OfficinARS – In Fieri

L’Associazione Villa Sistemi Reggiana presenta, dal 22 aprile al 12 maggio 2018, presso la sede di via Montagnani Marelli 18 a Gavassa di Reggio Emilia, “OfficinARS – In Fieri”, esposizione collettiva con opere fotografiche di Nilo Australi, Francesca Bonomini, Federica Gonnelli, Barbara Rossi, Antonella Zito, vincitori dell’omonimo concorso.

InvitoInserita nel circuito Off di “Fotografia Europea”, la mostra sarà inaugurata domenica 22 aprile dalle ore 18.00 alle 20.00. La presentazione delle opere sarà accompagnata dalle musiche del Quartetto d’Archi del Liceo Musicale Bertolucci di Parma, composto da Ion Mihail (violino), Francesca Gelmini (violino), Margherita Bianchi (viola) e Sabrina Giovanardi (violoncello), diretti dal Maestro Michele Pinto.

L’esposizione è realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Emilia, in collaborazione con il Museo Storico Archeologico di Nola (NA), tappa successiva del progetto (9-30 giugno 2018).

Dopo i positivi riscontri ottenuti con la mostra inaugurale, allestita nel 2017, l’Associazione Villa Sistemi Reggiana ha proseguito la propria attività rivolta agli artisti emergenti attraverso un secondo concorso ad accesso gratuito, al quale hanno partecipato fotografi di età compresa tra i 20 e i 40 anni.

Una giuria professionale, composta da Gianantonio Cristalli (scultore e docente di Scultura, Presidente della commissione), Mauro Carrera (curatore e critico d’arte) e Mauro Davoli (fotografo), ha selezionato i cinque vincitori – Nilo Australi, Francesca Bonomini, Federica Gonnelli, Barbara Rossi, Antonella Zito – le cui fotografie sono state inserite nel catalogo 2017-2018 dell’Associazione Villa Sistemi Reggiana insieme alle opere di Alketa Delishaj, Pietro Dente, Jessica Ferro, Giuseppe Graziosi e Erjon Nazeraj, vincitori della prima edizione del concorso.

«Nel persistente dissidio tra presente e futuro, tra l’essere ancorati all’adesso e il proiettarsi verso il futuro – spiega Maria-Teresa Crispo, Presidente di Villa Sistemi Reggiana – si inserisce la ricerca di Nilo Australi, convinto che grazie alla scienza le nostre abitudini siano cambiate, ma che i criteri per tradurle in realtà si nutrano di simboli e metafore inalterate nel tempo. Francesca Bonomini ci racconta invece del senso di frustrazione, oppressione e prigionia che la società liquida conferisce. Un gioco di rappresentazioni pirandelliane, di maschere che si alternano e si contrappongono. Quel confine labile, percettibile che è riconoscibile anche negli scatti di Federica Gonelli. Qui l’impossibile diventa visibile, facendo scorgere altri mondi, delineando altri percorsi. Itinerario apparentemente opposto è quello intrapreso da Barbara Rossi in “Changing Landscape”, in cui si indagano mondi e forme di uno spazio, naturale e costruito, in modo che questi possano ricondurci a noi stessi, nel tentativo di ritornare alle radici, al mito, all’archetipo. La ricerca dell’identità è alla base anche del progetto “Mondi inanimati” di Antonella Zito. Questo processo euristico spinge l’individuo ad uscire dall’incertezza, dall’impersonalità, dalla omologazione a cui potrebbe tendere. La denuncia dell’immobilismo, apatia ed ipocrisia, diventa essa stessa un grido, uno slancio, un invito al dialogo ed un’apertura al mondo».

Nel corso dell’esposizione sarà presentato il catalogo “OfficinARS”, con testi di Mauro Carrera e Maria-Teresa Crispo, relativo all’attività 2017-2018. Si terranno, inoltre, diversi eventi collaterali, segnalati sul sito http://www.villasistemireggiana.it e sulla pagina http://www.facebook.com/villasistemireggiana. La sede di Villa Sistemi Reggiana è accessibile da lunedì a venerdì con orario 9.00-17.00, sabato e domenica ore 18.00-20.00. Sabato 12 maggio 2018, ore 18.00-20.00, finissage con interventi di esperti del settore.

Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 272405, info@villasistemireggiana.it.

Nilo Australi, Atlas MundiNilo Australi nasce nel 1988 a Figline Valdarno (FI). Si laurea all’Accademia di Belle Arti di Firenze, sezione Pittura-Progetto, e ottiene il diploma europeo di Multimedia Designer. Come pittore, illustratore e scenografo ha collaborato con Fresnel Multimedia produzioni cinetelevisive. Ha co-curato la mostra e il catalogo “LIBRopera”. Ha ottenuto diversi premi e menzioni.

Francesca Bonomini si diploma al Liceo Artistico di Piacenza e all’Accademia di Belle Arti di Brera, specializzandosi successivamente in Scenografia cinematografica e televisiva. Utilizza mezzi differenti, soprattutto la fotografia e il computer, aprendo anche al 3D e al video, senza tuttavia abbandonare la manualità insita nel disegno e nella pittura.

Federica Gonnelli nasce a Firenze dove frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti. Vive e lavora tra Firenze e Prato. Dal 2001 sviluppa una ricerca che si situa al limite tra le discipline canoniche delle arti visive. Sovrapponendo vari elementi grazie alla trasparenza dell’organza, amplia i suoi progetti con la realizzazione di installazioni e videoinstallazioni.

Barbara Rossi (Parma, 1988) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Lavora come fotografa di architettura in Germania. La sua ricerca personale si basa sull’osservazione e l’analisi delle relazioni tra uomo, territorio e tempo. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia.

Antonella Zito, pugliese d’origine, vive e lavora ad Amsterdam. Grafica pubblicitaria, fotografa e video maker, si ispira alla psicologia e a tutto ciò che parte dal singolo individuo, fino alla contestualizzazione nella società e nell’ambiente. Le sue opere sono realizzate tramite set fotografici studiati nei minimi dettagli per ricreare situazioni vissute, ambienti e personaggi surreali.

Villa Sistemi Reggiana è un’associazione che opera nel settore dell’arte e del volontariato, a cui aderiscono individui che si impegnano, in forma del tutto gratuita, a promuovere iniziative ed eventi tesi alla diffusione e alla sensibilizzazione verso l’espressione artistica. La scelta di individuare e promuovere artisti emergenti è suggerita dalla originaria destinazione dell’immobile di via Montagnani Marelli, ottocentesca scuola per fanciulle povere di Gavassa (RE). Le attività promosse dall’Associazione tendono inoltre a stabilire un legame tra l’arte e la solidarietà, sostenendo un’associazione che gestisce un orfanotrofio a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.

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Informazioni:
Villa Sistemi Reggiana
Via Montagnani Marelli 18, Gavassa, Reggio Emilia
Tel. 0522 272405
info@villasistemireggiana.it
http://www.villasistemireggiana.it

Ufficio stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142
info@csart.it
http://www.csart.it

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Il restauro della croce di Chiaravalle

La croce di Chiaravalle, conservata nel museo del Duomo di Milano, è tra i capolavori che di recente ha riscoperto il proprio splendore grazie a “Restituzioni 2016”,  il programma del Progetto Cultura di Intesa San Paolo.

croce-di-chiaravallePuò lo studio su un manufatto come la croce di Chiaravalle diventare un “modello esportabile” per studiare un’opera complessa all’atto delicato del restauro?
Dopo l’accurato restauro, il percorso di valorizzazione è proseguito con un’attività di studio multidisciplinare del prezioso cimelio medievale, di manifattura veneziana, rimasto per secoli un vero e proprio enigma per la ricchezza e la complessità di tecniche e di culture che rendevano difficile una datazione univoca del pezzo.

I risultati dello studio che hanno riservato diverse sorprese, aprendo nuovi orizzonti di ricerca e d’interpretazione dell’antico manufatto orafo, intendono essere discussi con un pubblico più vasto di esperti, storici dell’arte, soprintendenti, conservatori, scienziati, studenti, all’interno quindi di una globalità dei saperi umanistici e tecnico-scientifici non autoreferenziale ma condivisa: un cantiere possibile delle conoscenze e delle pratiche.
Tutto questo sarà presentato all’interno del Salone nella giornata del 22 marzo con l’incontro “Neutroni, elettroni e fotoni per guardare dentro la croce di Chiaravalle. Un esempio di multidisciplinarietà messa in pratica ” dalle ore 14.00 alle 18.00 presso la Sala Diamanti (Padiglione 6).

A introdurre l’incontro sarà Letizia Caselli, responsabile scientifico del progetto internazionale “La città dei musei. Le città della ricerca”; ad accompagnarla ci saranno Giulia Benati, direttore e conservatore delle raccolte della Fabbrica del Duomo di Milano, Maria Pia Riccardi, professoressa del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia e Daniela Di Martino, ricercatrice del Dipartimento di Fisica dell’Università Milano Bicocca

 

SALONE INTERNAZIONALE DEL RESTAURO DEI MUSEI E DELLE IMPRESE CULTURALI XXV EDIZIONE

– 21-23 marzo 2018, dalle 9.30 alle 18.00
– Ingresso con registrazione obbligatoria
– Quartiere Fieristico di Ferrara (Via della Fiera, 11)
http://www.ferrarafiere.it

Sarà previsto un servizio di navetta gratuito dalla stazione alla fiera.

Segreteria Organizzativa

ACROPOLI SRL
Capo Progetto
Carlo Amadori direzione@acropoli.com
Responsabile di Segreteria
Omar Marcacci omar.marcacci@salonedelrestauro.com
Ufficio Commerciale
Alessandra Filippini alessandra.filippini@salonedelrestauro.com
Segreteria
Francesca Bonsanto segreteria@salonedelrestauro.com
Ufficio Tecnico
Responsabile: Arch. Rossana Amadori rossana.amadori@salonedelrestauro.com
Arch. Ilaria Ierardi ilaria.ierardi@salonedelrestauro.com
Arch. Annalisa Giorgetti annalisa.giorgetti@salonedelrestauro.com
Catalogo
Alessandra Schiavi alessandra.schiavi@salonedelrestauro.com
Amministrazione
Deborah Amadori deborah.amadori@salonedelrestauro.com

Tel. +39 051 6646832 – 864310 – 8659338
Fax +39 051 860965
info@salonedelrestauro.com
http://www.salonedelrestauro.com
facebook: Salone del Restauro
twitter: salonerestauro
youtube: FieraRestauro
instagram: restauromusei

Il programma completo della manifestazione e l’elenco espositori saranno disponibili sul sito http://www.salonedelrestauro.com

Labyrinth

Dal 10 aprile al 29 giugno 2018 la Fondazione Adolfo Pini presenta – durante la Milano Art Week in concomitanza con miart – la mostra Labyrinth, un progetto site-specific realizzato dall’artista Jimmie Durham, a cura di Gabi Scardi.

1bis_Durham_Public Monument for the Birthday of Rome_1995_02Jimmie Durham è una delle maggiori personalità artistiche del presente. Intellettuale, saggista e poeta, oltre che artista visivo, dagli anni Sessanta il suo lavoro evidenzia il sistema di convenzioni all’interno delle quali viviamo; convenzioni che riguardano le idee, i comportamenti, la storia e le sue interpretazioni. Metterle in discussione significa aprirsi al dubbio, evidenziare la sfaccettatura della realtà, lasciare emergere una molteplicità di visioni possibili.

Le sue opere consistono, in molti casi, in arrangiamenti di materiali naturali o industriali, innestati gli uni sugli altri; materiali che normalmente sfuggono all’attenzione o risultano troppo al di sotto di ogni valore per essere classificati; queste opere equivalgono dunque a commenti sulla natura delle cose e sul loro valore. In altri casi le installazioni si compongono di oggetti trovati o creati: oggetti che sono concentrati di quotidianità, che narrano storie, e ci dicono chi siamo. Alla base della sua pratica c’è infatti la volontà di restituire alle cose la possibilità di presentarsi nella propria essenza; di decostruire le sovrastrutture che le circondano, e con esse i concetti cardine della civiltà del consumo.

In questa logica si inserisce l’attenzione che l’artista dedica al tema dell’architettura, elemento da sempre centrale nella sua poetica. Dell’architettura, nel corso degli anni, Durham ha voluto scardinare l’assertività, la monumentalità. L’oggetto della sua critica è il senso di stabilità, che rende l’individuo certo e perentorio e lo sottrae al dubbio imbrigliandone l’attitudine critica.

Per la Fondazione Adolfo Pini l’artista crea un nuovo progetto, appositamente concepito, lavorando sullo spazio esistente e sulle sue strutture. In particolare, Durham porta all’esterno ciò che normalmente è “dentro” il corpo dell’architettura; rende visibili i materiali che lo compongono, rivela ciò che sta sotto il rivestimento: i “visceri”, le “interiora”; il rimosso; Innards, appunto. Per estensione, l’artista affronta così la questione di ciò a cui si dà spazio o ciò che si cela; di ciò che si dice o si omette. Al progetto abbina un video del 1994, The Man Who Had A Beautiful House, legato a un’idea di abitare che viene prima, e va al di là delle pareti di un edificio. Nello spazio rifinito ma carico di passato della Fondazione, attraverso il tema dell’architettura, l’artista si confronta una volta di più, con l’idea del costrutto sociale e culturale e con le strutture, con le convenzioni, con le categorie che l’accompagnano.

Dopo aver presentato i primi tre progetti site specific, The Missing Link di Michele Gabriele, Materia prima di Lucia Leuci e Memory as Resistance di Nasan Tur, con questa nuova mostra la Fondazione Adolfo Pini prosegue pertanto il proprio percorso dedicato all’arte contemporanea, sotto la guida di Adrian Paci, con l’obiettivo di porsi quale luogo di incontro e valorizzazione della scena dell’arte giovanile nazionale e internazionale a Milano.

Labyrinth

A cura di Gabi Scardi

Dal 10 aprile al 29 giugno 2018

Preview stampa: 9 aprile ore 11.00

Opening: 9 aprile ore 18.30

Orari: da lunedì a venerdì

ore 10.00 – 13.00 | 15.00 – 17.00

Fondazione Adolfo Pini

Corso Garibaldi 2, Milano

Ingresso gratuito

Tel. 02 874502

http://www.fondazionepini.it

Facebook: Fondazione Adolfo Pini

Lempertz – Arte Moderna e Contemporanea

Il mercato dell´Arte, e in particolare contemporaneo, è estremamente forte in Germania, paese da una forte tradizione collezionistica e dalla ottima potenza economica. Lempertz gode un primato tra le case d´aste tedesche e con le sue sedi espositive a Colonia, Monaco e Berlino ha di una visibilità capillare sul territorio, ma anche a livello internazionale, con uffici a Bruxelles e rappresentanze a Londra, Parigi e Milano.

Lempertz dedica una asta alla Fotografia e struttura la vendita di contemporaneo in diverse tornate, proponendo gli highlights in una evening sale seguita il giorno successivo dall´asta tradizionale: il format è consolidato e ha già permesso di ottenere ottimi risultati e attrarre un collezionismo attento e diversificato.

LempertzImportante opera già assicurata per la prossima vendita è Superficie acroma di Piero Manzoni, l´artista italiano che insieme a Fontana e Yves Klein ha inaugurato il nuovo capitolo della pittura astratta e concettuale. Opera del 1959, la tela sarà senz´altro un catalizzatore d´interesse per collezionisti e raffinati cultori, Italiani e internazionali.

Siamo a un mese alla chiusura del catalogo e stiamo lavorando alacremente per proporre un´asta ricca di opere straordinarie: siamo felici di valutare nuove proposte!
Per informazioni, e per proporre le vostre proprietà in asta, la invitiamo a contattare:

Carlotta Mascherpa,
Responsabile Lempertz Italia
milano@lempertz.com
T +39 339 8668526

Piero Manzoni
Superfice acroma. 1959
Caolino e tela grinzata, 50 x 40 cm
Stima: € 400.000 – 500.000

Take me a question

TAKE ME A QUESTION è un progetto di arte pubblica a cura di Andrea Lerda pensato per Caraglio, cittadina in provincia di Cuneo e a lungo sede del CeSAC – Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, organo parte dell’Associazione Culturale Marcovaldo che ha chiuso i battenti nel 2016.

Tamara Janes, Alter Ego, 2013, still da video. Courtesy Boccanera Arte Contemporanea , Trento copia

Il progetto prende vita su uno dei numerosi cestini pubblicitari che il Comune di Caraglio ha chiesto di installare all’agenzia Cladi Pubblicità di Torino e sparsi per tutto il centro del paese. 
 Individuando questo contenitore di arredo urbano come spazio dedicato alla riflessione artistica e non alla propaganda pubblicitaria, il progetto intende attivare una riflessione sul ruolo dell’arte all’interno di un territorio che per diversi anni è stato protagonista della scena artistica nazionale e internazionale.

Prendendo in prestito le parole di Vito Acconci, TAKE ME A QUESTION vede “l’arte pubblica, in quanto luogo di raccolta per le persone, [che] funge da modello per la città” Un’arte pubblica che “ristabilisce gli spazi popolati che portano a discussioni che portano a dibattiti che portano a riconsiderazioni che portano alla rivoluzione. In un mondo di centri commerciali, l’arte pubblica ristabilisce la piazza”.

TAKE ME A QUESTION chiama in causa dunque l’arte contemporanea come strumento in grado di porre interrogativi ed evocare riflessioni, stimolando una riflessione sul suo ruolo all’interno della comunità locale e globale.

10 artisti verranno invitati a realizzare un progetto site specific a cadenza mensile. Attraverso la produzione di un poster d’artista, un cestino pubblicitario diventerà l’interlocutore per mettere in comunicazione arte e spazio pubblico dando forma a riflessioni e sollecitando una partecipazione collettiva.

La dimensione di non sense che il titolo del progetto evoca è il pretesto da cui partire per l’attivazione di una riflessione critica e partecipata tra spettatore, spazio pubblico e opera.

“To take something” (in italiano “prendere qualcosa”) è l’invito a vedere l’arte come un contenitore al cui interno sono depositati significati e contenuti. “Take me a question”, frase che risulta evidentemente sgrammaticata, è a questo punto una provocazione, che volontariamente intende generare una sensazione di disturbo e di messa in discussione di tutte le grammatiche convenzionali.
 Take me a question racchiude l’invito all’interazione, lasciando intendere la presenza di due attori che generano un vero e proprio dialogo. Da un lato si pone una domanda, dall’altro si fornisce una possibile risposta. Ma i ruoli sono intercambiabili e allora le domande e le risposte diventano infinite.

Il primo intervento che inaugura il 3 marzo 2018 alle ore 16 sarà realizzato dall’artista FRANCO ARIAUDO e sarà visibile fino al 31 marzo 2018. Si ringrazia per il supporto alla produzione COLLI indipendent art gallery di Roma e l’artista.

TAKE ME A QUESTION. Un progetto di interazione tra arte e spazio pubblico

Da marzo a dicembre 2018

Cestino pubblicitario – Via Roma 83 – Caraglio (CN)

A cura di Andrea Lerda

Inaugurazioni: a cadenza mensile. Prima inaugurazione: 3 marzo 2018 ore 16 con il primo intervendo dell’artista Franco Ariaudo

Courtesy per l’immagine copertina del progetto: Tamara Janes, Alter Ego, 2013, still da video. Courtesy Boccanera Arte Contemporanea, Trento

Sito internet: https://takemeaquestion.weebly.com

Luoghi atemporali

Federico Buzzi dipinge con intensità e guardando con afflato alla pittura figurativa del passato novecento italiano. Ammaliato dalle atmosfere sospese di Mario Sironi, da quelle metafisiche di Giorgio De Chirico e da quelle surreali di Carlo Carrà.

Federico_BuzziCresciuto di fronte a una collezione di dipinti del primo Rinascimento e degli anni ’20, è senza dubbio rimasto piacevolmente segnato consequenzialmente incuriosito; attratto emotivamente, da quella figurazione che reputa come l’ultima reale tradizione pittorica italiana: Il Gruppo “Novecento”.

I suoi lavori, mai esposti sino ad ora, sono presenti in collezioni private, conosciuti nei circoli intellettuali, tra amici e conoscenti. E’ con Galleria STATUTO13 che si presenta l’effettiva possibilità, coadiuvata da una volontà dell’artista stesso, di esporli pubblicamente appannaggio del fruitore.

Come si evince nella citazione dell’incipit i luoghi rappresentati nei suoi dipinti sono spesso legati all’attualità di una società malinconica, dove talvolta la solitudine emerge con connotazioni di timore, altre invece con velate introspezioni surreali, atemporali.

Le copie dal vero inserite tra contesti urbani e metafisici ci ricordano i corpi dei manichini di De Chirico o le statue greche ed evidenziano quello sguardo volto a stilemi del passato, convincendoci che sia necessario un ritorno a tali ambientazioni, trovandoci in una società contemporanea dove valori e principi morali sono ormai troppo spesso desueti e dimenticati.

Secondo Federico Buzzi difatti l’Arte tradizionale occidentale non è legata a un progresso lineare nel tempo e tanto meno a un fine. Ci troviamo di fronte a cicli, corsi e ricorsi storici dove epigoni e anacronismo fanno da catalizzatori artistici. Un ritorno al passato dunque è auspicabile e quantomeno desiderabile.

“Luoghi atemporali”

Mostra personale di pittura di:

Federico Buzzi

A cura di Massimiliano Bisazza

-Opening: 6 dicembre 2017 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 19 dicembre 2017 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h11/19)
info@statuto13.it
http://www.statuto13.it
http://www.facebook.com/statuto13

The Originals

La G. Art Agency Llc. in collaborazione con Rossocinabro, presenta a Roma, dopo l’esposizione di New York ‘The Originals’, una selezione di opere provenienti da Europa, Stati Uniti, Canada, Norvegia, Israele, Turchia, Giappone e Australia dal 13 al 31 dicembre 2017. Tutti i lavori sono pezzi unici.

158_the_originalsL’evento dà una grande opportunità per investire in arte internazionale, ed è una vetrina per gli artisti ben consolidati e per i giovani talenti. I visitatori possono aspettarsi una varietà di dipinti, arte fotografica, arte urbana e sculture in diversi stili. La mostra è curata da Cristina Madini e Joe Hansen.

The New York based G. Art Agency, Llc. with Rossocinabro presents in a itinerary show ‘The Originals | December 13 -31, selectes works of artists from Europe, USA, Canada, Norway, Israel, Turkey, Japan and Australia.

The event gives a great opportunity to invest into international art, and is a showcase of the well-established artist as well as young talent. Visitors can expect a variety of paintings, photography art, urban art and sculptures in different styles. The exhibition is curated by Cristina Madini and Joe Hansen.

Artists: Valentina Achim, Dina Babay, Helga Borbás, Elda Calabrese, Laura Casini, Celina, Maria Emilov, Giovanna Fabretti, Francesca Guetta, Mikio Hasui, Lynn Jaanz, Osamu Jinguji, Agnieszka Konopka, Lady Yupiigold, Sybille Lampe, Lisa J Levasseur, Giacoma Lo Coco, Stjepko Mamic, Britt Merrylees, Vincenzo Messina, Elvio Miressi, Beatriz Moya, Päivyt Niemeläinen, Mirja Birgitta Nuutinen, Anja Stella Ólafsdóttir, Daniela Rebecchi, Elke Reis, Miriam Seville, Christina Steinwendtner, Gitana Vaicyte, Natasa Vladisavljevic, Boyan Yanev, Yalim Yildirim, Ziba Moasser

Sul sito ci sono pagine di approfondimento per ogni singolo artista

a cura di Joe Hansen e Cristina Madini
La mostra è aperta al pubblico 13 al 31 dicembre con orario 11:00-19:00

RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma Italia
info 06 60658125
Visitabile da lunedì a venerdì 11-19

http://www.rossocinabro.com/exhibitions/exhibitions_2017/158_the_originals_roma.htm

L’Arte non vera non può essere Arte

L_Arte non vera non può essere ArteDalle ore 09.30 di martedì 28 novembre 2017, a Firenze, presso il Teatro del Rondò di Bacco di Palazzo Pitti, si terrà un convegno promosso dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale nell’ambito del piano strategico 2017/2018 del Consiglio Nazionale Anticontraffazione sul tema «L’Arte non vera non può essere Arte».

Interverranno il Dottore Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, il Dottore Pietro Suchan, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Lucca il Dottore Andrea Pessina, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, il Dottore Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Istituto autonomo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Dottoressa Elisa Marianini, Storica dell’arte, pittrice, restauratrice, critica d’arte, il Dottore Pasquino Pallecchi, geologo, funzionario presso il laboratorio di analisi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, il Maggiore Lanfranco Disibio, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze.

Moderatore sarà il Tenente Colonnello Valerio Marra, Comandante del Gruppo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma .

Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Nucleo di Firenze
Via Romana 37/A – 50125 Firenze
tel. +39.055.295330-45
email tpcfinu@carabinieri.it
PEC sfi37095@pec.carabinieri.it

Johannes Wald

RITAURSO Artopiagallery è lieta di presentare la prima mostra personale in Italia di Johannes Wald (Sindelfingen, Germany, 1980).

Johannes WaldL’agire artistico di Johannes Wald appartiene all’ambito della scultura situandosi nell’attimo che precede il dare forma, in uno stato quasi perenne di “divenire”. Non è, infatti, possibile definirlo scultore se non nel senso del termine tedesco “bildhauer” ovvero “colui che dà forma alle immagini”. I suoi lavori non sono mai conclusi ma vivono nella variazione e nella continua riproposizione dell’interrogativo sull’indissolubilità di forma, materia e contenuto. Johannes Wald utilizza la scultura come linguaggio per rivelare –attraverso i suoi vuoti, mancanze e nascondimenti – il processo e la trasmissione delle condizioni di esistenza degli oggetti, all’interno di una genealogia dei canoni estetici e di una memoria collettiva che li identifica.

L’idea di una forma inerente alla materia, anche se non direttamente codificabile visivamente, è al centro della mostra pensata dall’artista per questa occasione. Optando per un struttura aperta di significati, in questo caso presentando quattro diverse variazioni sul tema, Johannes Wald modella la materia attribuendole alcuni caratteri effimeri dell’essere vivente come il respiro, il calore, il movimento e la parola. La forma non si manifesta quindi come canone descrittivo dell’immagine ma come presenza organica della materia, spostando l’attenzione dall’oggetto in potenza alla sostanza. Il processo scultoreo si rovescia, sovverte la regola della trasformazione, modellando la materia all’inverso, come nel caso dei marmi di Carrara che seguono il ritmo del respiro umano o trasmettono il calore corporeo dell’essere vivente.

Frammenti alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia

Gianni Bertini, La motorizzata, 1975, mec art su tela, cm. 116x81La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 24 novembre 2017 al 31 gennaio 2018, “Frammenti”, esposizione collettiva con opere realizzate da venti artisti attivi dagli anni ’50 ai giorni nostri.

La mostra trae il titolo – “Frammenti” – da una tela di Franco Angeli riferibile ai primi anni ‘70. Un percorso che, attraverso opere selezionate, intende ripercorre la storia dell’arte italiana a partire dal secondo Dopoguerra, riservando particolare attenzione anche alle nuove generazioni e alla ricerca artistica contemporanea.

Gli anni ’50 e ’60 sono rappresentati in mostra da un lavoro polimaterico di Roberto Crippa legato al Movimento Nucleare, da una carta intelata di Tancredi, da un “Diario” di Arturo Vermi, da una tela e da un sicofoil di Carla Accardi e da un’incisione all’acquatinta di Lucio Fontana, oltre ad un olio geometrico di Luigi Veronesi riferibile alla seconda metà del decennio precedente.

Franco Angeli, Frammenti, inizio anni '70, smalto su tela, cm. 100x100Sono ascrivibili agli anni ’70 e ’80, oltre all’opera di Franco Angeli che dà il titolo alla mostra, anche un dipinto di Paolo Cotani denominato “Dagli occhi della tigre” e una scultura sferica di Arnaldo Pomodoro. La sezione è inoltre completata da due lavori di Paolo Minoli, artista cui la Galleria ha recentemente dedicato un’ampia retrospettiva.

Si riferiscono agli anni ’90 e Duemila ancora un dittico di Paolo Minoli (“Per il poeta”, 1996), un dipinto a tecnica mista su carta di Alighiero Boetti, un rilievo su pvc di Alberto Biasi e una spiaggia in poliuretano espanso di Piero Gilardi.

La scultura contemporanea è indagata, per finire, da Eduard Habicher, Rudy Pulcinelli, Luca Freschi, Renata e Cristina Cosi; la pittura da Mirko Baricchi e Simone Pellegrini.

Paolo Cotani, Dagli occhi della tigre, 1985-87, tecnica mista su tela, cm. 120x120Curata da Federico Bonioni, la collettiva sarà inaugurata venerdì 24 novembre, dalle 10.00 alle 20.00, in occasione della festa patronale di San Prospero. L’esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2018, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00; 16 e 17 dicembre ore 10.00-20.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 435765, www.bonioniarte.it, info@bonioniarte.it, www.facebook.com/bonioniarte, www.instagram.com/bonioniarte.

“Frammenti” è parte della quarta edizione di “In Contemporanea”, rassegna che nel 2017 è diventata rete di gallerie, con un maggior numero di proposte distribuite nel corso dell’anno. Tra i primi appuntamenti, “In Contemporanea a Palazzo Magnani”, una serie di incontri dedicati ai mestieri dell’arte. Federico Bonioni sarà ospite a Palazzo Magnani, insieme allo staff di Vicolo Folletto Art Factories, venerdì 1 dicembre, alle ore 18.30, con l’intervento “La Galleria fuori dalla Galleria. Mostre pubbliche e progetti curatoriali”. Sempre nell’ambito di “In Contemporanea”, il 16 e il 17 dicembre 2017 si terrà “In Contemporanea fiera diffusa”, weekend all’insegna dell’arte con apertura delle gallerie aderenti ad orario continuato, dalle 10.00 alle 20.00.

FRAMMENTI

Venti artisti dagli anni ’50 ai giorni nostri

Carla Accardi, Franco Angeli, Mirko Baricchi, Alberto Biasi, Alighiero Boetti, Bonzanos Art Group, Renata e Cristina Cosi, Paolo Cotani, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Luca Freschi, Piero Gilardi, Eduard Habicher, Paolo Minoli, Simone Pellegrini, Arnaldo Pomodoro, Rudy Pulcinelli, Tancredi, Arturo Vermi, Luigi Veronesi

A cura di Federico Bonioni

24 novembre 2017 – 31 gennaio 2018

Inaugurazione: venerdì 24 novembre, ore 10.00-20.00

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00; 16 e 17 dicembre ore 10.00-20.00

Roberto Crippa, Senza titolo, anni 50, polimaterico su tavola, cm. 47,5x67,5

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