Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali

Ferrara FiereDal 21 al 23 marzo 2018 torna, nella storica sede di Ferrara, il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali, giunto alla sua XXV edizione con il patrocinio del MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

 Tre giornate che celebreranno il traguardo di questo importante venticinquesimo capitolo, presentando un programma imperdibile di esposizioniconvegnieventi e mostre, nell’intento di promuovere il patrimonio culturale e ambientale sotto ogni aspetto.

Una delle novità più importanti è l’ottenimento della certificazione internazionale ISF Cert – Istituto di certificazione di dati Statistici Fieristici, che conferma e celebra il ruolo centrale e strategico del Salone nel panorama fieristico mondiale.

Il Salone guarda alle nuove logiche di mercato, alle opportunità e alle necessità di cambiamento del Paese, nella convinzione che il patrimonio storico-artistico e ambientale ne siano la principale risorsa. Una risorsa che deve trovare luoghi, opportunità, professionalità in sinergia tra loro e in grado di valorizzarli e trasformarli in un importante volano dell’economia nazionale. Questo il Salone vuole rappresentare ogni anno, un irrinunciabile spazio per dare risalto alle imprese culturali.

Partnership e presenze istituzionali

Grazie all’attiva partecipazione di importanti aziende ed istituzioni, saranno presentate e affrontate le tematiche più attuali e urgenti, le tecnologie, le innovazioni e i risultati, informando sui più importanti interventi di restauro e riqualificazione dei beni culturali e ambientali.

 Anche questa edizione conferma il format realizzato insieme al MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, partner storico della manifestazione, il quale ha individuato nel Salone la cornice perfetta per rappresentare il Sistema Museale Italiano in tutta la sua interezza e complessità.

In particolare saranno presenti i 30 più importanti musei italiani, gli Istituti dotati di autonomia speciale e i Poli Museali regionali.

 Nell’ottica di aprire l’orizzonte a settori emergenti nel panorama museale italiano, troveranno spazio aziende in dialogo diretto con le realtà museali pubbliche e private, provenienti da settori quali illuminotecnica, climatologia, trasporto di opere d’arte, software e altre tecnologie,  accoglienza, guardiania, ristorazione, bookshop e merchandising, che si affiancheranno ai consueti espositori.

 Una importante new entry è la partecipazione di Federculture che rappresenta le più importanti aziende e istituzioni del Paese operanti nel campo delle politiche e delle attività culturali, molte delle quali vere e proprie eccellenze anche a livello europeo, nella gestione dei servizi legati alla cultura e al turismo culturale.

Grazie alla collaborazione tra ASTER (Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna), da sempre promotrice della ricerca industriale come motore principale di sviluppo economico sostenibile e laboratorio di innovazione a livello nazionale e internazionale e DIAPReM – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, diretto dal Prof. Marcello Balzani, verrà proposto uno spazio dedicato alle industrie creative per sviluppare relazioni B2B, mettendo in dialogo addetti ai lavori, aziende e pubblico e ponendo l’attenzione sul potenziamento delle strategie e azioni congiunte tra ricerca e impresa.

La XXV edizione vedrà anche la nascita di un’area dedicata alle automobili e moto d’epoca, con la presenza dei più importanti musei e restauratori di fama internazionale.

Maggiore rilevanza avrà la presenza dell’Associazione Siti UNESCO che porterà un fondamentale contributo attraverso i propri siti di importanza mondiale.

Seminari e progetti

Il TekneHub, Tecnopolo dell’Università degli Studi di Ferrara, Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna, presenterà due laboratori riguardanti l’applicazione delle alte tecnologie nel settore edile, con particolare attenzione al valore storico, artistico e architettonico.

Il primo concerne la conclusione del progetto “Mu.S.A.” (Multi Sensor Assessment – Piattaforma collaborativa per l’integrazione di sensori multi spettro nell’edilizia specialistica a carattere monumentale), proponendo di organizzare un seminario tecnico per la comunicazione dei risultati offerti dalla ricerca, illustrando il funzionamento grazie alla predisposizione di un prototipo dimostratore.

Il secondo convegno, invece, si occuperà di indagare la neutralizzazione dell’umidità da risalita capillare, illustrando relazioni dei membri del Comitato Scientifico, comunicazioni di casi studio ed esempi di applicazioni in contesti differenti.

 In merito alla riqualificazione dell’area adiacente la tomba di Dante Alighieri a Ravenna, sarà presentato il relativo progetto a cura del Prof. Giampiero Cuppini, che vuole soddisfare l’esigenza di rendere l’area più fruibile al pubblico, attuando l’inserimento nel tessuto urbano di zone di verde.

 Anche in questa edizione i workshop e i corsi di formazione professionale tenuti sono a rilascio di crediti formativi permanenti, altamente qualificati, per le categorie di Architetti, Geometri, Ingegneri e tutti coloro che operano nel campo della conservazione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali.

Collaborazioni internazionali

 È confermata la prestigiosa e consolidata partecipazione del Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo, che presenterà i suoi meravigliosi progetti, oltre a offrire una serie di imperdibili workshop.

 E’ in corso di definizione la partnership con il Governo di Mosca, maturata lo scorso anno.

Ma non solo. Per questa edizione, infatti, il DIAPReM di Ferrara, che da tempo intrattiene esperienze di collaborazione e scambio con centri universitari esteri per la sua eccellenza e know-how nella scansione 3D di grandi immobili, ha avviato un progetto assolutamente unico nel suo genere con l’Università di São Paulo in Brasile per il restauro di due edifici di rilievo della città brasiliana: il Museu Paulista, comunemente conosciuto come “Museu do Ipiranga”, e la Casa de Vidro di Lina Bo Bardi, entrambi scansionati secondo queste tecniche 3D di ultima generazione progettate dalla stessa Università.

Saranno due operazioni culturali di enorme impatto: il museo, infatti, è il più visitato in Brasile perché celebra l’indipendenza brasiliana, mentre la Casa de Vidro, emblematico riferimento della modernità latinoamericana, è una casa museo dove si respira una cultura particolare di antico e moderno, sacro e profano.

Durante le giornate del Salone verrà lanciato il bando del restauro del Museu do Ipiranga e presentato il progetto riguardante la Casa de Vidro, finanziato dalla Getty Foundation.

Premi

La sezione dedicata ai premi si avvarrà anche quest’anno del PREMIO DOMUS RESTAURO E CONSERVAZIONE – Premio Internazionale di Restauro Architettonico, ideato e promosso nel 2010 da Fassa s.r.l., dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara e dal Salone, con l’intento di valorizzare progetti realizzati in ambito italiano e internazionale. In questi anni, la notevolissima adesione al Premio ha confermato la crescita costante degli interventi di restauro anche in contesti stranieri ed extraeuropei, dimostrando la necessità di un dialogo e un confronto internazionale su tematiche che hanno accezioni differenti, ma problematiche simili.

La XXV edizione vedrà inoltre la nascita di un nuovo premio dedicato alla divulgazione culturale, progetto in corso di definizione i cui dettagli saranno svelati con l’anno nuovo.

Eventi collaterali promossi da Ferrara Aperta per Restauro

 Visita con aperitivo a Palazzo Gulinelli

Palazzo Gulinelli, di proprietà della Fondazione “Opera Don Cipriano Canonici Mattei”, è stato ricostruito, in seguito agli eventi sismici che lo hanno danneggiato nel 2012.

La ricostruzione sposa le tecniche ad oggi più innovative, un restauro ecosostenibile con certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) – GBC (Green Building Council) Italia, protocollo HB (Historic Building) e il palazzo sarà il primo complesso scolastico con foresteria e uffici ad essere certificato sul territorio nazionale.

Durante il Salone il progetto sarà raccontato attraverso uno spazio espositivo. Verrà inoltre organizzato un incontro all’interno del Palazzo per presentare il restauro, la certificazione GBCI e tutti i partecipanti al Salone saranno invitati.

La data ipotizzata è Giovedì 22 Marzo 2018 e sarà un’occasione imperdibile per ammirare l’originalità e la varietà culturale e decorativa degli ambienti del Palazzo.

Inaugurazione della mostra di Biagio Rossetti

 Le opere di Biagio Rossetti, architetto di straordinaria rilevanza negli anni del Rinascimento estense, hanno avuto una risonanza su scala internazionale e hanno portato al riconoscimento di Ferrara come “Città del Rinascimento Patrimonio dell’Umanità UNESCO”.

Le giornate del Salone saranno l’occasione perfetta per inaugurare la mostra a lui dedicata.

Le novità e le opportunità in questa venticinquesima edizione sono molte e imperdibili, sempre con l’intento di valorizzare continuativamente il settore culturale, cuore pulsante del nostro Paese, in grado, non solo di rilanciare le basi dell’economia italiana, ma di ridisegnare il nostro futuro.

I numeri dell’edizione 2017

√ 290 Espositori

√ 26.000 visitatori

√ 130 Convegni e Seminari

√ 8 Eventi e Mostre

INFORMAZIONI UTILI:

– 21-23 marzo 2018, dalle 9.30 alle 18

– Ingresso con registrazione obbligatoria

– Quartiere Fieristico di Ferrara (Via della Fiera, 11)

http://www.ferrarafiere.it

Sarà previsto un servizio di navetta gratuito dalla stazione alla fiera.

Il programma completo della manifestazione e l’elenco espositori saranno disponibili sul sito http://www.salonedelrestauro.com a partire dal mese di febbraio.

Segreteria Organizzativa

ACROPOLI SRL

Capo Progetto

Carlo Amadori direzione@acropoli.com

Responsabile di Segreteria

Omar Marcacci omar.marcacci@salonedelrestauro.com

Ufficio Commerciale

Alessandra Filippini alessandra.filippini@salonedelrestauro.com

Segreteria

Francesca Bonsanto segreteria@salonedelrestauro.com

Ufficio Tecnico

Responsabile: Arch. Rossana Amadori rossana.amadori@salonedelrestauro.com

Arch. Ilaria Ierardi ilaria.ierardi@salonedelrestauro.com

Arch. Annalisa Giorgetti annalisa.giorgetti@salonedelrestauro.com

Catalogo

Alessandra Schiavi alessandra.schiavi@salonedelrestauro.com

Amministrazione

Deborah Amadori deborah.amadori@salonedelrestauro.com

Tel. +39 051 6646832 – 864310 – 8659338

Fax +39 051 860965

info@salonedelrestauro.com

http://www.salonedelrestauro.com

facebook:Salone del Restauro

twitter: salonerestauro

youtube: FieraRestauro

instagram:restauromusei

Ufficio Stampa

CULTURALIA di Norma Waltmann

culturaliart.com

 

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Splendori in bottega

C.K.I Italia presenta, in collaborazione con il Comune di Nova Milanese, l’Associazione Culturale Impronte e il patrocinio della Provincia Monza Brianza e dell’Associazione DcomeDesign, Splendori in bottega. Gli smalti dello Studio del Campo 1957-1997, mostra dedicata alla bottega di smaltatori Studio del Campo, attiva a Torino: un gruppo di quattro artisti-artigiani – Virgilio Bari e Lidia Lanfranconi, Euclide Chiambretti e Bianca Tuninetto – uniti nel lavoro e nella vita, che hanno saputo confrontarsi con le esperienze artistiche a loro contemporanee e allo stesso tempo con il disegno industriale che si stava affermando nella metà degli anni ’50, raggiungendo esiti originali e unici nel panorama italiano del secondo Novecento.

CKIA 20 anni dalla chiusura di Studio del Campo, gli artisti smaltatori del Creativ-Kreis International (CKI Italia) – che per l’occasione presenteranno le loro opere con anche una sezione didattica – e Villa Vertua Masolo, sede della Collezione Permanente Arti del Fuoco, vogliono rendere omaggio ad una storia fatta di amore e dedizione ad un’arte – quella dello smalto – che consente una infinita libertà espressiva e che i Del Campo riuscirono a esplorare usando tutte le tecniche e le illimitate possibilità cromatiche, coniugandole ad un vocabolario stilistico molto ampio, aperta tanto all’antichità medievale che all’astrattismo contemporaneo.

In mostra più di 150 opere documentano gran parte della loro produzione che spazia da oggetti per l’arredamento di interni ad opere di arte sacra, a sculture e manufatti decorativi.

Gli accessori e i complementi d’arredo vanno da piatti, ciotole e vasi, oggetti d’uso, senza dimenticare la serie di oggetti bicromi realizzati su disegno di Gio Ponti nel 1957. In questo ambito Studio del Campo, e nelle opere più strettamente decorative, usa uno stile definito e compiuto, caratterizzato da una linea capace di valorizzare il disegno e la consistenza luminosa, attraverso le finissime linee graffite che rivestono di chiaroscuri le superfici, e gli smalti monocromi che ne fanno esplodere la brillantezza e il risalto nello spazio.

Con il sostegno di Le opere sacre e le sculture invece sono caratterizzate dalla rappresentazione di un’umanità che lotta per la sopravvivenza quotidiana, visibile anche nelle proposte più astratte: in una prima fase viene usata la giustapposizione di piani per la costruzione di scene complesse, dinamiche e plastiche, per poi passare, tra la fine degli ani ’70 e i primi ani ’80 a effetti che guardano più al dinamismo di matrice futurista, virando più verso l’astrazione con una riduzione delle superfici smaltate a favore dell’utilizzo dell’acciaio.

Studio del Campo rappresenta anche la storia condivisa di un’amicizia e di una passione che portò i quattro torinesi a conoscersi nei primi anni ‘50 presso la “Comunità Artistica Torino” di Idro Colombi, da cui poi si distaccarono nel 1955 per fondare la propria bottega. La Triennale di Milano li tenne a battesimo nel 1957 e da quel momento fino al 1997 numerosi furono gli architetti, i designer, gli artisti, i critici e le gallerie d’arte con cui la bottega entrò in relazione: Gio Ponti, Toni Cordero, Romano Rui, Nanni Valentini, Bruno Munari, Filippo Scroppo, solo per citarne alcuni e molte le gallerie in cui esposero tra cui Martina, Il Sestante, Bosisio Arte. Parteciparono a tre edizioni della Triennale di Milano, a tutte le più grandi fiere campionarie e di arredamento italiane ed europee; esposero in Giappone e negli Stati Uniti (si ricorda collaborazione trentennale con la galleria Hudson & Rissman di Los Angeles); ricevettero anche grandi committenze pubbliche, tra cui l’incarico della decorazione delle cabine di prima classe degli ultimi transatlantici italiani, le turbonavi Michelangelo e Raffaello, nel 1963. Virgilio Bari e Lidia Lanfranconi, Euclide Chiambretti e Bianca Tuninetto furono figure totalmente all’avanguardia per l’epoca storica in cui iniziarono a lavorare – addirittura per i primi anni di attività ebbero un manager ante litteram, Luciano Goretti, che curò le loro public relation. Riservati per indole, scelsero di volersi sempre presentare come gruppo senza mai dare risalto alle singole individualità, e forse è stato anche questo il segreto del successo che permise loro di unire una fervida immaginazione ad una raffinata padronanza della tecnica dello smalto.

SPLENDORI IN BOTTEGA
Gli smalti dello Studio del Campo
1957-1997
a cura di Anty Pansera
11 – 26 novembre 2017
Inaugurazione 11 novembre 2017, ore 16:30
Villa Vertua Masolo
Via Garibaldi 1, Nova Milanese (MI)
Orari
giovedì/venerdì/sabato 15.30-18.30
domenica 10-12 / 15.30-18.30
Ingresso libero

Per info e visite guidate: 344.2330899
@CKIITALY / @villavertuamasolo /
@Associazione-Culturale-Impronte
http://www.cki.altervista.org

Ufficio stampa
Maria Chiara Salvanelli
Email mariachiara@salvanelli.it – cell +39 333 4580190

Mogador

Il progetto artistico “Mogador” prosegue il suo viaggio e arriva a toccare la città che ne ha ispirato la creazione: Essaouira. I lavori di Veronica Gaido – artista e fotografa – e di Vito Tongiani – pittore e scultore – dedicate al porto della città marocchina sono in mostra dal 26 ottobre al 26 novembre 2017nel centro culturale Dar Souiri a Essauoira (Marocco).

Invito Mogador, Essauoira (Marocco) - 26.10.2017I due artisti, appartenenti a diversi mondi espressivi, si confrontano attraverso la visione fotografica e pittorica delle loro opere, con l’obiettivo di raccontare l’atmosfera e la vita dello storico porto della cittadina, battezzata Mogador nel VII secolo (dall’arabo “ben custodita”). Tongiani e Gaido restituiscono le percezioni sensoriali di un luogo, rappresentando la mutevolezza dei colori, il brulichio delle persone, la presenza delle barche e la pienezza di gesti ripetuti e a volte invisibili. In questo luogo che diventa simbolo, ritroviamo il concetto di vita, di rifugio, di viaggio, ma anche il contrasto, lo sforzo quotidiano del popolo, i colori del giorno e l’oscurità della notte che convivono e si mescolano tra di loro.

Dopo la tappa di Essaouira, il viaggio di Mogador proseguirà con le esposizioni a Marrakech e Casablanca, fino ad arrivare alla Fundación Tres Culturasdi Siviglia nella primavera del 2018.

L’esposizione “Mogador” sarà inaugurata nella giornata di giovedì 26 ottobre 2017 alle ore 18.00 ad Essaouira (Marocco) da Mr. Andrè Azoulay con la partecipazione di Audrey Azoulay, Direttore Generale dell’UNESCOMohamed Laaraj, Ministro della Cultura marocchina e della Comunicazione, Driss Ksikes e Francis Ghilès.

A corredo della mostra, il catalogo con i testi di André AzoulayDriss KsikesFrancis GhilèsPhilippe Daverio e Jean Clair.

IV edizione del Premio Friends of Florence

Banner-Bando-Friend-of-FlorenceFriends of Florence e l’Associazione non profit Istur-CHT, segreteria organizzativa del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, presentano laFriends of Florence e l’Associazione non profit Istur-CHT, segreteria organizzativa del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, presentano la IV edizione del Premio Friends of Florence, a favore di interventi di restauro, tutela e conservazione di beni culturali nella città di Firenze promossi e curati ed eseguiti da restauratori professionisti specializzati.

Il bando è pubblicato sul sito del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze e i partecipanti avranno tempo fino al 16 marzo 2018 per candidare un progetto di restauro di un’opera ubicata nella città di Firenze.

Anche per questa IV edizione donwload del sito del Salone del Restauro di Firenze e inviare il materiale richiesto a mezzo posta Raccomandata a “Premio Friends of Florence – Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze 2018” – c/o Istituto Cavour Pacinotti viale Macchiavelli n. 33 50125 Firenze, entro e non oltre il 16 marzo 2018.
L’Assegnazione del premio al vincitore avverrà in occasione del Salone del Restauro di Firenze dal 16 al 18 maggio 2018, a Villa Vittoria, Palazzo dei Congressi, in Piazza Adua, 1 a Firenze.
I progetti potranno essere presentati da restauratori e ditte di restauro con esperienze di lavoro con le Soprintendenze.

Per scaricare il bando
http://www.salonerestaurofirenze.com/restauro/2018/download/

Per informazioni su Friends of Florence
http://www.friendsofflorence.org

L’arte è morta e bisogna fecondarla di nuovo

È scandalo nel mondo dell’arte per l’ultima opera dell’artista Alessandro Giorgetti che perfora con i falli le tele. “L’arte è morta e bisogna fecondarla di nuovo” la giustificaziona dell’artista.

THE-HOLEPer Giorgetti l’arte è morta per l’assenza di genialità e creatività, visto che tutto è ormai una ripetizione di ciò che già esiste .

Falli che spuntano dentro ai buchi bruciati del suo ‘The Hole’, per ricordare al mondo come si fa a procreare, ed a generare arte vera, nuova, mai vista.

E Sgarbi, che già di nudo maschile aveva vestito la sua combattuta critica, non poteva non appoggiare e dare supporto alla performance di un Giorgetti esasperato, che vuole a tutti i costi fecondare quell’arte morta , di genialità e di molto altro, con un atto estremo, e cioè con l’uso del fallo nel suo compito più naturale, ovvero quello della fecondazione.

Una battaglia condivisa idealmente dal noto critico visto che nel suo spettacolo a Milano agli inizi di ottobre ha pronunciato la frase “ l’arte sta morendo, fecondiamola”.

Un’affermazione che i più attenti hanno notato quanto sia riconducibile all’artista Alessandro Giorgetti visto che caratterizza il suo nuovo progetto, ‘ The Hole’ .

Una coincidenza particolare, che parla di giorni funesti per l’arte di oggi, e anche se non fa nomi il noto critico cita l’artista Alessandro Giorgetti, accortosi anche lui dello stato moribondo dell’arte di oggi e che per questo ha bisogno di un segnale forte per risvegliare le coscienze ed il mondo.

Tranne uno, dice tra le righe Sgarbi senza far nomi, quasi volesse assicurarsi di vedere con i propri occhi prima di credere:

C’è un solo artista in Italia, uno solo, che ha capito che l’arte sta morendo, e che sta cercando di ridarle vita, fecondandola. Ha ragione, anzi, è già morta. Fecondiamola!” , dice Sgarbi durante il suo spettacolo.

Indubbiamente due personalità vivaci quelle di Vittorio Sgarbi e Alessandro Giorgetti, con due ruoli differenti, ma che si coalizzano e la vedono nello stesso modo, avendo entrambi capito lo stato comatoso dell’arte contemporanea .

Decisamente da non sottovalutare il loro punto di vista, singolare ed allarmante.

Non c’è più tempo. L’arte contemporanea deve rinascere, ora.

Altrimenti, dopo i falli incorniciati, cosa dobbiamo aspettarci ancora?

Da Djagilev all’Astrattismo

Quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre, che ha certamente marcato la storia mondiale del XX sec.
M.-Larionov.Esiste però, per quanto riguarda la cultura e le arti, un’altra, più ampia Rivoluzione Russa, che ha stabilmente mutato i canoni espressivi precedenti, dal teatro (Cechov, Mejerchol’d, Stanislavskij) alla musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij…), dal balletto (Djagilev) alla fotografia (Rodcenko), alle arti figurative, dove, tra molti altri, basterà ricordare alcuni nomi: Benois, Bakst, Kandinskij, Malevic, Koncalovskij, Larionov, Tatlin, Goncarova, Stepanova, Ekster.

Mostrare questa “esplosione culturale” è l’ambizione del progetto di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, che dirigono il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari Venezia, affiancati da Faina Balachovskaja, della Galleria Tret’jakov di Mosca che l’ERPAC – l’Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia – ha accolto per la sua sede museale di Gorizia.
«Questa grande mostra presenta un’originale sequenza di opere emblematiche, ma anche assai poco viste in Italia, e vuole essere quindi l’insolita celebrazione di un evento storico che ha mutato per sempre il mondo contemporaneo. Indicandolo come l’esito di una complessiva dinamica che, poco prima e poco dopo il 1917, ha rivoluzionato radicalmente la cultura e la scena internazionale dell’arte». Ad affermarlo è Raffaella Sgubin, Direttore del Servizio Museo e Archivi Storici dell’ERPAC.

I margini cronologici del percorso espositivo vanno dal 1898, l’anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (Il mondo dell’arte) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, sino al 1922, la data di costituzione dell’Unione Sovietica. Il percorso espositivo si articola in 6 sezioni, ciascuna corrispondente a un anno specifico e cruciale, e ciascuna recante un sottotitolo tematico, che incrocia eventi storici, movimenti culturali, pratiche artistiche e opere concrete: dipinti, opere su carta, oggetti, documenti.

K.Malevic-Stazione-senza-.«Dalle ricerche che hanno sotteso questa esposizione – anticipano i Curatori – sono emersi anzitutto il valore e il ruolo “rivoluzionari” delle pratiche artistiche all’interno della società russa a cavallo tra XIX e XX sec., a partire dalla sotterranea e decisiva matrice letteraria della cultura russa ottocentesca, e qui basterà ricordare almeno i nomi di Blok, Achmatova, Mandel’stam, Pasternak, Majakovskij. Ma fu una rivoluzione complessiva, che si è estesa alla pittura (esiste un’arte prima dell’Astrattismo e una successiva, quella in cui ancora oggi viviamo) e poi alla grafica, alle scenografie, alla musica, per registrare infine le origini dell’esperienza del cinema, che qualche anno dopo si sarebbe concretata nel magistero di Ejzenstejn e Vertov».

Questo affascinante percorso, fatto di continue intersezioni tra le Arti e la Storia, è offerto in mostra, all’interno del magnifico Palazzo Attems Petzenstein, con il ricorso a una sofisticata multimedialità, a complemento dell’esposizione di una sequenza spettacolare di oltre cento opere concesse da alcune delle principali istituzioni moscovite, in gran parte dalla Galleria Tret’jakov, cui si aggiungono il Museo delle arti decorative e applicate e il Museo di Storia contemporanea della Russia (già Museo della Rivoluzione), nonché il Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano.

Informazioni:
Sede: Palazzo Attems Petzenstein, via Edmondo De Amicis 2
Orario: 10-18. Chiuso il lunedì
Info: 348 13047 26

DALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI NUOVI BANDI PER L’ASSEGNAZIONE DI SEI BORSE DI STUDIO E UN ASSEGNO DI RICERCA NEI SETTORI DELLA CREATIVITA’ E DELLA PRODUZIONE ARTISTICA

Al via i nuovi Bandi di concorso, promossi dalla Fondazione Adolfo Pini, per cinque borse di studio destinate a studenti e ricercatori nei settori dell’arte e della creatività, e per una borsa di studio rivolta a giovani studenti e laureati, per sostenere progetti inediti in ambito artistico. Insieme alle borse di studio quest’anno la Fondazione Adolfo Pini propone il nuovo Bando di selezione per il conferimento di un assegno di ricerca per svolgere un’attività di studio sulla nozione di casa museo e dimora storica, con particolare riguardo al caso della Fondazione Adolfo Pini.

Borse di studio_Fondazione Adolfo Pini_2017Il progetto rientra nell’ambito della missione della Fondazione a sostegno e valorizzazione dei giovani talenti nelle diverse discipline culturali. Fino al 20 novembre sarà possibile proporre la propria candidatura ai Bandi secondo le modalità consultabili online al sito http://www.fondazionepini.it.

Più nel dettaglio, il Bando per l’assegnazione di cinque borse di studio è rivolto a studenti e ricercatori, under 35, delle università, scuole d’arte o di altri centri di competenza, di Milano che svolgano attività di alta formazione, per effettuare un periodo di formazione o di ricerca/lavoro da realizzarsi presso centri internazionali specializzati, che permetterà di approfondire l’analisi dei modelli delle attività artistiche e di crescita dei centri culturali.

La sesta borsa di studio, messa a disposizione dalla Fondazione Adolfo Pini, è invece destinata a studenti e laureati nell’anno solare 2017,under 35, con un percorso formativo in ambito artistico, iscritti a istituti di alta formazione, accademie d’arte e università, di Milano, per sostenere, promuovere e valorizzare progetti inediti a vocazione multidisciplinare. La borsa di studio offre l’opportunità di svolgere un’attività di ricerca presso enti nazionali e internazionali, attività finalizzata alla produzione di un progetto inedito che consiste nella realizzazione di una mostra /performance nelle sale della Fondazione Adolfo Pini.

Le sei borse di studio, del valore di 3.000 euro per l’effettuazione di un periodo di stage o di ricerca di almeno due settimane (4.000 euro per un periodo massimo di un mese), saranno erogate per un periodo di formazione/ricerca da concludersi entro il 30 aprile 2018.

Le borse di studio daranno infatti la possibilità ai vincitori di approfondire l’analisi dei modelli delle attività artistiche e di crescita dei centri culturali nazionali e internazionali nel settore creativo di riferimento (arte, comunicazione, nuovi media, design, musica ecc…), di raccogliere esperienze e best practice che possano essere di supporto ai giovani, all’arte e alla creatività oggi, e di verificare quanto stiano facendo a questo proposito i Paesi più interessanti. È inoltre l’occasione per sostenere l’apertura del “Sistema Milanese” alle competenze e professionalità internazionali nel settore delle arti e di riuscire a comparare le migliori pratiche attivate per la crescita delle attività artistiche.

La Fondazione Adolfo Pini propone inoltre, nel suo ampio programma di sostegno ai giovani nelle diverse discipline culturali, un Bando anche per studenti aventi una formazione in ambito artistico e storico-critico, tramite il conferimento di un assegno di ricerca rivolto a studenti, specializzandi e dottorandi, laureati nell’anno solare 2017, in Lettere e Filosofia, under 35, di istituti di alta formazione e università, di Milano. L’assegno di ricerca, del valore di 3.000 Euro, della durata di quattro mesi, sarà erogato per svolgere un’attività di ricerca che si svilupperà a partire dallo studio e dall’analisi della nozione di casa museo e dimora storica, fino ad arrivare al caso della Fondazione Adolfo. L’attività di ricerca dovrà produrre, entro i quattro mesi, contenuti di carattere scientifico presentati sottoforma di elaborato scritto.

Roma non ha più Cultura

Scrive Massimiliano Tonelli su Artribune.com del 15 ottobre 2017 a proposito del Macro di Roma, del nuovo direttore Giorgio De Finis, della mostra dei Pink Floyd e di altre romane surrealtà: << A Roma il Macro è oggetto di autentiche sevizie culturali da parte dell’amministrazione pentastellata di Virginia Raggi. Oggi è un museo spettrale, abbandonato, privato di finanziamenti; domani sarà trasformato in una location per mostre di cassetta; dopodomani sarà regalato ad un direttore artistico che fin’ora si è distinto per aver fatto mostre in un campo nomadi. Amen. >>

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Nasce il Centro Arti e Scienze Golinelli

Mercoledì 11 ottobre, a due anni dalla nascita di Opificio Golinelli, inaugura il CENTRO ARTI E SCIENZE GOLINELLI, una nuova iniziativa a vocazione sperimentale e internazionale, la cui progettazione architettonica è stata affidata a Mario Cucinella Architects.

mostra IMPREVEDIBILE-ph.OKNOstudio (10)L’Opificio Golinelli getta così le fondamenta per diventare una vera e propria infrastruttura per la conoscenza e la cultura, destinata a crescere ancora.
Infatti, a breve, dopo la grande opera del Centro Arti e Scienze, la Fondazione avvierà ulteriori lavori di ampliamento, che in un anno porteranno alla realizzazione di un altro spazio: si raggiungeranno così 14.000 metri quadrati complessivi e le superfici utili coperte per le attività saranno di quasi 10.000 metri quadrati.

In vista dei lavori di ampliamento previsti, il dato dell’attuale partecipazione (120.000 visite all’anno) è destinato a crescere esponenzialmente, con una stima di oltre 200.000 visite già dall’anno 2019.
Obiettivo di Opificio Golinelli è diventare una Città per la conoscenza e la cultura, un centro vocato in maniera integrata a educazione, formazione, cultura, ricerca e impresa, prima e unica esperienza di tal genere, nella sua interezza e complessità, in Italia e in Europa.

Il primo passo di questa scommessa di Fondazione Golinelli è rappresentato dal Centro Arti e Scienze Golinelli, uno spazio di “immaginazione e sperimentazione” pensato per offrire una sintesi fra arte e scienza – concepite da troppo tempo come due polarità distanti e tendenzialmente estranee – che costituisce invece uno dei terreni più fertili nei quali rappresentare il futuro.

Dal punto di vista architettonico, il Centro Arti e Scienze Golinelli coniuga funzionalità e valenza estetica. Progettato da Mario Cucinella Architects, è una costruzione di circa 700 metri quadrati, che vanno ad aggiungersi ai 9.000 dell’Opificio. Si tratta di un grande parallelepipedo di 30×20 metri, alto 8, composto da un volume chiuso che costituisce il “cuore” dell’architettura, una geometria pura semi-trasparente, che nelle ore diurne riflette ciò che ha attorno e nelle ore notturne è invece luminosa. Lo spazio è privo di partizioni o rigide organizzazioni planimetriche per garantire la massima flessibilità di utilizzo ed è avvolto da un involucro esterno leggero e vibrante, una griglia modulare metallica, in alcune sue parti percorribile dai visitatori.

Il nuovo Centro non sarà un semplice spazio espositivo: ospiterà infatti un programma pluriennale di iniziative culturali con l’obiettivo di immaginare il futuro e stimolare un insieme di azioni educative, formative e imprenditoriali per i giovani, in linea con il piano di sviluppo pluriennale di Fondazione Golinelli, Opus 2065, per supportare le giovani e giovanissime generazioni nel loro percorso di crescita, con l’idea che l’educazione sia il motore dello sviluppo economico e sociale.

«L’idea di futuro che abbiamo in mente» afferma Andrea Zanotti presidente di Fondazione Golinelli «è quella in cui non ci sarà più posto per una frammentazione che divida la parte ideativa, quella sperimentale e quella produttiva: i luoghi della conoscenza, della sperimentazione e della produzione dovranno necessariamente integrarsi per poter far fronte e sostenere la velocità del cambiamento nella quale siamo immersi. Con il Centro Arti e Scienze Golinelli la Fondazione Golinelli diventa l’ecosistema che si completerà nei mesi a venire con un incubatore riservato non solo ai laureati o a chi ha conseguito un master ma anche ai più giovani, la cui creatività costituisce una risorsa fondamentale. Per corroborarne la crescita, essa dovrà nutrirsi e contaminarsi di formazione, ricerca, capacità imprenditoriale ma anche di sensibilità estetica che da sempre costituisce il marchio distintivo del genio italiano».

L’offerta formativa di Opificio Golinelli ha da sempre come obiettivo quello di ricomporre la frattura, ancora oggi in essere, fra cultura umanistica e scienze. Le stagioni più alte della cultura umana si sono prodotte quando arti e scienze hanno dialogato in modo fecondo, come nel Rinascimento italiano, che ha prodotto una spinta innovatrice e, insieme, una cifra estetica destinate a condizionare i secoli futuri. Il rapporto tra arti e scienze è fortemente radicato nel passato del nostro Paese e Fondazione Golinelli promuove da sempre la cultura come risultato di un’educazione che sposa la tradizione di ricerca umanistica e le più nuove tecnologie.

mostra IMPREVEDIBILEIl nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli inaugura con la mostra di arte e scienza IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà in programma dal 13 ottobre 2017 al 4 febbraio 2018. Ispirata da un’idea di Marino Golinelli, è prodotta da Fondazione Golinelli e curata da Giovanni Carrada per la parte scientifica e da Cristiana Perrella per la parte artistica. Il progetto dell’allestimento è di Mario Cucinella Architects. Questa è l’ultima di sette esposizioni che hanno indagato temi forti della contemporaneità in modo innovativo, a partire dal 2010, intrecciando l’arte con la scienza. Dopo aver esplorato l’antroposfera, il rapporto tra uomo e tecnologia, le nuove età della vita, le energie della mente, la scienza del gusto, la libertà, è ora la volta del futuro.
Il percorso espositivo mette in dialogo opere di artisti contemporanei italiani e internazionali con una serie di exhibit di argomento scientifico, prevalentemente video, lasciando che le suggestioni dell’arte e della scienza aiutino il visitatore a farsi un’idea più ricca e complessa dell’argomento, sviluppando un proprio punto di vista sul futuro che ci aspetta.

In mostra opere di: Pablo Bronstein; Martin Creed; Flavio Favelli; Martino Gamper; Tue Greenfort; Ryoji Ikeda; Christian Jankowski; Elena Mazzi con Sara Tirelli; Tabor Robak; Nasan Tur; Tomas Saraceno; Yinka Shonibare MBE; Little Sun; Superflex; Joep Van Lieshout; Ai Weiwei.

Informazioni: http://www.artescienzaeconoscenza.it | http://www.fondazionegolinelli.it

La natura intima della materia

Mariella Ghirardani 3cMariella Ghirardani

Perluxcod. 8300
La natura intima della materia
a cura di Anna d’Ambrosio
dal 19/10 al 10/11
Opening 19 ottobre h. 18.30

Materia ed energia sono trasformabili una nell’altra.

Ogni materiale od oggetto può essere impiegato nella creazione di un’opera d’arte, ma ciò che realmente conta, in fondo, è il modo in cui viene inserito in essa dalla mente dell’artista: il processo creativo.

Dopotutto, abbiamo a che fare con l’arte contemporanea, con l’arte del materiale al servizio del concetto.

Proprietà della materia: massa, volume, densità

La nuova e inedita produzione dell’artista Mariella Ghirardani, allieva dello scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa e del critico d’arte Jole De Sanna, nasce da un dono (atto della dona-azione / azione nel dono): il Perlux cod. 8300 con finitura all’acqua, dotato di particolari riflessi, tipici delle perle naturali, che creano giochi di luce, fogli termici di grafene trasparente e graphene copper.

Smart-materials: il segreto celato

Mariella Ghirardani opera scientificamente – svelamento delle proprietà – per poi realizzare alchemicamente, allontanandosi dalla sostanza fisica della materia per esplorare l’universo evocativo nelle cose. Il suo è un connubio molto intimo e dialettico che, nel suo caso, non diventa manufatto (merce) ma ALTRO.

Nella scultura fatta pittura di Mariella Ghirardani, la prudente geometria dello spiraglio “non con­tiene l’irruzione del fantasma cognitivo ma l’avvento dell’assenza” nel rapporto tra visibile e invisibile, interiore e interno, arte e natura.

Mariella Ghirardani 2In tal modo l’artista si procura e nello stesso tempo pratica l’allontanamento da ogni incontro, la riduzione del reale al puro ingombro, al meccanico movimento dell’aprire e chiudere la porta.

Aprendo e chiudendo la porta dell’attimo con la non percettibilità di ciò che è interno.

Così le sue opere Oceano luceLost horizonThermal ReleaseGraphene–CopperMinimal blu, tutte del 2017, diventano “il risarcimento di un’attesa, nel miraggio di un incontro”.

E dunque, attraverso un vero e proprio rovesciamento dell’approccio scientifico tradizionale e della stessa logica produttiva, il materiale per la Ghirardani non è più solo l’esito di una ricerca finalizzata a migliorare le sue prestazioni tecniche e funzionali, ma è esso stesso “materia d’invenzione”.

Al di là dello sguardo

Rendere visibili forme non è una necessità per l’artista che, come Luis Buñuel con il disincantato taglio di un occhio nel film surrealista “Un Chien Andalou”, ci mette in guardia dalla potenza e dai limiti dello sguardo. Con un poetico gesto grafico, lo spettatore, accecato, dovrà fare affidamento su altri sensi, o meglio su altre sensazioni per fruire l’immaginario. L’invisibile è la promessa di altro da vedere.

Forclusione

In questo felice e difficile ménage à deux s’insinua il terzo – leggi gallerista –, che da forcluso incita allo show, parodia del visibile.

L’obbligo di esposizione che consegna tutto alla visibilità porta l’aura, come “apparizione di una distanza”, a sparire completamente. Il valore di esposizione si fonda unicamente sul fatto di produrre interesse.

“La società esposta è una società pornografica. Tutto è rivolto all’esterno, svelato, denudato, svestito ed esposto. L’eccesso di esposizione fa di ogni cosa un prodotto, che è votato, nudo, senza segreto, al divoramento immediato […] L’imperativo dell’esposizione conduce a un’assolutizzazione del visibile e dell’esteriore. L’invisibile non esiste, perché non produce alcun valore di esposizione, alcun interesse”.

Byung-Chul Han, La società della trasparenza

Il progetto espositivo si arricchirà di un testo critico ad opera di Rosella Ghezzi

Note
La galleria milanese AMY D Arte Spazio, con la piattaforma economART, è impegnata attivamente da diversi anni nella sperimentazione di nanomateriali atossici e sostenibili, grazie alla collaborazione con vari Istituti di Ricerca quali: Politecnico di Milano, Unisa di Salerno, Smart Materials dell’I.I.T. di Genova, Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma e vari partners tecnici come AMA S.p.A, Caparol, Gonzini.

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