization alla Harvard GSD.

End. Words from the Margins, New York City costituisce un elogio al guardare e attesta la possibilità di descrivere la città e il suo sviluppo attraverso la percorrenza fisica dei luoghi, con l’idea che una rinascita consapevole della società possa generare dagli spazi più marginali, che segnano un confine non soltanto geografico, ma anche politico e antropologico.

L’idea cardine è di raccontare la metropoli più iconica al mondo, New York, da un punto di vista inedito: i suoi margini. Rovaldi ha camminato lungo i cinque boroughs (distretti) che la compongono – Manhattan, Brooklyn, Queens, The Bronx, Staten Island – per esplorarne i bordi estremi e il suo waterfront, trattando temi molteplici: il verde delle aree ai margini della città in relazione all’espansione urbanistica, i detriti urbani mostrati in una nuova contestualizzazione, la relazione tra fotografia e produzione letteraria e, ancora, la fotografia come costruzione di un romanzo visivo che si compone intorno alla città.

Da questo viaggio sono nate una serie fotografica e un’installazione sonora, in mostra in questi giorni all’Università di Harvard e aperta al pubblico fino al prossimo 20 dicembre, che restituiscono l’immagine complessa di una New York periferica e meno conosciuta, e i cui soggetti raccontano ciò che resta del verde in prossimità dell’oceano, delle aree di laguna, delle zone incolte di difficile accesso, degli svincoli autostradali che segnano i confini della città e l’inizio del waterfront.

Una serie di mappe, disegnate per l’occasione dall’architetto paesaggista Francesca Benedetto, contribuisce inoltre a fornire un ulteriore livello di lettura delle opere, mostrando le continue trasformazioni urbanistiche, geografiche e meteorologiche della città. Le mappe di Benedetto, in relazione agli elenchi di viaggio di Rovaldi, sono esposte sotto forma di vetrofanie lungo tutta la facciata del GSD, accendendosi e spegnendosi con la luce del sole ridisegnando continuamente i confini della città.

Completa il progetto la pubblicazione The Sound of Woodpecker Bill: New York City, edita da Humboldt Books, che include, oltre al testo di Antonio Rovaldi, le mappe realizzate da Francesca Benedetto e contributi di Francesca Berardi, Cecilia Canziani, Anna de Manincor, Claudia Durastanti, Lorenzo Giusti, Steven Handel e Mario Maffi.

Attraverso i loro interventi, gli autori condividono una New York ordinaria, nascosta e distante, contribuendo a fornire uno sguardo essenziale e contemporaneo attraverso cui scorgere il futuro della città, dei suoi quartieri e dei suoi abitanti. Dopo Boston, il volume sarà presentato al Kunstmuseum di San Gallo (Svizzera)e pressoMagazzino Italian Art di Cold Spring (NY).

Il 13 febbraio 2020 la mostra di Harvard si sposterà a Bergamo, negli spazi espositivi dell’Accademia Carrara, dove il progetto della GAMeC sarà ospitato fino al 18 maggio.In questa occasione una serie di nuove azioni – tra laboratori, escursioni, esplorazioni, incontri e conferenze – prenderà forma, trasformando l’esperienza di Antonio Rovaldi a New York in un modello per indagare, analizzare e discutere i confini della città di Bergamo, promuovendo una consapevolezza del margine come “spazio di scrittura del domani”.
Il programma, concepito come parte integrante della mostra stessa, sarà sviluppato in collaborazione con l’Accademia di belle arti G. Carrara e coinvolgerà artisti, architetti, urbanisti, filosofi e scrittori.

Immagine:
Antonio Rovaldi
April 15, 2017
41st Rd and 10th St, Queens
Realizzata grazie al sostegno di Italian Council (2019)

Anthea di Eldi Veizaj a Copernico Milano Centrale

Dal 22 novembre 2019 al 6 febbraio 2020 Copernico Milano Centrale, uno dei 13 centri di Copernico, la rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi che favoriscono lo smart working e la crescita professionale e del business, ospita, nella sua Gallery di via Lunigiana, ANTHEA, mostra personale dell’artista Eldi Veizaj a cura di Giorgia Sarti.

ANTHEA DI ELDI VEIZAJ

La personale di Eldi Veizaj fa parte di Art Journey, il progetto culturale sviluppato da Copernico – la rete di luoghi di lavoro e servizi dedicati allo Smart Working – che esplora interconnessioni e assonanze tra il mondo dell’arte, del business e del lavoro.

In occasione di questa mostra Eldi Veizaj ha creato un nuovo ciclo di opere, al di là di qualunque forma di realismo come è nella natura della sua poetica, che accompagnano i visitatori in un viaggio in cui la visione di forme floreali emerge dalle profondità marine con la leggerezza e la freschezza che da sempre contraddistinguono la sua cifra stilistica. Il lavoro dell’artista nasce infatti dall’urgenza di trovare uno spazio all’interno del quale poter liberare la potenza delle forme che attraverso una morbida fusione di colori e segni si materializzano in fiori accennati, che sembrano volere uscire dai limiti della figura e tendere verso nuovi e più profondi significati.

Tutto è natura nelle creazioni di Eldi Veizaj, giovane artista, che dalle profondità di un pensiero esistenziale riesce a realizzare opere dove bellezza e natura si rendono protagoniste di un vero e proprio racconto visivo immaginifico. I materiali che utilizza, acqua, curcuma, tè, caffè, zenzero, canapa si mescolano infatti tra loro in una metamorfosi di forme floreali quasi oniriche. Spazio fisico e spazio mentale trovano sfogo e si materializzano in opere dal sapore tanto evanescente quanto consistente, delicato e profondo allo stesso tempo.

La mostra fa parte di Art Journey il percorso, ideato e curato da Giorgia Sarti – fondatrice di diverse Gallerie d’arte tra cui Whitelight Art Gallery – in collaborazione con Copernico che si sviluppa nell’organizzazione di mostre, eventi e iniziative culturali che contaminano tutti gli spazi di Copernico e accompagnano ogni momento vissuto dalla sua community e non solo. Un riconoscimento del ruolo dell’arte e della creatività che va oltre le logiche note, verso una collisione tra due differenti linguaggi che genera una nuova dimensione, in cui l’impresa e il mondo del lavoro si arricchiscono di nuovi contenuti e di un moto creativo che porta innovazione e idee avveniristiche. Arte come prezioso valore aggiunto al vivere quotidiano, che permette di approcciare temi trasversali ed eterogenei tra loro, creando un dialogo multidisciplinare a sostegno della crescita delle persone e delle imprese. Copernico amplia così gli orizzonti dell’esperienza lavorativa quotidiana aprendo i suoi spazi ormai da diversi anni all’arte e alla cultura. Allo stesso tempo, artisti e operatori dell’arte entrano in contatto diretto con il mondo dello Smart Working, all’interno di un’impresa aggregatrice di altre imprese e acceleratrice di innovazione, dialogando a stretto contatto con un pubblico aperto e in sintonia con i linguaggi propri dell’arte e della creatività.

Sponsor dell’esposizione Mondoffice, azienda leader nella fornitura di prodotti e servizi per l’ufficio che da sempre sposa l’arte del fare impresa e del talento. La collaborazione tra l’artista e il brand è caratterizzata da una comune visione e poetica legate all’utilizzo di materiali naturali, nel rispetto della sostenibilità ambientale.

ANTHEA DI ELDI VEIZAJ
Dal 22 novembre 2019 al 6 febbraio 2020

COPERNICO MILANO CENTRALE
Copernico Gallery – via Lunigiana angolo via Copernico, Milano

INAUGURAZIONE: giovedì 21 novembre 2019 | ore 19.00 alle 21.00

Ingresso libero su registrazione: art@coperni.co

http://www.coperni.co

Arteam Cup 2019 – Premiazione

Domenica 27 ottobre, alle ore 16, presso Villa Nobel a Sanremo (IM), si è tenuto il finissage, la presentazione del catalogo edito Vanilla edizioni e la premiazione di Arteam Cup 2019, il premio d’arte contemporanea promosso ed organizzato dall’ Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (SV).

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L’edizione 2019, curata da Livia Savorelli e Matteo Galbiati, che si è tenuta a Villa Nobel dal 14 settembre al 27 ottobre 2019, ha presentato nella mostra finale una rosa di 67 artisti, all’interno della quale sono stati individuati, oltre al Vincitore Assoluto dell’edizione, anche gli assegnatari dei numerosi premi speciali, residenze e premi tecnici in palio. In occasione della premiazione, sono state assegnate 32 tipologie di premi per un totale di 34 artisti premiati.

La Giuria della quinta edizione di Arteam Cup – composta da Lorella Giudici (professore di storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e all’Accademia Albertina di Torino), Virginia Monteverde (direttrice artistica di Art Commission, curatrice ed ideatrice di rassegne ed eventi in Italia e all’estero), Matteo Galbiati (critico d’arte e docente, Direttore web Espoarte e membro interno di Arteam), Antonio Addamiano (gallerista e fondatore Dep Art Gallery, Milano), Chiara Serri (curatrice, giornalista e titolare dello studio di comunicazione CSArt di Reggio Emilia), Livia Savorelli (Direttore Editoriale Espoarte) – ha deciso di premiare all’unanimità Silvia Margaria [Savigliano (CN), 1985. Vive e lavora a Torino], in concorso con l’opera Dispersione (2017, stampa Fine Art da negativo b/n su carta cotone, lettera trovata, nastro di cotone bianco; mappa cartacea e pieghevole), con la seguente motivazione:

Dispersione di Silvia Margaria è «un’opera che rappresenta l’esito di un percorso intimistico di osservazione e riscoperta dell’altro, della sua identità e della sua storia. Ritrovare e ritrovarsi, connettersi col mondo e pensare al silenzio della propria solitudine fa riscoprire l’energia di un’umanità espressivamente forte e ancora presente, seppur isolata e sepolta nell’offuscamento del ricordo e della memoria. L’attualità del contenuto di questa ricerca si risolve con il senso del valore dell’atto di resistenza e sull’equilibrio tra la memoria e la sua dispersione. La faticosa ascesa e discesa di un cammino catartico portano l’animo e il fisico dell’individuo a sentire il peso dell’oblio e dell’allontanamento, riaprono una riflessione sull’abbandono e sul nuovo ritrovarsi che, rinunciando ad uno stato di conservazione permanente, riconciliano con una dimensione universale di profonda e irrisolvibile verità».

Il Vincitore Assoluto di Arteam Cup 2019 vince una mostra personale che si terrà dal 7 aprile al 30 maggio 2020 a CUBO Condividere Cultura, il museo d’impresa del Gruppo Unipol a Bologna, con catalogo a documentazione secondo il format grafico di CUBO.
In abbinamento al premio del vincitore assoluto, il Premio Speciale Critica Performativa, che consiste nella realizzazione da parte di Isabella Falbo – critico e curatore di mostre, eventi performativi e pubblicazioni ed ideatrice della metodologia di “Critica Performativa” – di una nuova Critica Performativa dedicata al lavoro del Vincitore Assoluto di Arteam Cup 2019, che sarà presentata in occasione della personale premio.

In sinergia con i partner, sono stati inoltre assegnati premi speciali, premi acquisto, residenze e premi tecnici ai seguenti artisti:

VINCITORE ASSOLUTO ARTEAM CUP 2019 | PREMIO SPECIALE CUBO
Mostra personale da realizzarsi nell’anno 2020 (7 aprile – 30 maggio 2020) a CUBO Condividere Cultura, il museo d’impresa del Gruppo Unipol a Bologna, con catalogo a documentazione secondo il format grafico di CUBO.
Premio assegnato a: Silvia Margaria

e in abbinamento a questo premio:
PREMIO SPECIALE CRITICA PERFORMATIVA
Creazione da parte di Isabella Falbo – critico e curatore di mostre, eventi performativi e pubblicazioni ed ideatrice della metodologia di “Critica Performativa”, presentata ufficialmente nel marzo 2012 – di una nuova Critica Performativa dedicata al lavoro del Vincitore Assoluto di Arteam Cup 2019, che sarà presentata in occasione della personale premio del vincitore stesso da CUBO Condividere Cultura.
Premio assegnato a: Silvia Margaria

ARTEAM CUP | FOCUS GENOVA
Questo premio contiene al suo interno sei premi speciali. Sei artisti sono stati selezionati per altrettante personali in gallerie/associazioni di Genova, per un progetto condiviso e congiunto nella città di Genova, con un opening collettivo, in cui ciascun artista vincitore realizzerà, entro fine 2020, una personale (di almeno un mese) in una delle gallerie genovesi aderenti al Focus: ABC Arte, Guidi⪼hoen Arte Contemporanea, Prisma Studio, Studio Rossetti, Unimedia Modern Contemporary Art e VisionQuest 4rosso – Contemporary Photography.
Premio speciale ABC Arte assegnato a: Fabio Tasso
Premio speciale Guidi⪼hoen Arte Contemporanea assegnato a: Silvia Infranco
Premio speciale Prisma Studio assegnato a: Mona Lisa Tina
Premio speciale Studio Rossetti assegnato a: Fabrizio Ferrari
Premio speciale Unimedia Modern Contemporary Art assegnato a: Armida Gandini
Premio speciale VisionQuest 4rosso – Contemporary Photography assegnato a: Shoko Okumura

PREMIO SPECIALE GAGLIARDI E DOMKE CONTEMPORARY, TORINO
Mostra personale nella Galleria GAGLIARDI e DOMKE di Torino di almeno 25 giorni, nel corso del 2020.
Premio assegnato a: Ilaria Gasparroni

PREMIO SPECIALE VILLA PISANI BONETTI, Bagnolo di Lonigo (VI)
Mostra bi-personale all’interno della dimora palladiana VILLA PISANI BONETTI di Bagnolo di Lonigo di circa 1 mese, nel corso del 2020.
Premio assegnato a: Aqua Aura e Antonella De Nisco

PREMIO SPECIALE VILLA NOBEL, SANREMO (IM)
Sei artisti sono stati selezionati per un progetto curatoriale che si svilupperà a Villa Nobel a Sanremo, in provincia di Imperia, nel corso del 2020, e rimarrà allestito per circa un mese.
La Villa prende il nome dal suo inquilino più celebre, lo scienziato svedese Alfred Nobel – a cui si deve l’invenzione nel 1877 della dinamite – che vi abitò dal 1890 fino al 1897, anno in cui morì all’età di 63 anni.
Premio assegnato a: Riccardo Bandiera, Gian Luca Groppi, Sara Lovari, Camilla Marinoni, Ilaria Margutti e Eva Reguzzoni.

PREMIO SPECIALE PARMA 360, Parma
Mostra personale nell’ambito di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, V edizione, che si terrà nella primavera del 2020, nell’anno che vede Parma Capitale italiana della Cultura 2020.
Il festival, dedicato alla creatività contemporanea italiana e alla scena artistica emergente, vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali ed è organizzato dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e un’ampia rete di partner pubblici e privati.
Premio assegnato a: Vincenzo Marsiglia

PREMIO SPECIALE CASTEL NEGRINO ARTE, Aicurzio (MB)
Mostra personale nella galleria CASTEL NEGRINO ARTE di Aicurzio di almeno 1 mese, nel corso del 2020.
Premio assegnato a: Stefano Cescon

PREMIO SPECIALE PERFORMANCE TRAFFIC GALLERY, BERGAMO
Mostra personale presso la Project Room della Galleria Traffic Gallery di Bergamo di almeno 25 giorni, nel corso del 2020, con evento performativo. La galleria ha selezionato l’artista all’interno dei performer finalisti.
Premio assegnato a: Vincenzo Marsiglia
In abbinamento a questo premio, la Traffic Gallery ha selezionato due artisti della categoria Arte Ambientale, per un progetto in concomitanza al premio performance in tutti gli spazi della Galleria.
Premio assegnato a: Carolina Corno e Diego Dutto

PREMIO SPECIALE PERFORMANCE NM> Contemporary, Principato di Monaco
Performance da realizzarsi nella sede di NM> Contemporary nel Principato di Monaco, nel corso del 2020.
Premio assegnato a: Mona Lisa Tina

PREMIO SPECIALE Amy d Arte Spazio Milano
Mostra personale nella Galleria Amy d Arte Spazio Milano (piattaforma progettuale economART) di almeno 25 giorni, nel corso del 2020.
Premio assegnato a: Alice Padovani

PREMIO SPECIALE Art Commission
Inserimento di un artista finalista nella rassegna SEGRETE. Tracce di Memoria. Alleanza di artisti in memoria della Shoah. XII edizione, mostra ideata e curata da Virginia Monteverde (giurato di Arteam Cup 2019). La mostra si terrà dal 23 gennaio all’8 febbraio 2020 nella Torre Grimaldina di Palazzo Ducale a Genova, con presentazione critica di Lorella Giudici. Segrete mira a raccogliere il testimone della Shoah e, nella sua dimensione senza tempo, perpetuarne la Memoria in tutte le generazioni a venire attraverso l’arte contemporanea.
Premio assegnato a: Silvia Margaria

PREMIO SPECIALE CIRCOLO DEGLI ARTISTI, Albissola Marina (SV)
Mostra personale al Circolo degli artisti di Albissola Marina (SV), dal 7 al 22 novembre 2020. L’artista vincitore è stato selezionato tra i finalisti Under 35.
Premio assegnato a: L’orMa

PREMIO SPECIALE SPECCHIO41, Brescia
Mostra personale nello spazio-studio d’artista SPECCHIO41 di Brescia di almeno 1 mese, nel corso del 2020, riservata ad un artista Under 35.
Premio assegnato a: Cecilia Gioria

PREMIO ACQUISTO FONDAZIONE DINO ZOLI
L’azienda Dino Zoli Group, privilegiando gli ambiti del core business del gruppo ovvero la Luce e il Tessuto, ha scelto un’opera tra quelle finaliste che entrerà a far parte della collezione della Fondazione Dino Zoli di Forlì.
Premio assegnato a: Silvia Margaria con l’opera Dispersione

RESIDENZE

PREMIO RESIDENZA DINO ZOLI TEXTILE
Residenza di 7 giorni, volta all’ideazione di un’opera d’arte (anche installativa) da realizzarsi con i tessuti dell’azienda Dino Zoli Textile o tramite i macchinari (telai, stampa) dell’azienda. Questo premio rappresenta un’opportunità di scambio che permetterà all’artista ospite di entrare in contatto con le attività dell’azienda e l’ambiente circostante, interpretando e incorporando questi nuovi stimoli nella produzione di opere tramite il medium del tessuto.
Premio assegnato a: Loredana Galante

PREMIO SPECIALE RESIDENZA CIVICA RACCOLTA DEL DISEGNO DI SALÒ
Residenza di 8 giorni presso il MuSa, Civica Raccolta del Disegno di Salò, finalizzata alla realizzazione di un workshop finale e di una mostra personale presso il MuSa.
La residenza comprende l’alloggio in struttura ricettiva e un pasto giornaliero presso un ristorante di alta categoria.
Premio assegnato a: Giulia Spernazza

PREMIO SPECIALE FALÍA* ARTISTS IN RESIDENCE, Lozio (BS)
Residenza e opera site-specific all’interno del progetto annuale di FALÍA* ARTISTS IN RESIDENCE di Lozio nella cornice della Valle Camonica da realizzarsi, nel 2020, per un periodo compreso tra le 2 e le 4 settimane tra giugno e luglio. La residenza, intesa come un’esperienza diretta sul territorio in relazione anche con la comunità ospitante, sarà finalizzata alla realizzazione di un’opera site-specific che sarà installata in permanenza nel territorio del Comune di Lozio e rimarrà in donazione al Comune di Lozio. All’artista verrà offerto l’alloggio, un budget giornaliero per il vitto e i materiali necessari per la creazione dell’opera.
Premio assegnato a: Ilaria Margutti e Isabel Consigliere

PREMIO RESIDENZA D’ARTISTA CASCINA GRANBEGO
Residenza di 10 giorni (comprensiva di vitto e alloggio) volta all’ideazione di un progetto in collaborazione con l’Associazione Culturale Cascina Granbego che si propone di promuovere attività culturali, artistiche e di ricerca in diversi campi disciplinari, con lo scopo di favorire occasioni di incontro e progettualità collettiva e condivisa.
L’omonimo B&B che ospiterà la residenza, situato a Sassello (SV) all’interno del Beigua UNESCO Global Geopark, è anche la casa-studio dell’artista Massimo Ferrando e dell’architetto Alessandra Giacardi. L’artista ospite sarà chiamato a realizzare un’installazione site specific ideata in collaborazione con il collettivo artistico di Cascina Granbego da realizzarsi eventualmente in concomitanza con uno degli eventi artistici organizzati nel 2020 dall’associazione.
Premio assegnato a: Samantha Passaniti

PREMIO SPECIALE RESIDENZA STUDIO BEDESCHI, Verona
Residenza all’interno dello studio di Manuela Bedeschi (artista, collezionista e direttrice di Spazio Bedeschi a Verona) consistente in un periodo di residenza compreso tra le 2 e le 4 settimane finalizzato alla realizzazione di una mostra personale all’interno dello studio stesso, nel corso del 2020.
Premio assegnato a: Michael Gambino

Premio Speciale Residenza Festival for the Earth (Festival per la Terra)
Residenza di 7 giorni a Venezia, nell’autunno 2020, destinata ad un artista la cui ricerca è orientata sul tema arte, scienza ed ecologia, con esposizione di un’opera in una delle sedi dove si svilupperà il Festival, con relativa presentazione e promozione su tutto il materiale promozionale del Festival.
Il Festival for the Earth (Festival per la Terra) è un Festival di 2 giorni che mira a proporre al grande pubblico nuove possibilità di trasformazione, riflessione e modalità alternative per riformulare le problematiche ambientali. Il Festival per la Terra è concepito come un progetto artistico per la trasformazione sociale che mette a confronto le visioni sostenibili nell’arte e nella scienza, ideato e curato dall’artista Maria Rebecca Ballestra, che si svolge ad anni alterni a Venezia e nel Principato di Monaco.
Premio assegnato a: Alice Padovani

PREMIO RESIDENZA ANTICO GIARDINO, ALBISSOLA MARINA (SV)
Residenza di 10 giorni presso l’Antico Giardino Laboratori di Prossimità di Albissola Marina, in provincia di Savona (comprensiva di alloggio, con trattamento B&B presso l’Ostello “Le Stuoie”) volta all’ideazione di un progetto di confronto con la tradizione ceramica della cittadina ligure, con il supporto di due artisti ceramisti come tutor. L’artista selezionato potrà quindi dar vita ad una sua produzione utilizzando come medium la ceramica.
Sarà inoltre chiamato ad ideare un laboratorio creativo di inclusione sociale volto agli ospiti della Casa Famiglia “Casa Benedetta Rossello”, sita nello stesso complesso in cui si sviluppano l’Ostello e i Laboratori di prossimità. Il laboratorio sarà realizzato con l’affiancamento di un’operatrice della Casa Famiglia.
Premio assegnato a: L’orMa

PREMI TECNICI

PREMIO BERNÉ, Legnano (MI)
Produzione di una mostra fotografica, consistente nella stampa fine art e montaggio di 10 opere, realizzata dallo Studio Berné, studio di stampe d’arte e servizi per gli artisti, con sede a Legnano, che nasce dalla volontà di ritornare ad un rapporto più stretto e realmente artistico tra l’autore e lo stampatore.
Premio assegnato a: Silvia Noferi

PREMIO SPECIALE CABANA
Un artista è stato scelto per la progettazione e realizzazione del pattern di una carta da parati che rientrerà nel prestigioso ed esclusivo catalogo dello studio milanese CABANA.
Premio assegnato a: Shoko Okumura

PREMIO INNOCENZO TURCO
Premio per un artista consistente nella progettazione e ideazione di un’etichetta d’artista per i vini della cantina Innocenzo Turco di Quiliano (SV).
Premio assegnato a: Camilla Marinoni

PREMIO ESPOARTE
Presentazione monografica sul magazine Espoarte, da pubblicarsi nel corso del 2020. La scelta è stata effettuata dalla direzione Editoriale e dalla redazione di Espoarte.
In nome dell’elevata qualità delle opere finaliste e in rispetto dell’eterogeneità delle proposte, la direzione editoriale di Espoarte ha deciso di assegnare in occasione di Arteam Cup 2019 tre premi editoriali.
Premi assegnati a: Giovanni Gaggia, Giuseppina Giordano e Silvia Inselvini

PREMIO VANILLAEDIZIONI
Inserimento nella collana [PageNotFound] edita da Vanillaedizioni, con realizzazione di un ebook monografico + stampa del libro cartaceo nel formato cm 17×24.
Sulla base dell’alto tenore delle proposte di questa edizione di Arteam Cup, l’editore ha voluto duplicare il premio per premiare con l’inserimento in collana due diversi artisti:
Premio assegnato a: Roberto Ghezzi e Monica Gorini

ARTEAM CUP 2019 | V edizione
Mostra dei Finalisti
Villa Nobel
C.so Felice Cavallotti 116, Sanremo (IM)

Organizzazione
Arteam Associazione Culturale
via Traversa dei Ceramisti, 8/bis – 17012 Albissola Marina (SV)
tel. +39 019 4500744
info@arteam.eu | http://www.arteam.eu | http://www.arteamcup.it

Catalogo
Vanillaedizioni ( http://www.vanillaedizioni.com)

Main Sponsor
Figli di Pinin Pero & C., Nizza Monferrato (AT)

Main Partners
Prime Quality, Sanremo (IM)
CUBO Centro Unipol Bologna

Partners
Pigna Mon Amour
MBR Cultural Production & Art Consultancy
Sanremo Ricama

Altri Partners
ABC Arte, Genova
Amy d Arte Spazio, Milano
Art Commission, Genova
Cabana, Milano
Cantina Innocenzo Turco, Quiliano (SV)
Cascina Granbego, Sassello (SV)
Castel Negrino Arte, Aicurzio (MB)
Circolo degli Artisti, Albissola Marina (SV)
FALÍA* ARTISTS IN RESIDENCE
Festival for the Earth
Fondazione Dino Zoli, Forlì
Gagliardi e Domke Contemporary, Torino
Guidi⪼hoen Arte Contemporanea, Genova
Isabella Falbo
MuSa, Civica Raccolta del Disegno di Salò
NM> Contemporary, Principato di Monaco
Ostello Le Stuoie, Albissola Marina (SV)
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea
Prisma Studio, Genova
Specchio41, Brescia
Studio Bedeschi, Verona
Studio Berné, Legnano (MI)
Studio Rossetti, Genova
Traffic Gallery, Bergamo
Unimedia Modern Contemporary Art, Genova
Vanillaedizioni, Albissola Marina (SV)
Villa Pisani Bonetti, Bagnolo di Lonigo (VI)
VisionQuest 4rosso – Contemporary Photography

Partner Tecnico
Fotoregali.com

Media Partners
Espoarte
CSArt comunicazione per l’arte
Segnonline

Towards No Earthly Pole 

Dal 27 ottobre 2019 al 15 marzo 2020, il Museo d’arte della Svizzera italiana ha il piacere di presentare una grande mostra personale dedicata a Julian Charrière, giovane artista svizzero tra i più innovativi e promettenti della sua generazione.

Towards No Earthly PoleL’esposizione Towards No Earthly Pole è concepita intorno all’omonima e inedita opera video, per la realizzazione della quale l’artista ha esplorato località remote dalle condizioni climatiche estremamente ostili. Il progetto espositivo sarà in seguito presentato, in una versione riadattata, all’Aargauer Kunsthaus di Aarau e al Dallas Museum of Art.

Julian Charrière si è imposto sin da subito sulla scena dell’arte contemporanea come un esploratore moderno, noto per una ricerca artistica concettuale che attraversa e combina varie discipline, dalla geologia all’archeologia, dalla fisica alla storia. Padroneggiando performance, scultura, fotografia e video, il suo lavoro offre nuovi e inaspettati punti di vista su alcune delle questioni al centro della nostra epoca e dell’umanità in generale. L’artista è spesso in viaggio, recandosi nelle aree più remote del pianeta con forte identità geopolitica – ad esempio vulcani, ghiacciai, siti radioattivi – per esplorare con metodi e materiali non convenzionali le tensioni e l’inestricabile legame tra civiltà umana e paesaggio naturale.

L’idea del progetto Towards No Earthly Pole nasce nel 2017 quando Charrière è invitato su una nave di ricercatori russi a percorrere il canale di Drake, tra capo Horn e le isole Shetland Meridionali.

L’impatto concreto con il paesaggio dell’Antartide e il confronto con la storia delle esplorazioni di inizio Novecento hanno dato avvio all’opera, portandolo poi sui ghiacciai svizzeri del Rodano e dell’Aletsch, sul Monte Bianco, in Islanda e in Groenlandia.

Il titolo della mostra e del progetto riprende un verso che il poeta inglese Alfred Tennyson dedica a John Franklin – deceduto insieme a tutto il suo equipaggio nell’ultima famosa spedizione polare del 1845 – e crea un legame immediato con l’universo delle esplorazioni ottocentesche e di inizio Novecento. All’epoca i poli terrestri e i ghiacciai erano le ultime regioni da conquistare e cartografare, le frontiere finali per l’uomo, piene di segreti ed estremamente ardue da attraversare. Oggi sono considerati fragili ecosistemi da proteggere, simboli centrali dell’antropocene, ma allo stesso tempo rimangono i luoghi più estranianti della terra e maggiormente ostili nei confronti degli esseri viventi.

L’esposizione al MASI è concepita come un diorama nel quale il visitatore potrà addentrarsi. Intorno alla proiezione centrale, Charrière ha realizzato un’installazione ambientale, trasformando l’intero spazio espositivo in uno scenario che riecheggia i principali soggetti e le tematiche dell’opera video. L’artista vuole amplificare la visita dello spettatore con un’esperienza sensoriale e rendere più intensa la relazione tra chi osserva e il paesaggio rappresentato.

I luoghi dell’artico e dei ghiacciai sono profondamente differenti dalla quotidianità conosciuta. I suoni, la luce, la materia vissuti durante le esplorazioni sono elementi fondamentali nel processo di scoperta: un insieme di sensazioni che restituiscono al paesaggio una forza e un mistero antichi, tra bellezza e minaccia, che ne sottolineano l’entità propria anche se mai libera dalla presenza dell’uomo, come a voler ricordare che le attività umane rivaleggiano ormai con le grandi forze naturali, stravolgendo i rapporti tra cultura e natura e la poetica romantica legata agli stessi.

Nell’installazione ambientale, accanto a reinterpretazioni di lavori precedenti, saranno esposti alcune opere inedite, realizzate dall’artista in occasione della mostra al MASI e per le quali si è confrontato con soggetti e risorse naturali locali, collaborando in parte con artigiani ticinesi.

Attraverso la sua ricerca artistica, Charrière rinstaura un dialogo con il paesaggio e spinge a ritrovare la condizione di stupore che anticamente l’uomo provava nei suoi confronti: come l’uomo agisce sul paesaggio questo agisce su di lui e dove i moti si incontrano nasce l’opera d’arte.

Julian Charrière – Towards No Earthly Pole è realizzata grazie al main partner Credit Suisse, al partner scientifico Fondazione IBSA per la ricerca scientifica, allo sponsor della mostra La Prairie, al supporto di Pro Helvetia, Göhner Stiftung, Stanley Thomas Johnson Foundation, Fondation Coromandel ed Erna und Curt Burgauer Stiftung.

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